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Mimmo Lucano: “Il Papa mi scrisse una lettera, al mio fianco quando tutti mi davano del criminale”

Mimmo Lucano, europarlamentare Avs e sindaco di Riace 

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Nel 2016 la missiva del Pontefice al sindaco di Riace nel “periodo più buio” per esprimere “ammirazione e gratitudine” per il modello di accoglienza
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“E chi se lo aspettava di ricevere una lettera dal Papa? Io ero sindaco di un piccolo borgo”. Oggi europarlamentare di Avs e primo cittadino di Riace, Mimmo Lucano sembra ricordare ancora con stupore la missiva ricevuta il 12 dicembre 2016 da papa Francesco. “Le esprimo la mia ammirazione e gratitudine per il suo operato intelligente e coraggioso a favore dei nostri fratelli e sorelle rifugiati”, scriveva il Pontefice, promettendo: “le porte della mia casa saranno sempre aperte per lei e per questa nuova rete”. E poi, in conclusione, un paio di righe più personali: “Mentre al Signore chiedo di non abbandonarla mai, soprattutto in questo momento difficile, la accompagno con riconoscenza e affetto”. Più una richiesta: “Non si dimentichi di pregare per me, o se non prega, le chiedo che mi pensi bene e mi mandi ‘buona onda’”.

Che reazione ha avuto quando ha letto la lettera?

“Sono rimasto stupito. Era il periodo in cui iniz…

“E chi se lo aspettava di ricevere una lettera dal Papa? Io ero sindaco di un piccolo borgo”. Oggi europarlamentare di Avs e primo cittadino di Riace, Mimmo Lucano sembra ricordare ancora con stupore la missiva ricevuta il 12 dicembre 2016 da papa Francesco. “Le esprimo la mia ammirazione e gratitudine per il suo operato intelligente e coraggioso a favore dei nostri fratelli e sorelle rifugiati”, scriveva il Pontefice, promettendo: “le porte della mia casa saranno sempre aperte per lei e per questa nuova rete”. E poi, in conclusione, un paio di righe più personali: “Mentre al Signore chiedo di non abbandonarla mai, soprattutto in questo momento difficile, la accompagno con riconoscenza e affetto”. Più una richiesta: “Non si dimentichi di pregare per me, o se non prega, le chiedo che mi pensi bene e mi mandi ‘buona onda’”.

Che reazione ha avuto quando ha letto la lettera?

“Sono rimasto stupito. Era il periodo in cui iniziava la persecuzione del modello Riace, c’era chi iniziava a chiamarmi criminale e mi arriva una lettera di ringraziamento e apprezzamento dal Papa. Non ci potevo credere. Poi in quel momento è stato un conforto”.

Di che momento stiamo parlando?

“Era la fine del 2016. C’era Marco Minniti al ministero dell’Interno e a Reggio Calabria era arrivato come prefetto Michele di Bari, contro Riace è iniziata una persecuzione amministrativa che poi è stata la base di quella giudiziaria. E non c’era nulla di sbagliato, come poi hanno riconosciuto i giudici in Corte d’appello e Cassazione. Ma già venivo additato come un criminale perché sulle migrazioni Riace era la dimostrazione pratica di un’alternativa alle politiche dei muri, dei respingimenti, degli accordi con la Libia”.

Ha capito come mai il Papa abbia deciso di scriverle?

“No, ma sapevo che su Riace c’era attenzione. Qualche tempo prima c’era stata una conferenza dei sindaci a Città del Vaticano e in una pausa si è avvicinato il cardinale Serondo che mi ha detto ‘il Santo padre è molto contento di quello che sta facendo’”.

Vi siete mai incontrati?

“Avrei dovuto incontrarlo a Buenos Aires quando era ancora cardinale. Ero stato invitato per una serie di riunioni e eventi, anche perché c’è un forte legame fra Riace e la città, ci sono molti migranti riacesi lì. Anche io ho dei cugini, alcuni sono stati perseguitati durante la dittatura e mi hanno raccontato che in quegli anni, agendo in silenzio, Bergoglio ha rischiato molto e aiutato tanti”.

Come mai l’incontro è sfumato?

“Purtroppo sono arrivato tardi. C’era una suora che ci ha rimproverati: ‘Il Santo padre vi aspettava’”.

Rimpiange di non aver avuto la possibilità di parlarci?

“No, perché papa Francesco l’ho sempre sentito vicino perché è stato fonte di speranza. Anche nel periodo più buio, quella lettera per me è sempre stata un conforto, ci pensavo spesso. E so che non ha mai abbandonato Riace: nel 2022 una delle stazioni della via Crucis è stata dedicata a quello che stava succedendo”.

Al termine della sua missiva il Papa le ha chiesto di pregare per lui o di mandargli “buona onda”. Cosa ha fatto?

“Quando ho letto quel passaggio ho capito la grandezza e la forza. Ho pensato ‘questo è il Cristo in terra, il capo della Chiesa e chiede di pregare per lui?’. Lui che era così potente, mostrava lo smarrimento di fronte agli assalti dei potenti del mondo. Lì ho capito davvero chi fosse. Uno che prendeva parte, che si schierava, come a Lampedusa, il suo primo viaggio, quando ha esortato a aprire i conventi ai migranti. E noi adesso dobbiamo continuare a prendere parte, a schierarci, esattamente come lui”.

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