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Ue, ipotesi di incontro con il presidente Usa senza l’aiuto di Meloni

Ursula von der Leyen

 

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Von der Leyen lavora a un bilaterale sui dazi a margine delle esequie. Si attende la risposta della Casa Bianca
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Bruxelles - Un incontro faccia a faccia con Donald Trump. Per anticipare i tempi. E per evitare che lo sperato summit Ue-Usa non diventi una chimera.

Ursula von der Leyen sta tentando la mossa in grado di evitare che i contatti tra Bruxelles e Washington diventino oggetto di uno scontro dentro l’Unione europea. E che il ruolo di Giorgia Meloni non assuma un rilievo che molte capitali non gradiscono per niente.

I funerali di papa Francesco, allora, possono diventare l’occasione per riannodare i fili del dialogo con l’Amministrazione americana che da tempo si sono spezzati. Del resto il tycoon non ha mai nascosto di considerare l’Ue quasi un avversario e di non volere relazioni dirette con i suoi rappresentanti. Sabato a Roma, però, ci saranno sia i tre vertici istituzionali dell’Ue (von der Leyen, Costa e Metsola) sia il nuovo presidente statunitense. E la presidente della Commissione sta verificando la possibilità di un colloquio bilaterale proprio con Trump. L’ipotesi è ancora da…

Bruxelles - Un incontro faccia a faccia con Donald Trump. Per anticipare i tempi. E per evitare che lo sperato summit Ue-Usa non diventi una chimera.

Ursula von der Leyen sta tentando la mossa in grado di evitare che i contatti tra Bruxelles e Washington diventino oggetto di uno scontro dentro l’Unione europea. E che il ruolo di Giorgia Meloni non assuma un rilievo che molte capitali non gradiscono per niente.

I funerali di papa Francesco, allora, possono diventare l’occasione per riannodare i fili del dialogo con l’Amministrazione americana che da tempo si sono spezzati. Del resto il tycoon non ha mai nascosto di considerare l’Ue quasi un avversario e di non volere relazioni dirette con i suoi rappresentanti. Sabato a Roma, però, ci saranno sia i tre vertici istituzionali dell’Ue (von der Leyen, Costa e Metsola) sia il nuovo presidente statunitense. E la presidente della Commissione sta verificando la possibilità di un colloquio bilaterale proprio con Trump. L’ipotesi è ancora da concretizzare e una risposta non è arrivata dalla Casa Bianca. «Il viaggio della presidente Ursula von der Leyen a Roma è per i funerali del Papa, quindi per ragioni differenti – ha sottolineato una portavoce di Palazzo Berlaymont -. Al momento non ci sono aggiornamenti. Non posso però escludere che ci siano incontri bilaterali».

L’idea di cogliere l’occasione “italiana” si è rafforzata negli ultimi giorni in seguito ai tanti malumori emersi nei confronti della leader europea e in quelli della presidente del consiglio italiana. La proposta, avanzata da Meloni, di organizzare il summit euro-americano nella Capitale a maggio ha infatti suscitato molte perplessità. In primo luogo per il protagonismo assunto dalla premier del nostro Paese. E poi per una questione formale: «I vertici – hanno ribadito proprio i portavoce della Commissione – li convoca il Consiglio e non il governo di uno Stato membro». Ma al di là degli aspetti procedurali, l’idea di svolgere a Roma, di fatto sotto l’egida di Palazzo Chigi, un incontro con l’inquilino della Casa Bianca ha subito trovato le reazioni negative di Francia, Spagna, Polonia e anche Germania. La vicinanza politica di Meloni a Trump viene giudicata un problema per l’Unione. Gli affondi mossi dal presidente Usa al Vecchio continente sono stati letti come una delegittimazione che non può essere avallata anche accettando che un incontro ufficiale si tenga non a Bruxelles ma in un’altra città. Critiche che la presidente della Commissione ha recepito. Sa che non può non tenerne conto. Sta dunque cercando di evitare che ci sia un peggioramento delle relazioni tra i 27 proprio provando a parlare direttamente con Trump. E evitando quindi l’intermediazione di Meloni.

C’è poi un aspetto più concreto che sta sempre più assumendo valore. Un summit con il leader di Washington dovrebbe essere convocato per ratificare un accordo sui dazi che ancora non c’è. I contatti a livello tecnico proseguono, ma la sostanza politica non è stata ancora messa a punto. «Come sapete – ha ricordato lo staff di von der Leyen - la prima ministra Meloni è stata negli Stati Uniti la scorsa settimana e ha avuto un incontro con il presidente Trump. Questa visita è stata discussa e coordinata in più occasioni tra la premier Meloni e la presidente della commissione. Come abbiamo detto in più occasioni, tutti i contatti con le controparti statunitensi sono positivi. Ma sarebbe una buona idea incontrare la controparte statunitense una volta che è stato raggiunto un accordo nella sostanza».

L’ultimo viaggio del Commissario al Commercio, Maroš Šef?ovi?, si è risolto con un nulla di fatto. Un’altra riunione non è ancora fissata. Il rischio allora che il braccio di ferro prosegua fino a luglio appare molto elevato.

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