La facciata del Comune di Firenze si è illuminata e sono comparse le scritte “We stand for Ekrem Imamoglu. We stand for democracy in Turchia” . Spiega Dario Nardella, l’ex sindaco fiorentino e europarlamentare dem, che quelle scritte sono lì in queste ore a ricordare a Giorgia Meloni che non si fa così, che non ci si volta dall’altra parte come se niente fosse quando arriva un ospite imbarazzante dal punto di vista dei diritti civili e della democrazia come Erdogan. Oggi è il giorno di Erdogan in Italia e dell’incontro con la presidente del Consiglio. La sinistra prepara le proteste. Fa pressing su Meloni perché smetta di essere l’amica degli autocrati.
Dopo le repressioni degli oppositori in Turchia è la prima visita ufficiale in un Paese della Ue di Erdogan. “E la premier cosa pensa di fare? Di non chiedere conto degli oppositori incarcerati come Imamoglu, cioè giornalisti, studenti, intellettuali in una escalation anti democratica? Roma sta diventando l’approdo delle autarchie in g…
La facciata del Comune di Firenze si è illuminata e sono comparse le scritte “We stand for Ekrem Imamoglu. We stand for democracy in Turchia” . Spiega Dario Nardella, l’ex sindaco fiorentino e europarlamentare dem, che quelle scritte sono lì in queste ore a ricordare a Giorgia Meloni che non si fa così, che non ci si volta dall’altra parte come se niente fosse quando arriva un ospite imbarazzante dal punto di vista dei diritti civili e della democrazia come Erdogan. Oggi è il giorno di Erdogan in Italia e dell’incontro con la presidente del Consiglio. La sinistra prepara le proteste. Fa pressing su Meloni perché smetta di essere l’amica degli autocrati.
Dopo le repressioni degli oppositori in Turchia è la prima visita ufficiale in un Paese della Ue di Erdogan. “E la premier cosa pensa di fare? Di non chiedere conto degli oppositori incarcerati come Imamoglu, cioè giornalisti, studenti, intellettuali in una escalation anti democratica? Roma sta diventando l’approdo delle autarchie in giro per il mondo?”.
Non solo Nardella è durissimo. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala consiglia alla premier di non far finta di niente, Sala è vice presidente dell’organizzazione internazionale dei sindaci C40, di cui Imamoglu fa parte. Quindi la sorte del sindaco di Istanbul, oppositore politico di Erdogan e leader dell’opposizione sta particolarmente a cuore ai primi cittadini e alle forze progressiste.
Riccardo Magi il segretario di + Europa rincara: “Sappiamo degli interessi commerciali che si muovono attorno alla Turchia, però Meloni non può non dire nulla, non può non esprimere condanna rispetto all’ulteriore salto autoritario che si sta compiendo in quel Paese”. +Europa ha in archivio filmati di Meloni in cui condanna il regime islamista di Erdogan: altri tempi, altro interesse di propaganda politica.
Nardella insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro ha organizzato la protesta di Palazzo Vecchio per solidarietà nei confronti degli oppositori in Turchia e di Imamoglu in particolare che è in galera dal 19 marzo. Con la sindaca di Parigi Annie Hidalgo è stata promossa una campagna per la liberazione di Imamoglu. E la destra italiana cosa fa? Il governo Meloni è disposto ad accettare la versione che si tratta di “affari interni” in cui non mettere becco?
Nardella ha presentato una interrogazione all’europarlamento. Il gruppo speciale del Mediterraneo riunito in Turchia in questi giorni ha insistito perché garanzie di democrazia ci siano. Sono stati gli italiani Alberto Losacco, Nicola Carè e Simona Malpezzi a farsi portatori delle richieste perché qualcosa si muova e nel senso di rispetto dei diritti. Inoltre è stato appena ultimato il report della commissione affari esteri dell’Europarlamento che sarà votata la prossima settimana a Strasburgo e gli italiani del gruppo democratici e socialisti vogliono non perdere l’occasione per sollevare la questione Turchia.