ROMA – Un vecchio obiettivo che ritorna. I magistrati sotto esame degli avvocati. Almeno a Milano, dove i legali ora potranno contare su un canale web specifico per inviare segnalazioni argomentate e giudizi specifici sull’attività della giustizia. E la temperatura torna a rialzarsi.
Sul sito dell’ordine degli avvocati si “battezza” infatti uno spazio digitale ad hoc dedicato a quelle valutazioni, già previste dalla legge da quasi tre anni: perché radicata nella riforma tracciata da Draghi-Cartabia, con la legge 71 del giugno del 2022, e applicata dai decreti attuativi Nordio-Meloni. Il materiale potrebbe essere in grado, una volta assorbito e girato nei consigli giudiziari – specie in questa forma – di condizionare attività e carriere delle toghe? Reagisce subito l’Associazione nazionale magistrati, indicando «il possibile uso strumentale» dell’iniziativa, visto «il clima» di attacco che punta a delegittimare le toghe, in vista del referendum che dovrebbe offrire l’ultima parola su…
ROMA – Un vecchio obiettivo che ritorna. I magistrati sotto esame degli avvocati. Almeno a Milano, dove i legali ora potranno contare su un canale web specifico per inviare segnalazioni argomentate e giudizi specifici sull’attività della giustizia. E la temperatura torna a rialzarsi.
Sul sito dell’ordine degli avvocati si “battezza” infatti uno spazio digitale ad hoc dedicato a quelle valutazioni, già previste dalla legge da quasi tre anni: perché radicata nella riforma tracciata da Draghi-Cartabia, con la legge 71 del giugno del 2022, e applicata dai decreti attuativi Nordio-Meloni. Il materiale potrebbe essere in grado, una volta assorbito e girato nei consigli giudiziari – specie in questa forma – di condizionare attività e carriere delle toghe? Reagisce subito l’Associazione nazionale magistrati, indicando «il possibile uso strumentale» dell’iniziativa, visto «il clima» di attacco che punta a delegittimare le toghe, in vista del referendum che dovrebbe offrire l’ultima parola sulla separazione delle carriere tra pm e giudici.
È il foro ambrosiano a riaccendere una miccia sui rapporti già tesi tra classe forense e toghe, nella stagione del contestatissimo ddl costituzionale. Per un vulnus a un processo, per un provvedimento giudicato errato, o solo per segnalare “disfunzioni o criticità”, l’ordine degli avvocati di Milano annuncia il via all’uso della piattaforma digitale. Anche se il suo presidente, Antonino La Lumia, cerca di stemperare i toni. «Siamo orgogliosi di aver realizzato uno strumento che coniuga trasparenza, riservatezza e spirito collaborativo. Siamo aperti anche a segnalazioni positive». Uno spazio «riservato, sicuro», accessibile solo per gli avvocati dall’area riservata del sito dell’Ordine: dove i legali potranno inoltrare, a sostegno del loro giudizio, verbali o provvedimenti. «E tutto sarà esaminato da una commissione, in un’ottica di dialogo costruttivo con la magistratura. Anche perché - aggiunge La Lumia – i dati inseriti non saranno accessibili a chiunque, ma protetti dalle norme sulla privacy, per tutelare anche il magistrato eventualmente segnalato».
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Ma le toghe, pur valorizzando il valore del confronto, non nascondono i rischi. «I magistrati non hanno timori - alza le mani il presidente Anm, Cesare Parodi – È un percorso normativo esistente, ma preoccupa il possibile utilizzo strumentale di tali forme di comunicazione, e il clima è tale, osserva Parodi, «da non poter escludere che l’iniziativa venga utilizzata per distorcere ulteriormente l’immagine della magistratura». Più dura la giudice Chiara Valori, del comitato direttivo Anm: «Ogni forma di trasparenza è importante. Ma questo strumento è ambiguo, desta inquietudine, è un invito alla delazione. E come faccio, io magistrato, a sapere chi è il segnalante, ad avviare un’interlocuzione?».
La direzione è, in fondo, quella delle norme Castelli, riecheggia l’eterno progetto della destra berlusconiana, la “pagella” punitiva, o comunque il voto stringente per pubblici ministeri e giudici. Non a caso plaude Enrico Costa, deputato di Forza Italia ma dai mille partiti (è stato liberale, centrista, alfaniano, calendiano) prima di tornare forzista. «Una novità positiva, perché gli errori e i flop possano incidere sulla carriera – commenta Costa – L’Anm protesta, perché giudica ogni critica ‘interferenza’ e proverà a smontare anche questa novità, come è già riuscita a fare per il fascicolo per la valutazione del magistrato. Vigileremo».