Cinque giorni di lutto. “Sobrietà per il 25 aprile”. Ma sull’appello è polemica
di Gabriella CeramiCinque giorni di lutto nazionale, da ieri fino a sabato, quando saranno celebrati i funerali di papa Francesco in piazza San Pietro. Negli archivi non ci sono precedenti. Per i pontefici Benedetto XVI e Giovanni Paolo II i giorni di lutto sono stati tre. Invece il Consiglio dei ministri, che si è riunito ieri osservando in apertura un minuto di silenzio, ne ha approvati due in più, dando dunque il via libera alla proposta avanzata dalla premier Giorgia Meloni nonostante i dubbi di alcuni colleghi.
Inevitabilmente il lutto nazionale impatta sulle celebrazioni del 25 aprile, che quest’anno ricordano l’ottantesimo anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Per decreto, attraverso una circolare allegata, viene chiesto, come recita il comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri, che «tutte le manifestazioni pubbliche» siano svolte «in modo sobrio e consono alla circostanza». Al termine della riunione, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, è n…
Cinque giorni di lutto nazionale, da ieri fino a sabato, quando saranno celebrati i funerali di papa Francesco in piazza San Pietro. Negli archivi non ci sono precedenti. Per i pontefici Benedetto XVI e Giovanni Paolo II i giorni di lutto sono stati tre. Invece il Consiglio dei ministri, che si è riunito ieri osservando in apertura un minuto di silenzio, ne ha approvati due in più, dando dunque il via libera alla proposta avanzata dalla premier Giorgia Meloni nonostante i dubbi di alcuni colleghi.
Inevitabilmente il lutto nazionale impatta sulle celebrazioni del 25 aprile, che quest’anno ricordano l’ottantesimo anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Per decreto, attraverso una circolare allegata, viene chiesto, come recita il comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri, che «tutte le manifestazioni pubbliche» siano svolte «in modo sobrio e consono alla circostanza». Al termine della riunione, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, è netto nel chiarire la sostanza della decisione: «Tutte le cerimonie sono consentite, con la sobrietà che la circostanza impone a ciascuno». Parole che scatenano dure reazioni da parte di chi le ha lette come una censura del ricordo.
I ministri hanno poi rivolto un invito «a differire gli eventi sportivi o di intrattenimento programmati per il giorno del funerale». Invito raccolto dalle federazioni e infatti sabato non si disputeranno i campionati, mentre sarà osservato un minuto di silenzio e i giocatori avranno il lutto al braccio nelle competizioni in programma questa sera.
Anche il concerto di Jovanotti previsto a Roma per sabato 26 è stato posticipato al giorno successivo «in segno di rispetto per le esequie del Santo Padre», comunicano gli organizzatori. Le altre date, la prima ieri sera, invece sono state confermate ma con un ricordo dedicato a papa Bergoglio.
Inoltre fino al 26 aprile le bandiere degli edifici pubblici saranno a mezz’asta e, alle 10 di sabato o nel primo giorno di apertura dopo le esequie, negli uffici e nelle scuole pubbliche sarà osservato un minuto di raccoglimento. Mentre i deputati e i senatori, in una seduta congiunta a Montecitorio, commemoreranno papa Francesco oggi pomeriggio.
Come previsto, quando viene proclamato il lutto nazionale, le autorità si astengono dalla partecipazione a eventi pubblici, fatta eccezione per le manifestazioni di beneficenza. Slitta infatti la missione di Meloni in Uzbekistan e Kazakistan, che sarebbe dovuta iniziare venerdì quando invece a Roma arriveranno i capi di Stato e di governo da tutto il mondo.
A Roma saranno presenti infatti centosettanta delegazioni straniere e sono attese duecentomila persone che riempiranno piazza San Pietro già da oggi quando la salma di papa Bergoglio sarà portata in Basilica.
La macchina che si occuperà dell’accoglienza, della mobilità e dell’assistenza, anche sanitaria, dei fedeli durante questi giorni ma soprattutto nel corso dei funerali è stata avviata.
Ad occuparsene come commissario sarà il capo del dipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano, sempre su decisione del Consiglio dei ministri, che ha approvato un provvedimento ad hoc, stanziando anche 5 milioni di euro per sostenere le spese, che sono a carico del bilancio della presidenza del Consiglio come previsto da una circolare del 2002.
Ciciliano opererà in «stretto raccordo» con il commissario di governo per il Giubileo e sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e con il prefetto di Roma Lamberto Giannini e potrà avvalersi delle strutture operative di protezione civile e di eventuali «soggetti attuatori per il compimento di specifiche azioni o interventi», comprese «società in house o partecipate dello Stato e dagli enti territoriali interessati».
Le misure di ordine pubblico rimangono in capo al prefetto, che dovrà pianificare la sicurezza e i soccorsi, sempre a stretto contatto con Ciciliano affinché tutto possa funzionare al meglio durante questo evento di portata storica.