BOLZANO – Per la prima volta dal dopoguerra e dalla fine del fascismo che ha italianizzato il Sud Tirolo, Bolzano potrebbe essere governata da un sindaco di centrodestra di lingua italiana. Nel capoluogo altoatesino Claudio Corrarati, sostenuto da FdI, Lega e FI, ha conquistato il 36,3% dei voti al primo turno delle comunali di domenica. Si presenterà così in netto vantaggio al ballottaggio del 18 maggio, quando sfiderà Juri Andriollo, L’assessore uscente Pd, sostenuto anche da Verdi e due liste civiche, non è andato oltre il 27,3% e difficilmente riuscirà a recuperare un distacco di 9 punti. Ago della bilancia di un possibile “svolta storica” sarà come sempre l’Svp, il partito di raccolta di lingua tedesca. Il suo candidato sindaco Stephan Konder ha ottenuto i 15,1% delle preferenze: decisivo al ballottaggio risulterà l’appoggio dell’elettorato Svp ad uno dei due candidati italiani.
BOLZANO – Per la prima volta dal dopoguerra e dalla fine del fascismo che ha italianizzato il Sud Tirolo, Bolzano potrebbe essere governata da un sindaco di centrodestra di lingua italiana. Nel capoluogo altoatesino Claudio Corrarati, sostenuto da FdI, Lega e FI, ha conquistato il 36,3% dei voti al primo turno delle comunali di domenica. Si presenterà così in netto vantaggio al ballottaggio del 18 maggio, quando sfiderà Juri Andriollo, L’assessore uscente Pd, sostenuto anche da Verdi e due liste civiche, non è andato oltre il 27,3% e difficilmente riuscirà a recuperare un distacco di 9 punti. Ago della bilancia di un possibile “svolta storica” sarà come sempre l’Svp, il partito di raccolta di lingua tedesca. Il suo candidato sindaco Stephan Konder ha ottenuto i 15,1% delle preferenze: decisivo al ballottaggio risulterà l’appoggio dell’elettorato Svp ad uno dei due candidati italiani.
Rispetto al passato per il partito del presidente della Provincia Arno Kompatscher non è più tabù allearsi con la destra italiana. Da un anno la giunta Kompatscher è frutto di un accordo con il centrodestra al governo anche a Roma. Da decenni a Bolzano l’Svp appoggia il candidato italiano che vince il primo turno delle comunali. Negli ultimi due mandati ha governato assieme al centrosinistra del sindaco Renzo Caramaschi: con l’affermazione di domenica Claudio Corrarati, imprenditore ed ex presidente regionali degli artigiani, ha mosso un passo decisivo verso la possibilità di un’alleanza con l’Svp al ballottaggio.
A suggerirlo anche i numeri: sommando i voti di centrodestra ed Svp si supera il 50% delle preferenze, mentre la maggioranza non si ottiene aggiungendo le preferenze del centrosinistra a quelle del partito di lingua tedesca. Una giunta comunale destra-Svp a Bolzano sarebbe in linea con la giunta provinciale e risulterebbe gradita anche a Roma e a Vienna, che proprio nelle scorse settimane hanno dato il via libera al ripristino di alcune competenze dello Statuto d’autonomia. Il centrosinistra di Andriollo dovrà ora cercare l’appoggio dei centristi civici di Angelo Gennaccaro, al 12,5% al primo turno, oltre che degli interetnici di Team K e M5S, con cui si è consumata la rottura pre-voto.
Partita chiusa a Trento
Se a Bolzano la partita resta aperta, a Trento si è invece già chiusa. Nel capoluogo trentino il sindaco uscente Franco Ianeselli, di centrosinistra a trazione Pd, ha centrato per la seconda volta l’elezione al primo turno. Cinque anni fa aveva ottenuto il 54,7% delle preferenze: identica la percentuale di domenica, nonostante nel frattempo i Fratelli d’Italia della premier Giorgia Meloni abbiano raddoppiato il consenso e siano il primo partito in provincia.
Ianeselli, sociologo ed ex segretario provinciale della Cgil, ha doppiato la sfidante di centrodestra Ilaria Goio, che non è andata oltre il 26,57%. Il Pd a Trento si conferma anche primo nelle urne, mentre si dimezza la Lega e crollano gli autonomisti del Patt. Lo stop al partito di Matteo Salvini suona come un campanello d’allarme anche per la giunta provinciale del suo fedelissimo Maurizio Fugatti, impegnato nel garantirsi il terzo mandato grazie all’autonomia speciale. Ilaria Goio è stata imposta da FdI e il braccio di ferro con la Lega ha mandato in frantumi l’alleanza tra destra e autonomisti, insieme in Provincia.
Anche a Riva, del Garda, scossa dalle inchieste della magistratura su politica e affari, il centrosinistra ha sfiorato la vittoria al primo turno. Alessio Zanon del Pd ha ottenuto il 48,5% dei voti e al ballottaggio sfiderà Silvia Betta, candidata da FdI e tre liste civiche. Anche nella cittadina gardesana sconfitta la Lega della sindaca uscente Cristina Santi, sotto inchiesta per associazione a delinquere: il partito di Salvini-Fugatti è fuori dal ballottaggio e dopo la rottura con FdI l’appoggio alla sua candidata non è scontato. Ballottaggio anche ad Arco e Pergine Valsugana, gli altri due comuni con più di dieci sezioni.
La bassa affluenza
A dominare le comunali è stato però il crollo dell’affluenza alle urne. In Alto Adige ha votato il 60% degli elettori, il 5,4% in meno rispetto al 2020: Bolzano si è fermata al 52,2%. In Trentino l’affluenza è scesa fino al 54,5%, dieci punti sotto le ultime amministrative: record negativo a Trento, precipitata al 49,9% dei votanti. Quorum raggiunto invece negli 85 Comuni con un solo candidato: scongiurato il commissariamento in oltre la metà dei paesi della provincia.