Abbiamo perso un padre ma abbiamo un intercessore in cielo». Il cardinale Jean-Claude Hollerich, gesuita come Bergoglio, arcivescovo del Lussemburgo, relatore generale del Sinodo, membro del “C9” - il consesso di nove cardinali che in questi anni ha coadiuvato il Papa a riformare la Curia romana - accetta «con cuore pesante» di rievocare gli ultimi gesti di Francesco.
Fino all’ultimo papa Francesco non si è risparmiato.
«Lui era così, voleva dare tutto, tutto al Signore e tutto alla Chiesa. Penso che fosse molto consapevole delle conseguenze dei suoi impegni ma le ha accettate per essere veramente il vescovo di Roma, completamente e fino alla morte».
L’ultima volta che è uscito dal Vaticano, giovedì scorso, è stata per visitare i carcerati di Regina Coeli.
«Il Papa ha vissuto quello che ha predicato, andare alla periferia, andare da coloro ai quali il messaggio del Vangelo è indirizzato».
Domenica dopo la benedizione urbi et orbi ha voluto fare un giro in piazza tra i fedeli nono…
Abbiamo perso un padre ma abbiamo un intercessore in cielo». Il cardinale Jean-Claude Hollerich, gesuita come Bergoglio, arcivescovo del Lussemburgo, relatore generale del Sinodo, membro del “C9” - il consesso di nove cardinali che in questi anni ha coadiuvato il Papa a riformare la Curia romana - accetta «con cuore pesante» di rievocare gli ultimi gesti di Francesco.
Fino all’ultimo papa Francesco non si è risparmiato.
«Lui era così, voleva dare tutto, tutto al Signore e tutto alla Chiesa. Penso che fosse molto consapevole delle conseguenze dei suoi impegni ma le ha accettate per essere veramente il vescovo di Roma, completamente e fino alla morte».
L’ultima volta che è uscito dal Vaticano, giovedì scorso, è stata per visitare i carcerati di Regina Coeli.
«Il Papa ha vissuto quello che ha predicato, andare alla periferia, andare da coloro ai quali il messaggio del Vangelo è indirizzato».
Domenica dopo la benedizione urbi et orbi ha voluto fare un giro in piazza tra i fedeli nonostante fosse visibilmente molto affaticato.
«Il Papa ha vissuto il suo ministero in maniera esemplare, è stato il vescovo della sua Chiesa e per il vescovo incontrare la gente e dare la benedizione è estremamente importante. Benedire i fedeli significa mostrare che l’amore di Dio è per ciascun uomo e per ciascuna donna. Le racconto una cosa: dieci giorni fa ho avuto la grande gioia di vedere il Papa, quando sono venuto a Roma, ed era un padre pieno di amore. Ha ricordato anche il dettaglio di quando, in Lussemburgo, ha voluto andare a prendere un caffè in un bar della città, ed era contento mentre ne parlava: non per il caffè ma per la semplicità di essere presente dove c’è la gente».
Fino alle ultime settimane ha chiamato la parrocchia di Gaza: perché?
«Perché il suo cuore era lì! Quando è venuto in Lussemburgo ero con lui quando dopo pranzo ha telefonato a Gaza, ed era chiaro per lui che quella gente aveva bisogno della parola di sostegno del vescovo di Roma. Era presente alla sofferenza del mondo».
Una delle ultime scelte che ha fatto, dal policlinico Gemelli dove era ricoverato, è stata la nomina di suor Raffaella Petrini alla guida del Governatorato vaticano.
«Questa e altre nomine di donne sono importantissime, il Papa non era come quei chierici che hanno un po’ paura delle donne perché sono cresciuti in un mondo dove le donne erano assenti. Francesco aveva fiducia nelle donne e diceva che fanno tante cose meglio di noi».
Sempre dall’ospedale, ha rilanciato il Sinodo, convocando un’assemblea ecclesiale a Roma per il 2028: che segnale è?
«Uno dei grandi scopi del suo ministero è stato che la Chiesa possa fare una conversione sinodale: una Chiesa dove non c’è una gerarchia rigida, dall’alto al basso, ma dove siamo tutti il Santo Popolo di Dio, i pastori e tutta la gente che, insieme, ognuno con i suoi carismi, camminano nei nostri tempi. Il Papa aveva fiducia nello Spirito Santo, a cui con il Sinodo ha ridato spazio, perché lo Spirito Santo conduce la Chiesa. Ci lascia molto da fare per una Chiesa più sinodale e missionaria, capace di annunciare Cristo morto e risorto».