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L’Italia del 25 aprile in piazza. Cortei e sfilate per l’ottantesimo: “È la festa della democrazia”

25/04/2020 Roma, Le Frecce Tricolore sorvolano la citta' per la Festa della Liberazione 

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Mattarella a Genova, Meloni all’Altare della Patria, Schlein alla sfilata di Milano. Ieri sera scontri antagonisti-polizia a Torino
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Le piazze per la libertà non si fermano: gli inviti alla sobrietà non frenano la voglia di ricordare gli ottant’anni trascorsi dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Oggi in tantissime città si raduna l’Italia che resiste, anche alla circolare del governo che ha provato a sopire gli eventi in programma.

Per questo il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha precisato che da sempre quella del 25 aprile è una «festa democratica e repubblicana e non una sagra paesana», pertanto non sarebbero stati necessari gli inviti alla sobrietà arrivati dopo la morte di papa Francesco.

A Roma questa mattina iniziano le cerimonie istituzionali con il Capo dello Stato Sergio Mattarella che, insieme alla premier Giorgia Meloni, ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e al ministro della Difesa Guido Crosetto, depone una corona di fiori sul monumento dedicato al milite ignoto all’Altare della Patria. Poi il presidente della Repubblica si sposta a Genova per…

Le piazze per la libertà non si fermano: gli inviti alla sobrietà non frenano la voglia di ricordare gli ottant’anni trascorsi dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Oggi in tantissime città si raduna l’Italia che resiste, anche alla circolare del governo che ha provato a sopire gli eventi in programma.

Per questo il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha precisato che da sempre quella del 25 aprile è una «festa democratica e repubblicana e non una sagra paesana», pertanto non sarebbero stati necessari gli inviti alla sobrietà arrivati dopo la morte di papa Francesco.

A Roma questa mattina iniziano le cerimonie istituzionali con il Capo dello Stato Sergio Mattarella che, insieme alla premier Giorgia Meloni, ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e al ministro della Difesa Guido Crosetto, depone una corona di fiori sul monumento dedicato al milite ignoto all’Altare della Patria. Poi il presidente della Repubblica si sposta a Genova per una cerimonia al teatro Ivo Chiesa. Prima però fa visita al cimitero monumentale di Staglieno per deporre una corona sul campo dove sono sepolti i partigiani. Antonio Tajani, in rappresentanza dell’esecutivo, si reca invece al Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

E se alcune città hanno annullato le manifestazioni dopo l’invito del del governo, in tante altre, soprattutto nei grandi capoluoghi come Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli i cortei sono confermati.

Il cuore delle celebrazioni è a Milano. L’appuntamento è in Porta Venezia dove, fin dal primo pomeriggio, si riuniscono politici, esponenti di sindacati e associazioni, cittadini e società civile per celebrare i partigiani che liberarono l’Italia ma anche per rimarcare che «di nuovo, è tempo di resistenza, una resistenza consapevole, pacifica, collettiva», per usare le parole dell’Anpi. Per la Regione Lombardia è presente il solo gonfalone perché il presidente Attilio Fontana festeggia a Varese. È attesa invece la segretaria del Pd Elly Schlein accanto allo striscione “Ora e Sempre”. In corteo, tra gli altri, anche i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, e il leader di +Europa Riccardo Magi.

A Roma sono confermati tutti gli appuntamenti in agenda: da largo Bompiani in mattinata parte il corteo per arrivare a Parco Shuster, luogo in cui sono previsti comizi, musiche, letture e il pranzo della Liberazione. Alle 14:30 inizia poi la marcia della Liberazione da Parco Schuster a Porta San Paolo con un omaggio ai partigiani e alle partigiane al memoriale della Resistenza. Inoltre alle 8 la Brigata ebraica si ritrova a Porta San Paolo. Qui ad attenderli gli studenti palestinesi, con i quali lo scorso anno ci sono stati momenti di tensione. E non è escluso, così come a Milano, che gli scontri possano andare in scena anche per l’ottantesimo anniversario. Tanto che già ieri, a Torino, in piazza Castello, al termine della fiaccolata organizzata dalla “Città per il 25 Aprile”, autonomi, attivisti dei centri sociali e movimenti filo palestinesi sono saliti sul palco dopo avere rimosso le transenne. E le forze dell’ordine hanno risposto con una manovra di alleggerimento e manganellate.

Tutto pronto anche a Napoli dove, a largo Berlinguer, i sindacati leggono articoli della Costituzione e brani sulla Resistenza. A Bologna da piazza dell’Unità parte il corteo «Contro guerra e riarmo» e poi le celebrazioni al Pratello. Le celebrazioni dunque restano in programma malgrado gli auspici del governo e nonostante il blocco del fondo da 700 mila euro istituito presso la presidenza del Consiglio, come denunciato dal deputato Pd Andrea De Maria. Soldi che erano stati deliberati con la legge di bilancio per gli 80 anni della Liberazione, ma non sono ancora stati dati alla Confederazione fra le associazioni combattentistiche e partigiane. «Un brutto segnale», secondo il parlamentare dem che ha presentato un’interpellanza per vederci più chiaro.

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