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Vance a Palazzo Chigi: “Sì al dialogo su dazi e Kiev, Italia partner strategico”

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Il vicepresidente americano a colloquio con la premier, poi pranzo con Salvini e Tajani. La conferma della Casa Bianca: “Trump ha accettato l’invito a Roma”
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Si consolida la “relazione speciale” tra Roma e Washington. Dopo l’invito al presidente Trump per venire in Italia a discutere un accordo commerciale con l’Unione Europea, che ieri la Casa Bianca ha confermato, arriva anche il coinvolgimento diretto negli ultimi sviluppi delle trattative per chiudere la guerra in Ucraina, per bocca del vice J.D. Vance in visita nella capitale. Trasformare adesso queste aperture di credito in risultati concreti non sarà facile, ma non c’è dubbio che alla premier Giorgia Meloni sia stata offerta un’opportunità unica, a meno che il vero scopo non sia quello di lusingarla e illuderla solo per dividere gli europei.

Vance, convertito da adulto al cattolicesimo, ha aggiunto questa tappa alla missione che lo porterà anche in India e Germania soprattutto per motivi religiosi legati alla Pasqua. Però l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, seguito oggi da quello col segretario di Stato vaticano Parolin, è servito a riprendere e avanzare i temi già discussi il gio…

Si consolida la “relazione speciale” tra Roma e Washington. Dopo l’invito al presidente Trump per venire in Italia a discutere un accordo commerciale con l’Unione Europea, che ieri la Casa Bianca ha confermato, arriva anche il coinvolgimento diretto negli ultimi sviluppi delle trattative per chiudere la guerra in Ucraina, per bocca del vice J.D. Vance in visita nella capitale. Trasformare adesso queste aperture di credito in risultati concreti non sarà facile, ma non c’è dubbio che alla premier Giorgia Meloni sia stata offerta un’opportunità unica, a meno che il vero scopo non sia quello di lusingarla e illuderla solo per dividere gli europei.

Vance, convertito da adulto al cattolicesimo, ha aggiunto questa tappa alla missione che lo porterà anche in India e Germania soprattutto per motivi religiosi legati alla Pasqua. Però l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, seguito oggi da quello col segretario di Stato vaticano Parolin, è servito a riprendere e avanzare i temi già discussi il giorno prima alla Casa Bianca con Trump.

Facendo gli onori di casa, Meloni ci ha scherzato su: «Sono onorata di accogliere a Palazzo Chigi il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, che non vedo da un sacco di tempo...». Poi però è andata al sodo: «Sono orgogliosa che tu abbia deciso di trascorrere la Pasqua qua a Roma. Speriamo che ti possa godere questo periodo. La tua presenza è un’altra grande occasione per rafforzare la nostra cooperazione bilaterale».

Vance ha seguito lo stesso copione. Prima l’umorismo: «Non ho capito cosa ha detto, ma anche se mi avesse insultato, lo avrebbe fatto nella lingua più bella immaginabile». Quindi ha riportato i saluti di Trump «a lei e a tutti gli italiani. Questa è una città bellissima, costruita da persone che amano gli uomini e Dio. Solleva lo spirito». Poi però è sceso nei dettagli concreti sulla guerra: «Abbiamo un paio di questioni importanti da discutere oggi. Voglio aggiornare il primo ministro su alcuni negoziati tra Russia e Ucraina, e anche su alcune delle cose accadute nelle ultime 24 ore. Credo che abbiamo novità interessanti da riferire, ovviamente in privato, su alcuni aspetti delle trattative. Non voglio dare giudizi prematuri, ma siamo ottimisti sul fatto che si possa sperare di poter porre fine a questa guerra così brutale». E sui dazi: «Vorrei anche parlare con il primo ministro delle relazioni economiche, molto importanti, tra Italia e Usa. Ma ovviamente stiamo portando avanti importanti negoziati commerciali con l’intera Unione Europea. Ne abbiamo parlato a lungo ieri con il presidente e daremo seguito a tutte quelle conversazioni oggi». Meloni ha risposto così: «Noi crediamo che l’Italia possa essere un partner estremamente importante nell’Europa nel Mediterraneo, per gli Usa. Sicuramente c’è un rapporto privilegiato del quale vado molto orgogliosa».

La Casa Bianca nel frattempo confermava, nel comunicato congiunto sulla visita di Meloni a Washington, che sta considerando l’idea di un vertice a Roma per negoziare con la Ue la soluzione della crisi dei dazi, magari allo scopo di costruire un fronte unito contro la Cina. Il segretario di Stato Rubio invece minacciava di interrompere la mediazione per la pace in Ucraina, se non ci saranno progressi nei prossimi giorni, proprio mentre l’agenzia Bloomberg rivelava i dettagli del piano di pace Usa. Tutto questo è finito sul tavolo dell’incontro tra Meloni e Vance, che poi Palazzo Chigi ha riassunto così: «Il colloquio ha offerto l’occasione per approfondire i temi commerciali e i principali dossier dell’attualità politica internazionale, a partire dagli sforzi per una pace giusta e duratura in Ucraina». I media americani hanno riportato i seguiti della visita della premier alla Casa Bianca quasi con stupore, confermando la disponibilità di Trump nei suoi confronti anche per trovare un’intesa con l’Unione Europea, che finora ha cercato di demolire nella convinzione che sia stata creata per «fregare gli Stati Uniti», come aveva detto in passato. È possibile che il suo punto di vista sia rimasto questo, e quindi Meloni rischia di essere usata solo per dividere la Ue dal suo interno, tanto sui dazi, quanto sull’Ucraina. La premier però non può più evitare di andare a guardare le carte di Trump, nella speranza che non siano un bluff.

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