Mette striscione “buono come il pane, bello come l’antifascismo”: fornaia identificata nelle Marche
di Ernesto FerraraIdentificata due volte da agenti delle forze dell’ordine. Prima la polizia di Stato, poi la municipale. Per aver esposto fuori dalla sua attività, un forno di Ascoli Piceno, uno striscione con su scritto “25 aprile, buono come il pane bello come l’antifascismo”. E’ la denuncia di Lorenza Roiati, titolare del pluripremiato panificio “Assalto ai forni”, che stamani, 25 aprile, anniversario dell’ottantesimo della Liberazione dal nazifascismo, ha pubblicato foto e anche video per documentare l’episodio sulla pagina Instagram del negozio. Stando al suo racconto, poco dopo aver appeso il lenzuolo bianco con la scritta rossa antifascista fuori dal forno si è fermata una volante della polizia di Stato per chiedere informazioni e identificare i titolari del negozio.
Successivamente nell’attività, racconta sempre Roiati sui social, sono entrati altri tre agenti in borghese della polizia locale per chiedere ancora i documenti e in più di chi fosse lo striscione e se la titolare del forno se…
Identificata due volte da agenti delle forze dell’ordine. Prima la polizia di Stato, poi la municipale. Per aver esposto fuori dalla sua attività, un forno di Ascoli Piceno, uno striscione con su scritto “25 aprile, buono come il pane bello come l’antifascismo”. E’ la denuncia di Lorenza Roiati, titolare del pluripremiato panificio “Assalto ai forni”, che stamani, 25 aprile, anniversario dell’ottantesimo della Liberazione dal nazifascismo, ha pubblicato foto e anche video per documentare l’episodio sulla pagina Instagram del negozio. Stando al suo racconto, poco dopo aver appeso il lenzuolo bianco con la scritta rossa antifascista fuori dal forno si è fermata una volante della polizia di Stato per chiedere informazioni e identificare i titolari del negozio.
Successivamente nell’attività, racconta sempre Roiati sui social, sono entrati altri tre agenti in borghese della polizia locale per chiedere ancora i documenti e in più di chi fosse lo striscione e se la titolare del forno se ne assumesse la paternità. Il tutto immortalato in un video. In cui si sente Roiati rivendicare l’affissione e dire: “Perché questo striscione non può stare qui? Sono già passati altri agenti a chiedere, hanno già telefonato in centrale. Ho già raccontato il contenuto incredibile di questo striscione, veramente sovversivo in una data come il 25 aprile, festa nazionale, siamo un Paese antifascista e la parola antifascista non è una parolaccia o un’offesa. Non ho scritto “fascisti tutti appesi”, cosa peraltro auspicabile, e questa cosa è gravissima”.
Gli agenti spiegano poi che faranno accertamenti d’ufficio. Roiati, nipote di due partigiani decorati, Renzo e Vittorio Roiati, si dice scossa per l’accaduto. Nel pomeriggio si è radunato un presidio di solidarietà davanti al forno, organizzato dal Collettivo Caciara di Ascoli alla presenza di partiti e associazioni. Al presidio davanti ad “Assalto ai forni” hanno partecipato in trecento, cantando Bella ciao.
Sulla polemica è intervenuto il questore di Ascoli Piceno, Aldo Fusco, e ha chiarito che l'intervento della Polizia "è stato solo di osservazione e controllo del territorio. Era uno striscione normalissimo, collegato all'iniziativa della giornata. Non costituiva motivo di intervento," ha spiegato e ha confermato che non vi è stata alcuna iniziativa repressiva da parte della Polizia di Stato. La dirigente della Polizia municipale Patrizia Celani assicura che si è trattato di un "normale controllo amministrativo. Nessuna sanzione è stata elevata, né è stato richiesto di rimuovere lo striscione".
Sul caso la senatrice Ilaria Cucchi, Avs, ha già annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “La polizia non ha di meglio da fare che andare a disturbare una famiglia che espone a casa propria, nella propria attività uno striscione che celebra il 25 aprile. Il Prefetto e il Questore devono chiarire se i motivi di queste identificazioni siano dovute al messaggio celebrativo della giornata del 25 aprile. Nel paese non si respira una buona aria. Presenterò un'interrogazione a Piantedosi".
E interviene anche l’eurodeputato del Pd Alessandro Zan: “Identificare una cittadina per aver affisso uno striscione sull’antifascismo nel giorno della Liberazione è inquietante. Siamo al paradosso: in un Paese che si fonda sull’antifascismo, l’antifascismo diventa sospetto. Il governo chiarisca subito: davvero celebrare la Liberazione è diventato un problema per lo Stato? In Italia è ancora legale dichiararsi antifascisti? O serve il permesso?”. E pure i deputati marchigiani del Partito Democratico Augusto Curti e Irene Manzi annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno "per fare piena luce su quanto avvenuto ad Ascoli Piceno” dove “un gesto simbolico e coerente con i valori fondativi della Repubblica ha portato a una inspiegabile attività di accertamento da parte delle autorità locali".
Secondo la Cgil "il clima che si respira in questo Paese è brutto, siamo preoccupati. Viviamo in un Paese in cui l'antifascismo è un valore costituzionale eppure sembra quasi essere un problema. Solidarietà a Lorenza". Anche Italia Viva Marche ha espresso "forte preoccupazione". "Domani (sabato 26 aprile, ndr) sarò ad Ascoli Piceno per portare la mia solidarietà a Lorenza, che oggi è stata identificata per aver appeso un manifesto sul 25 aprile davanti al suo panificio" fa sapere Matteo Ricci, europarlamentare Pd e candidato governatore alla Regione Marche.