✕

“Il summit Ue-Usa si farà a maggio, oltre a von der Leyen invitati gli altri leader europei”

Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari 

Ascolta l'audio

Il sottosegretario Fazzolari dopo il bilaterale alla Casa Bianca: possibile incontro prima del vertice Nato di giugno
2 minuti di lettura

«Il vertice Ue-Usa a Roma? Potrebbe tenersi a maggio, anche prima» del summit della Nato previsto a l’Aja dal 24 al 26 giugno. E non sarà invitata solo la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, «dovrebbe essere allargato anche agli altri leader degli Stati Ue», dalla Francia alla Spagna, perché l’obiettivo di fondo è «evitare la frattura dell’Occidente». Così ragiona Giovanbattista Fazzolari, parlando con Repubblica, nel day-after di Meloni a Washington da Trump. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, braccio destro e sinistro dalla premier, si ferma a parlare mentre sguscia via da Montecitorio, dov’era impegnato in una chiacchierata con Francesco Lollobrigida. «Voi giornalisti sbucate sempre alle spalle», scherza il ministro dell’Agricoltura e capo-delegazione di FdI al governo, mentre affretta il passo per accompagnare il sottosegretario a un portoncino laterale di Palazzo Chigi, in via dell’Impresa.

«Il vertice Ue-Usa a Roma? Potrebbe tenersi a maggio, anche prima» del summit della Nato previsto a l’Aja dal 24 al 26 giugno. E non sarà invitata solo la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, «dovrebbe essere allargato anche agli altri leader degli Stati Ue», dalla Francia alla Spagna, perché l’obiettivo di fondo è «evitare la frattura dell’Occidente». Così ragiona Giovanbattista Fazzolari, parlando con Repubblica, nel day-after di Meloni a Washington da Trump. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, braccio destro e sinistro dalla premier, si ferma a parlare mentre sguscia via da Montecitorio, dov’era impegnato in una chiacchierata con Francesco Lollobrigida. «Voi giornalisti sbucate sempre alle spalle», scherza il ministro dell’Agricoltura e capo-delegazione di FdI al governo, mentre affretta il passo per accompagnare il sottosegretario a un portoncino laterale di Palazzo Chigi, in via dell’Impresa.

Fazzolari, solitamente restio a dichiarare davanti a telecamere e taccuini, stavolta invece risponde a qualche domanda. Non dissimula l’entusiasmo per il bilaterale alla Casa bianca, «che è andato davvero molto bene». Un mucchio di complimenti per la premier da parte di The Donald. Che ha aperto alla possibilità di un incontro con l’Unione europea nell’Urbe, ipotesi sempre cassata dagli Usa fino a ieri l’altro. Certo, questo negoziato è ancora tutto da costruire. La macchina organizzativa è complessa. E c’è sempre il rischio che altre cancellerie del continente si mettano di traverso, magari infastidite dall’azione italiana. Fazzolari, con prudenza, si mostra però ottimista. «Il vertice di Roma si terrà in concomitanza con il summit della Nato di giugno? Anche prima», risponde il sottosegretario di Palazzo Chigi. «A maggio? Sì, anche prima di giugno, per ora c’è stata un’apertura politica, poi vediamo cosa succede». In questa fase di interlocuzioni preliminari, aggiunge Fazzolari, il governo non ha in testa un format a tre, vale a dire Meloni, Trump e von der Leyen. «Ci sarà Ursula? Non c’è nulla di definito, però se si riesce a fare una chiacchierata tra Stati Uniti ed Europa sarebbe allargato anche ai leader di altri Stati», come Francia e Spagna.

Lo scopo del summit è chiaro, tenere insieme le due sponde dell’Atlantico. Non solo sui dazi, che da settimane funestano i mercati di mezzo mondo, ma anche sull’Ucraina. «Meloni ha già detto come la pensa – riprende Fazzolari - dividere l’Occidente in questa fase non conviene a nessuno. Dunque a chi auspica una frattura tra Europa e Stati Uniti, rispondiamo che noi lavoriamo perché questa frattura non ci sia». Chi è che vorrebbe la rottura tra Ue e Usa? Qui il braccio destro di Meloni evita di citare i leader di altri paesi e sposta il bersaglio sulla politica domestica, su Elly Schlein: «Ho sentito la segretaria del Partito democratico dire che finché ci sarà Trump come presidente gli Stati Uniti non saranno mai un nostro alleato. Ecco, noi davanti a questa ipotesi lavoriamo invece per unire il fronte».

Leggi i commenti