ROMA – Dall’invito alla sobrietà alla cancellazione è un attimo. È l’effetto della linea Musumeci-Fratelli d’Italia sul 25 aprile “silenziato” per il lutto nazionale per la morte di papa Francesco. Come in una specie di effetto domino, sono decine i Comuni che hanno annullato o modificato il programma delle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Saltano cortei, eventi, feste, discorsi, concerti.
Una delle prime sforbiciate all’agenda del 25 aprile è arrivata da Ponte San Nicolò, nel veronese: il sindaco Gabriele De Boni ha annullato le celebrazioni previste mantenendo solo «la messa in suffragio dei caduti». In provincia di Brescia i municipi di Ono San Pietro, Cividate Camuno (guidata dal coordinatore locale di FdI Alessandro Francesetti), Castegnato e Leno hanno mandato a monte i cortei e i momenti di festa previsti per la Liberazione. A Maclodio le cerimonie erano state prima “posticipate” al 27 aprile e poi riportate alla data del…
ROMA – Dall’invito alla sobrietà alla cancellazione è un attimo. È l’effetto della linea Musumeci-Fratelli d’Italia sul 25 aprile “silenziato” per il lutto nazionale per la morte di papa Francesco. Come in una specie di effetto domino, sono decine i Comuni che hanno annullato o modificato il programma delle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Saltano cortei, eventi, feste, discorsi, concerti.
Una delle prime sforbiciate all’agenda del 25 aprile è arrivata da Ponte San Nicolò, nel veronese: il sindaco Gabriele De Boni ha annullato le celebrazioni previste mantenendo solo «la messa in suffragio dei caduti». In provincia di Brescia i municipi di Ono San Pietro, Cividate Camuno (guidata dal coordinatore locale di FdI Alessandro Francesetti), Castegnato e Leno hanno mandato a monte i cortei e i momenti di festa previsti per la Liberazione. A Maclodio le cerimonie erano state prima “posticipate” al 27 aprile e poi riportate alla data del 25 (nella comunicazione sui manifesti il Comune ha omesso la parola “Liberazione”). Sordina e stop al corteo anche a Genazzano e Domodossola, con tanto di critiche da parte di Pd e Avs. Nella bergamasca è scoppiata la polemica a Romano di Lombardia: con una nota firmata dal presidente del consiglio comunale, il leghista Paolo Patelli, la giunta ha negato la possibilità di eseguire «brani musicali, inni e canti ad eccezione del Silenzio e dell’Attenti» nelle prime tappe della sfilata per l’80° della Liberazione. Tra questi, quindi, anche “Bella ciao”. Una decisione che ha fatto insorgere l’Anpi. «Si potrà impedire alla banda comunale di suonare Bella Ciao ma non ai cittadini di cantarla», tuona il presidente Anpi Walter Torioni. A Stezzano, 5 chilometri da Bergamo, il Comune ha annullato la festa e il concerto in piazza. Una scelta definita «trionfo dell’ipocrisia» dalla band musicale degli “Arpioni” che si sarebbe dovuta esibire sul palco. Se a Trieste la giunta ha rifiutato il patrocinio alle celebrazioni, a Cinisello Balsamo l’amministrazione ha di fatto cancellato il comizio dell’Anpi. «Scendiamo in piazza lo stesso», è la reazione della Cgil che invita i cittadini a disobbedire.
A Orbetello in Toscana il sindaco Andrea Casamenti, sostenuto da FdI, ha negato il suolo pubblico all’Anpi adducendo addirittura problemi di ordine pubblico. Nulla da eccepire da parte della prefetta di Grosseto, Paola Berardino, moglie del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Anpi oggi risponderà con una pastasciutta in piazza. L’elenco dei forfait continua verso Sud. A Roccapiemonte (Salerno) l’amministrazione ha annunciato che si onoreranno sobriamente «tutte le vittime della guerra». A Maracalagonis (Cagliari) la sindaca ha annullato tutto il programma previsto. A Foligno sono stati banditi i discorsi in piazza. Ma uno dei casi più significativi, forse emblematico, è quello che riguarda gli Archivi di Stato. Con una missiva, Antonio Tarasco – il direttore generale Archivi voluto e nominato dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano – ha chiesto di rinviare o annullare «in segno di cordoglio per la morte di Sua Santità papa Francesco» gli eventi in programma per il 25 aprile come quelli di Ancona e Cosenza. C’è inoltre da segnalare la vicenda Regione Lombardia. «Si è nei fatti dimenticata del 25 aprile – attacca il capogruppo Pd in Consiglio regionale Pierfrancesco Majorino - ed è arrivata addirittura ad annunciare che alla manifestazione di Milano non parteciperà nessun esponente della giunta, ma sarà solo inviato il gonfalone».