«Apple ha rilevato un attacco spyware mercenario mirato contro il tuo iPhone. È probabile che questo attacco ti stia prendendo di mira specificamente per via della tua identità o delle tue attività». Un messaggio, arrivato sul telefono e sulla mail di un giornalista di Fanpage, Ciro Pellegrino, aggiunge un nuovo tassello alla vicenda Paragon in Italia. Perché dopo il direttore Francesco Cancellato, anche Pellegrino potrebbe essere stato spiato con il software israeliano in uso alla nostra intelligence. E vietato per azioni di spionaggio nei confronti di giornalisti e attivisti.
Al momento non ci sono, però, elementi di certezza per poter dire che dietro l’azione di spionaggio verso Pellegrino ci sia il software Graphite, creato dalla società israeliana Paragon. «Ci sono alcuni elementi che lo farebbero pensare» scrive però Pellegrino che presenterà a questo punto una denuncia alla procura di Napoli perché venga accertato cosa è successo. Di certo c’è il messaggio ricevuto dalla Apple …
«Apple ha rilevato un attacco spyware mercenario mirato contro il tuo iPhone. È probabile che questo attacco ti stia prendendo di mira specificamente per via della tua identità o delle tue attività». Un messaggio, arrivato sul telefono e sulla mail di un giornalista di Fanpage, Ciro Pellegrino, aggiunge un nuovo tassello alla vicenda Paragon in Italia. Perché dopo il direttore Francesco Cancellato, anche Pellegrino potrebbe essere stato spiato con il software israeliano in uso alla nostra intelligence. E vietato per azioni di spionaggio nei confronti di giornalisti e attivisti.
Al momento non ci sono, però, elementi di certezza per poter dire che dietro l’azione di spionaggio verso Pellegrino ci sia il software Graphite, creato dalla società israeliana Paragon. «Ci sono alcuni elementi che lo farebbero pensare» scrive però Pellegrino che presenterà a questo punto una denuncia alla procura di Napoli perché venga accertato cosa è successo. Di certo c’è il messaggio ricevuto dalla Apple che gli ha comunicato, anche, che «la notifica di oggi viene inviata agli utenti interessati in 100 paesi e, ad oggi, abbiamo notificato utenti in oltre 150 paesi in totale».
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri aspetta la denuncia di Pellegrino ma già indaga sulla vicenda, dopo la denuncia proprio di Cancellato. E lo stesso fanno altre tre procure (Roma, Palermo e Bologna) con il coordinamento della Dna anche se ormai appaiono chiare alcune cose: le intercettazioni effettuate sugli attivisti di Mediterranea (Luca Casarini, Beppe Caccia) come ha spiegato l’Autorità delegata Alfredo Mantovano davanti al Copasir, sono state effettuate nell’ambito di un’indagine dell’Aisi sul contrasto dell’immigrazione clandestina. Il telefono di Don Mattia Ferrari è stato “spiato”, invece, perché in uso a un altro target. E, in ogni caso, ha dimostrato l’intelligence, tutto sarebbe stato fatto, così come prevede la legge, con l’autorizzazione della procura generale di Roma. Al di là dell’opportunità politica della questione (perché si sono spiati degli attivisti che salvavano donne e uomini in mare, non terroristi che mettevano a rischio la sicurezza nazionale), dunque il caso Mediterranea secondo il governo non esiste. Diverso è invece il capitolo Fanpage. Mantovano ha assicurato che «mai sono stati spiati giornalisti». Il riferimento era a Cancellato. Ma, evidentemente, lo stesso discorso vale per Pellegrino.
Per questo il Copasir sta valutando di chiedere un accesso alla banca dati di Aisi visto che gli stessi dirigenti di Paragon hanno spiegato davanti al comitato che il Governo, avendo firmato un contratto con la società, è in grado di accedere autonomamente al server. Ma c’è una seconda possibilità: e cioè che per Cancellato, così come per Pellegrino, non sia stato utilizzato il software Graphite. Questo perché ci sarebbero alcune differenze su quanto trovato nei supporti degli attivisti di Mediterranea e di Cancellato. E perché non è ancora arrivato il bollino ufficiale della società. In realtà, però, le coincidenze sono parecchie. E in molti pensano che si tratti soltanto di un tentativo per rendere più nebulosa una storia che, da un punto di vista politico, è scivolosissima. “Se venisse fuori una verità diversa, viene giù il governo Meloni” ha detto l’ex premier Matteo Renzi che, sin da subito, ha denunciato il caso Paragon.