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Le perplessità di Meloni sull’incontro Usa-Ue. Foti: “Senza rete si rischia”

Antonio Tajani e Giorgia Meloni

 

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Il ministro ritiene “poco opportuno” un confronto sui dazi a margine di un funerale: “Come se fosse una banca d’affari”
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ROMA – Scenario numero uno, il peggiore per Giorgia Meloni: Donald Trump atterra a Roma e decide di convocare davvero Ursula von der Leyen e gli altri leader europei del Quint (Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna). Nonostante gli enormi dubbi della vigilia, la premier fa buon viso a cattivo gioco - considera inopportuno e rischioso un round di colloqui senza rete - e partecipa ai tavoli, a poche ore dai funerali del Papa. Scenario numero due, di gran lunga il favorito della presidente del Consiglio: il tycoon riceve faccia a faccia solo Volodymyr Zelensky, quindi riparte per gli Stati Uniti. A Palazzo Chigi si tira un enorme sospiro di sollievo.

Se c’è un sentimento prevalente del melonismo, in queste ore, è proprio questo: preoccupazione. È f…

ROMA – Scenario numero uno, il peggiore per Giorgia Meloni: Donald Trump atterra a Roma e decide di convocare davvero Ursula von der Leyen e gli altri leader europei del Quint (Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna). Nonostante gli enormi dubbi della vigilia, la premier fa buon viso a cattivo gioco - considera inopportuno e rischioso un round di colloqui senza rete - e partecipa ai tavoli, a poche ore dai funerali del Papa. Scenario numero due, di gran lunga il favorito della presidente del Consiglio: il tycoon riceve faccia a faccia solo Volodymyr Zelensky, quindi riparte per gli Stati Uniti. A Palazzo Chigi si tira un enorme sospiro di sollievo.

Se c’è un sentimento prevalente del melonismo, in queste ore, è proprio questo: preoccupazione. È figlia del caos diplomatico, come sempre quando si tratta di Trump. Meloni lo affronta scegliendo cautela, mista a una certa dose di fastidio. Preferisce non esporsi, non le conviene proporsi come mediatrice dell’imponderabile. Per lei, ragionare quasi alla cieca di dazi e Ucraina, per di più a margine delle esequie del pontefice, resta un’idea a metà strada tra l’azzardo e l’improvvisazione. Sa però anche che uno soltanto può decidere lo schema di gioco: il presidente americano. Che ieri ha ribadito l’intenzione di vedere i leader. Spiazzando di nuovo il governo.

Per ora, comunque, Meloni procede immaginando che Trump non dia davvero seguito alle sue promesse. La premier vedrà dunque Volodymyr Zelensky, pare anche il britannico Keir Starmer (e dovrebbe conversare anche con Trump, da padrona di casa). Si prepara inoltre a mettere a disposizione Roma per un eventuale colloquio tra il leader ucraino e il presidente americano.

Eppure, di nuovo: con Trump tutto è possibile. Rischi e logica politica valgono poco. È il non detto dei ragionamenti del ministro Tommaso Foti, che spiega con la consueta disponibilità quanto complessa sia la situazione. «La presidente del Consiglio è colpita dall’ultimo saluto della gente a Francesco. File interminabili, giorno e notte. Credo pensi che la politica non ne uscirebbe troppo bene, se si mettesse lì a organizzare incontri a margine di questo evento. C’è un tema di opportunità. Si discuterebbe di dazi, commercio, quasi una riunione da banca d’affari. Per questo è cauta».

Nulla è certo, insomma. Ma altri possibili summit “allargati” vengono invece esclusi. Ad esempio, non tira aria di incontri tra Sergio Mattarella e Zelensky, Trump o von der Leyen. Certo, la presidente della Commissione spinge per vedere l’americano, mentre Meloni ritiene rischioso questo contatto. Anche in questo caso, Foti corre in soccorso della tesi: «A margine del funerale sarebbe una mancanza di stile. Certo, potrebbero vedersi nel pomeriggio. Ma se l’incontro non è ben preparato, può rivelarsi un rischio: cosa accade se i due rompono? Insomma, vale il detto: la gatta frettolosa fa i gattini ciechi».

Domina la cautela, ancora. Quella di Meloni, quella di Antonio Tajani: «È complicato organizzare un vertice internazionale in occasione del funerale - dice il ministro degli Esteri - Magari potranno esserci degli incontri occasionali durante la cerimonia, ma mi pare difficile un bilaterale con tanti temi all’ordine del giorno. Non può essere fatto in fretta e furia. Serve un incontro tra Ue e Usa più approfondito». Vale anche se a decidere è Trump?

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