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Vino e rigatoni, le ultime cene dei porporati prima della clausura

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La bottiglia di bianco alla tavola di Muller e il primo alla Norcina di Wuerl. I “principi della Chiesa” affollano le osterie del Borgo
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Il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, esponente dell’ala più conservatrice del Conclave, cena al ristorante “Tre Pupazzi”. Vino bianco a tavola, chiacchiere e molta riservatezza. Il suo tavolo è nell’ultima stanza del locale in stile medioevale che serve cucina portoghese e romana. «È un mio cliente affezionato, non le dico chi è. Perché lui ci sceglie proprio perché gli assicuriamo privacy e nessun ficcanaso», spiega il titolare con lo sguardo che indica l’uscita. Il cardinale, non favorito tra i papabili ma elettore, è in compagnia di un altro religioso. Sono le 20.30, la cena sta per iniziare qui a Borgo Pio, la strada lastricata di sampietrini che comincia dall’entrata di città del Vaticano e per 500 metri è un susseguirsi di osterie, gelaterie, pizzerie e buttadentro.

È nel Borgo che i porporati trascorrono il tempo a passeggiare dopo il rosario ma soprattutto, all’ora di pranzo e a cena, arrivano nei loro ristoranti di riferimento. Non tutti, anzi nessuno stasera, ind…

Il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, esponente dell’ala più conservatrice del Conclave, cena al ristorante “Tre Pupazzi”. Vino bianco a tavola, chiacchiere e molta riservatezza. Il suo tavolo è nell’ultima stanza del locale in stile medioevale che serve cucina portoghese e romana. «È un mio cliente affezionato, non le dico chi è. Perché lui ci sceglie proprio perché gli assicuriamo privacy e nessun ficcanaso», spiega il titolare con lo sguardo che indica l’uscita. Il cardinale, non favorito tra i papabili ma elettore, è in compagnia di un altro religioso. Sono le 20.30, la cena sta per iniziare qui a Borgo Pio, la strada lastricata di sampietrini che comincia dall’entrata di città del Vaticano e per 500 metri è un susseguirsi di osterie, gelaterie, pizzerie e buttadentro.

È nel Borgo che i porporati trascorrono il tempo a passeggiare dopo il rosario ma soprattutto, all’ora di pranzo e a cena, arrivano nei loro ristoranti di riferimento. Non tutti, anzi nessuno stasera, indossano la tonaca rossa. Escono in borghese per essere riconosciuti il meno possibile ma alcuni volti, come quello del cardinale Müller sono tra i più fotografati degli ultimi giorni. Pietro Parolin, tra i papabili più in quota, cambia trattoria quasi ogni giorno. Tra i ristoratori girano le voci, poi confermate anche da più di un cardinale, che «il Conclave durerà al massimo due giorni».

Il cardinale Parolin 

Qualche passo dopo Porta Sant’Anna, dalla quale si scorge il Vaticano, c’è il “Passetto di Borgo”. È qui, si racconta, che nel 2005 si decise che il cardinale Joseph Ratzinger sarebbe stato il prossimo Papa dopo Giovanni Paolo II. Dalla porta a scacchiera escono i cardinali Sean Patrick O’Malley, ex arcivescovo di Boston, campione della lotta agli abusi, e Donald William Wuerl, cardinale cardinale statunitense che nel 2018 si dimise per l’accusa di non aver preso adeguatamente sul serio le denunce contro alcuni preti pedofili all’epoca in cui era arcivescovo di Pittsburgh. Hanno appena cenato con rigatoni alla norcina e antipasto caprese. Alla domanda se è davvero in questo ristorante che si riuniscono i cardinali per discutere le strategie e le alleanze, se davvero tra una carbonara e una amatriciana si decide chi diventerà il prossimo Pontefice, ridono e vanno via.

I cardinali O’Malley e Wuerl 

Si ferma invece a parlare, in una stradina laterale, via Plauto, il cardinale Louis Raphaël I Sako, cardinale di Baghdad. Ha appena recitato il rosario dopo cena, passeggia. Come deve essere il prossimo Papa? «Padre, pastore, catechista». Su chi sarà dice «non è una domanda a cui rispondo». Ma se gli si fa il nome di Pietro Parolin, fa spallucce e si limita a dire: «Chissà. Stiamo discutendo ogni giorno. Anche Lopez, ad esempio, è molto bravo. Lo conosco bene, è con me». Ed è il cardinal Sako che conferma: «Abbiamo le idee molto chiare, sarà un Conclave breve».

Il cardinale Sako 

Tra pochi giorni i porporati non potranno lasciare la Cappella Sistina fino alla fumata bianca e approfittano delle ultime ore per cene e pranzi romani. Il cardinale Parolin ama il pesce al forno, il coreano Lazarus You Heung-sik spaghetti allo scoglio e calamari alla grigia. Il cardinale del Nicaragua, Leopoldo Solorzano, è invece appassionato di gelato. Il suo gusto? Dulche de leche, al caramello, inventato nel 2013 in onore di papa Bergoglio.

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