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Fratelli d’Italia vuole imporre il nome Alto Adige accanto a Südtirol. Con l’ok di Svp

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La proposta di Fratelli d’Italia, così la popolazione tedesca dovrebbe utilizzare il toponimo simbolo dell’imposizione italiana
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Sembra cosa da nulla, ma dietro c'è una storia, mille battaglie, a volte incomprensioni ma soprattutto il caro vecchio nazionalismo di ritorno e i suoi principi identitari: se oggi l'Alto Adige per i tedeschi si chiama Südtirol, la proposta su cui ha spinto Fratelli d'Italia è di ribattezzarlo "Südtirol-Alto Adige", facendo sì che la popolazione tedesca utilizzi il toponimo simbolo dell’imposizione italiana. «Questo è un attacco alla lingua tedesca, nel nostro mondo di parlare non si è mai utilizzata la parola "Alto Adige"», si indigna il glottologo Cristian Kollmann, dirigente del partito indipendentista Süd-Tiroler Freiheit. La parte incriminata, per così dire, si trova nella proposta di riforma dell’autonomia all’articolo 114. Dove si legge: “Le parole: Trentino-Alto Adige (Trentino-Südtirol) sono sostituite dalle seguenti: Trentino-Alto Adige/Südtirol (in lingua tedesca: Region Trentino-Südtirol/Alto Adige)”.

Particolari per far capire meglio ai non edotti: se oggi si va sul sito …

Sembra cosa da nulla, ma dietro c'è una storia, mille battaglie, a volte incomprensioni ma soprattutto il caro vecchio nazionalismo di ritorno e i suoi principi identitari: se oggi l'Alto Adige per i tedeschi si chiama Südtirol, la proposta su cui ha spinto Fratelli d'Italia è di ribattezzarlo "Südtirol-Alto Adige", facendo sì che la popolazione tedesca utilizzi il toponimo simbolo dell’imposizione italiana. «Questo è un attacco alla lingua tedesca, nel nostro mondo di parlare non si è mai utilizzata la parola "Alto Adige"», si indigna il glottologo Cristian Kollmann, dirigente del partito indipendentista Süd-Tiroler Freiheit. La parte incriminata, per così dire, si trova nella proposta di riforma dell’autonomia all’articolo 114. Dove si legge: “Le parole: Trentino-Alto Adige (Trentino-Südtirol) sono sostituite dalle seguenti: Trentino-Alto Adige/Südtirol (in lingua tedesca: Region Trentino-Südtirol/Alto Adige)”.

Particolari per far capire meglio ai non edotti: se oggi si va sul sito istituzionale della provincia autonoma di Bolzano, nella versione italiana del sito si trova la dizione “Alto Adige”; in quella tedesca no, solo “Südtirol”. Idem su quello del Trentino: “Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol” nella versione italiana, “Autonome Region Trentino-Südtirol” in quella tedesca.

È dal tempo dei provvedimenti fascisti per l'italianizzazione forzata che i tedeschi non si ritrovano a dover usare la dizione altrui. Al tempo del fascismo "Südtirol" fu messo al bando e sostituito, in tedesco, da "Öberetsch", che è la traduzione di "Alto Adige": un toponimo inventato da Napoleone e poi adottato - cambiandone i contorni geografici - dal fascismo, il quale seguiva la teoria dei confini naturali.

Prima di capire bene la faccenda di attualità, serve fare un passo indietro di cento anni: quando l'irredentista Ettore Tolomei creò 10 mila nuove denominazioni in italiano da cui attingere per ribattezzare i luoghi del Sud Tirolo. Non una semplice traduzione dal tedesco all'italiano, ma a volte un lavoro di fantasia. Klobenstein divenne Colle Isarco, Timmels-joch Passo Rombo, Ultental Val d'Ultimo e via così. E per lavorare nella pubblica amministrazione? Bisognava cambiare cognome: i Grumer diventavano Dal Grumo, i Gucker Cucchi o Cucco, i Koss Gozzi, i Preiss Brisi, i Rutz Roggi.

Una colonizzazione culturale che partì da un presupposto storico falsato: erano stati i tedeschi ad occupare il Sud Tirolo, sosteneva Tolomei. Perciò adesso bisognava riprendersi l'antico insediamento romano, invitando gli italiani a popolare il territorio in cambio di lavoro ed altre agevolazioni. Così di speranzosi ne arrivarono a migliaia, anche dal sud. E visto che le parole a volte contano, ma altre volte sono tutto e ci identificano, bisognava partire da quelle. Durante il fascismo tutte le minoranze linguistiche furono perseguitate. Per esempio, gli sloveni della Venezia Giulia subirono violenze, saccheggi, deportazioni. Anche in Valle d’Aosta e in alcuni comuni piemontesi di lingua occitana la toponomastica fu italianizzata, ma nel dopoguerra i nomi autentici furono ripristinati: in Valle d’Aosta, per esempio, tornarono i nomi di Châtillon, in epoca fascista italianizzato in Castiglione, La Thuille (Porta Littoria), Courmayeur (Cormaiore), Saint-Vincent (San Vincenzo della Fonte) e così via. Non fu così nel territorio ‘sudtirolese’.

Quindi eccoci all'oggi, con quasi il 70 per cento della popolazione del Sud Tirolo di lingua tedesca. Il nuovo statuto per l'autonomia è in corso di approvazione, il governo Meloni ha già dato un primo ok, ora si passa in Consiglio provinciale bolzanino - si dovrebbe arrivare al dunque il 6 maggio – e a Trento. FdI, che nel deputato Alessandro Urzì ha il suo uomo forte a Bolzano, ha trovato l'accordo con la Südtiroler Volkspartei. Poi a livello nazionale il Consiglio dei ministri dovrà approvare definitivamente le modifiche e a quel punto, poi, toccherà al Parlamento pronunciarsi.

L'Svp guida il territorio dal dopoguerra e ha storicamente un approccio riformista alla questione identitaria. Ed è per questo che oggi è pronta a dire sì al sempre sofferto “Alto Adige” anche in lingua tedesca.

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