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Elezioni Trentino Alto Adige, lo spoglio: centrosinistra rivince a Trento, ballottaggio a Bolzano

Il sindaco uscente di Trento di centrosinistra, Franco Ianeselli (ansa)

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Crolla l’affluenza. La destra non sfonda
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TRENTO – Il centrodestra non sfonda nei capoluoghi di provincia affacciati lungo le autostrade del Nordest, dove pure dominano i partiti che sostengono il governo Meloni. Dopo le venete Verona, Vicenza e Padova, anche Trento conferma la difficoltà di FdI, Lega e FI di promuovere classe dirigente locale nei centri urbani ad alto tasso di scolarizzazione. Alle comunali di ieri nelle due province autonome del Trentino Alto Adige (affluenza al 60% rispetto al 65,4% di cinque anni fa), il sindaco uscente di Trento, sostenuto da Pd, Verdi e varie liste civiche progressiste, vede confermato il proprio mandato già al primo turno. Franco Ianeselli, 44 anni, sociologo ed ex segretario provinciale della Cgil, in base ai primi risultati è nettamente davanti a Ilaria Goio, candidata che Fratelli d’Italia ha imposto a Lega e Forza Italia.

TRENTO – Il centrodestra non sfonda nei capoluoghi di provincia affacciati lungo le autostrade del Nordest, dove pure dominano i partiti che sostengono il governo Meloni. Dopo le venete Verona, Vicenza e Padova, anche Trento conferma la difficoltà di FdI, Lega e FI di promuovere classe dirigente locale nei centri urbani ad alto tasso di scolarizzazione. Alle comunali di ieri nelle due province autonome del Trentino Alto Adige (affluenza al 60% rispetto al 65,4% di cinque anni fa), il sindaco uscente di Trento, sostenuto da Pd, Verdi e varie liste civiche progressiste, vede confermato il proprio mandato già al primo turno. Franco Ianeselli, 44 anni, sociologo ed ex segretario provinciale della Cgil, in base ai primi risultati è nettamente davanti a Ilaria Goio, candidata che Fratelli d’Italia ha imposto a Lega e Forza Italia.

Le divisioni a destra sono costate il sostegno delle civiche autonomiste all’economista che gestisce locali pubblici. Nel 2020 Ianeselli era stato eletto al primo turno con il 54,7%: il candidato del centrodestra, quando però FdI valeva solo il 6,3%, si era fermato al 30,2%. In Trentino centrosinistra avanti anche a Riva del Garda, scossa dall’inchiesta su politica e affari che ha suggerito alla Lega di non ripresentare per il bis la sindaca Cristina Santi. Secondo i primi risultati le comunali trentine fanno suonare un campanello d’allarme anche per il governatore leghista Maurizio Fugatti: impegnato nel garantirsi per legge l’opportunità, grazie all’autonomia speciale, di un terzo mandato contestato da FdI. Combattuta invece la competizione in Alto Adige, almeno a Bolzano dove è certo il ballottaggio. Qui i due candidati favoriti di lingua italiana si giocano la vittoria del primo turno, decisiva per aspirare all’appoggio dell’Svp nel secondo turno del 18 maggio. Il partito di raccolta di lingua tedesca, minoranza in città, storicamente si è alleato con il centrosinistra.

Questa volta però per Juri Andriollo, 49 anni, avvocato, assessore uscente alle politiche sociali, sostenuto da Pd, Verdi e due civiche, i voti dell’elettorato Svp non sono scontati. Dai primi dati Andriollo insegue con il dato definitivo che lo vede al 27%: a pesare la rottura pre-voto con Cinque Stelle e le inchieste che hanno portato all’arresto del magnate austriaco René Benko. A contendergli l’appoggio dei bolzanini di lingua tedesca tra due settimane sarà Claudio Corrarati, 57 anni, imprenditore, ex presidente regionale degli artigiani, candidato dal centrodestra unito e da una civica. Corrarati ha buoni rapporti con mondo imprenditoriale e vertici Svp ed ha ottenuto il 36,3%: alla vigilia del voto ha richiamato a Bolzano tutti i leader nazionali e ha incassato il via libera del governo al ripristino delle competenze autonomistiche perdute.

Per la prima volta in Alto Adige l’Svp dallo scorso anno governa con il centrodestra a livello provinciale: un patto con la destra nazionalista, al governo anche a Roma e a Vienna, non è più tabù nemmeno nel capoluogo. A pesare su queste amministrative il crollo dell’affluenza alle urne e il boom di liste uniche nei paesi: in tre Comuni non si è candidato nessuno e arriverà un commissario.

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