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Commemorazione Papa, Schlein: “Non merita ipocrisia da chi non ha mai seguito i suoi appelli”

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Il ricordo di Francesco alla Camera. Il centrodestra nega l’applauso alla segretaria del Pd. Meloni: “Ha rotto gli schemi ed è entrato nel cuore della gente”
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Anche la commemorazione di papa Francesco in Parlamento diventa occasione di scontro politico fra maggioranza e opposizione. Ad accendere la miccia, il veemente discorso della segretaria del Pd Elly Schlein, accolto dal gelo del centrodestra che le ha negato l’applauso riservato fin lì a tutti gli interventi nell’aula di Montecitorio riunita in seduta congiunta. Dopo il ricordo del Pontefice alla Camera, la premier Giorgia Meloni si è recata a San Pietro per l'ultimo saluto al feretro del Papa. Lo stesso ha fatto la segretaria del Pd, accompagnata dai capigruppo in Parlamento, Chiara Braga e Francesco Boccia.

(ansa)

L’affondo di Schlein

“Papa Francesco non ha mai fatto scelte allo scopo di essere amato, ha sempre fatto gesti senza ipocrisia e infingimenti, con fermezza ha rivolto il suo sguardo verso gli ultimi, alle periferie del mondo, la pace, la giustizia sociale e l'ambiente", ha esordito la lead…

Anche la commemorazione di papa Francesco in Parlamento diventa occasione di scontro politico fra maggioranza e opposizione. Ad accendere la miccia, il veemente discorso della segretaria del Pd Elly Schlein, accolto dal gelo del centrodestra che le ha negato l’applauso riservato fin lì a tutti gli interventi nell’aula di Montecitorio riunita in seduta congiunta. Dopo il ricordo del Pontefice alla Camera, la premier Giorgia Meloni si è recata a San Pietro per l'ultimo saluto al feretro del Papa. Lo stesso ha fatto la segretaria del Pd, accompagnata dai capigruppo in Parlamento, Chiara Braga e Francesco Boccia.

(ansa)

L’affondo di Schlein

“Papa Francesco non ha mai fatto scelte allo scopo di essere amato, ha sempre fatto gesti senza ipocrisia e infingimenti, con fermezza ha rivolto il suo sguardo verso gli ultimi, alle periferie del mondo, la pace, la giustizia sociale e l'ambiente", ha esordito la leader dem prima di lanciare l’affondo. La sua scomparsa “merita tutto il nostro cordoglio ma non merita l'ipocrisia di chi non ha mai dato ascolto ai suoi appelli e oggi affoga nella retorica il suo potente messaggio su migranti, poveri, cambiamenti climatici e nega le cure a chi non può permettersele", l’attacco ai “farisei” della destra globale, subito scandito dai brusii e qualche timida protesta levatasi dai banchi della maggioranza.

"Il modo migliore è cogliere l'esempio di coerenza tra quello che diceva e quello che faceva”, insiste Schlein, “sulla pace a Gaza e in Ucraina, sul contrasto alle disuguaglianze, sull’accogliere anziché respingere chi fugge da una guerra, sul cambiare un modello di sviluppo che sta creando disuguaglianze". Un intervento teso a smascherare le contraddizioni dei sovranisti che oggi governano il mondo.

La replica di Gasparri

Intervento che non è piaciuto a tanti, nell’aula della Camera. Certamente non a Maurizio Gasparri che, intervenuto subito dopo di lei, prova a bacchettarla. “Siamo stati invitati dai presidenti di Camera e Senato a commemorare sua santità papa Francesco e a questo ci atterremo”, replica con un noto di stizza il capogruppo di Forza Italia a palazzo Madama. E poiché ognuno preferisce parlare delle cose sulle quali si è ritrovato più in sintonia, il senatore azzurro elenca “i temi della famiglia e della vita affrontati con grande coraggio", la questione dell'aborto, parte di quella "cultura dello scarto che lui deplorava”; gli appelli per la pace. Sino all’attacco finale: “Qualcuno oggi ha usato la parola ipocrisia, le ipocrisie sono state tante, anche di chi lo cita sempre e non ha mai seguito il percorso della fede", si sgola Gasparri.

Da Conte a Renzi

E mentre Giuseppe Conte ricorda Francesco come un “papa scomodo", "sempre costantemente impegnato per il dialogo" e "tenacemente schierato contro ogni guerra", sebbene oggi venga “ricordato in uno scomposto teatro di ipocrisie e celebrazioni da chi ha ignorato i suoi messaggi e i suoi moniti", Matteo Renzi punge sia la destra sia la sinistra. “Sul pontificato, cari colleghi, è buffo che ciascuno di noi in qualche misura cerchi di accaparrarsi un pezzettino di eredità”, ironizza il presidente di Italia viva. “Chi lo ricorda per i carcerati, lo dimentica per l'aborto. Chi lo ricorda sulla famiglia tradizionale dimentica le parole sull'immigrazione. Non era un politico, era un papa, era Pietro. E, proprio perché capo della cattolicità, ci ha insegnato il valore della laicità che non va confusa con il laicismo”, conclude Renzi. “Si deve avere il coraggio di riconoscere la sua grandissima lezione".

Meloni: “Papa Francesco ha rotto gli schemi ed è entrato nel cuore della gente”

A chiudere gli interventi è stata la presidente del Consiglio Meloni che ha ricordato Francesco come il "Papa degli ultimi","delle periferie fisiche ed esistenziali", "ha restituito voce a chi non l'aveva anche rompendo gli schemi perché diceva 'non devi avere paura di andare controcorrente se devi fare una cosa buona'. Così, il Papa venuto da lontano è entrato nel cuore delle persone". La premier nel suo discorso ha sottolineato l’impegno di Bergoglio nell’invocare “la pace, la fine delle guerre che finiscono l'umanità, dalla martoriata Ucraina al Medio Oriente, passando per il Sael, lo ha fatto anche quando sapeva che alcuni avrebbero potuto non capire e che le sue parole potevano essere travisate e strumentalizzate. Ma i suoi molteplici appelli alla pace oggi sono ulteriore monito alla responsabilità". Meloni si è soffermata anche su alcuni incontri avuti col Pontefice: "Ti faceva sentire prezioso, in quanto essere unico e irripetibile come ogni essere umano – ha detto la premier -. Sarò sempre grata per il tempo trascorso insieme, per gli insegnamenti e i consigli" tra cui 'non perda mai il senso dell'umorismo", anche l'ultima cosa che mi ha detto. Disse ai pellegrini che è triste un monarca inacidito" perché "non puoi guidare altri se non provi gioia per quello che fai. Dava all'allegria valore molto più grandi".

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