Stragi, il ricordo che divide: “Ignorato il terrorismo nero”
di Concetto VecchioDall’istituzione del Giorno della memoria del 9 maggio si è sempre condivisa l’organizzazione della cerimonia con le associazioni dei familiari, equilibrando gli interventi, descrivendo il contesto storico di riferimento e dando conto delle nuove acquisizioni processuali. Così non è stato quest’anno». I familiari delle vittime degli anni di piombo contestano la scaletta della cerimonia di venerdì, alla Camera dei deputati. «Hanno invitato solo vittime del terrorismo rosso, nessuno dei Nar, e poi hanno scelto come conduttore Bruno Vespa, da più parti contestato per alcune improvvide dichiarazioni in occasione delle più sanguinose stragi degli anni Settanta», dice Paolo Bolognesi, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980.
Come Bolognesi la pensano in tanti rappresentanti dei familiari delle vittime: Daria Bonfietti, Ustica; Federico Sinicato, Piazza Fontana; Manlio Milani, Piazza della Loggia; Rosaria Manzo, rapido 904 del 23 dicembre 1984; Daniele Gabrielli, via dei Georgofili; Alberto Capolungo, Uno Bianca; Franco Sirotti, Italicus; Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter Tobagi; Sergio Amato, figlio del giudice Mario Amato; Giancarlo Mancini, Centro studi Luigi Di Rosa. La cerimonia, definita dalla Camera dei deputati, elude «quell’auspicato bisogno comprensione, posto in questi giorni da più parti e che, per essere tale, reclama che ognuno faccia i conti anche con la propria storia», si legge in una nota.
La scaletta (inizio ore 11) prevede l’intervento di una studentessa del liceo Tommaso Gullì di Reggio Calabria, sulla strage di Gioia Tauro del 22 luglio 1970; la testimonianza di Bruno D’Alfonso, figlio dell’appuntato Giovanni D’Alfonso, ucciso il 5 giugno 1975 durante lo scontro fuoco a Cascina Spiotta con alcuni brigatisti, e nel quale perse la vita anche la fondatrice delle Brigate Rosse, Mara Cagol; poi interverrà Ambra Minervini, figlia del direttore generale degli Istituti di prevenzione Girolamo Minervini, ucciso dalle Br il 18 marzo 1980. Infine parlerà Luciana Milani, madre di Valeria Solesin, uccisa al Bataclan il 14 novembre 2015. «Ci saremo - dice Bolognesi - per rispetto nei confronti del presidente Mattarella, e delle nostre vittime. Ma non possiamo tacere la nostra profonda insoddisfazione».