Ci sono voluti 77 giorni per ragionare sulla difesa, pesare le parole, consegnare quell’atto. Dal 18 febbraio, giorno in cui è arrivato l’“avviso” del procedimento della Corte Penale internazionale sulla clamorosa ri-consegna in patria di Njiiem Almasri, il governo italiano non era pronto il 17 marzo. Non ci è riuscito neanche il 22 aprile. Ma alla terza proroga – a poche ore dal termine ultimo, …