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Rutelli e Manfredi: a Napoli evento su soft power per favorire il dialogo sul Mediterraneo

Gaetano Manfredi e Francesco Rutelli 

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Parteciperanno il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol, il primo ministro francese Bayrou, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e quello delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso
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“Il soft power? Vogliamo portarlo anche in Italia”. Parola di Francesco Rutelli durante la conferenza stampa alla Camera di presentazione dell'evento “Un nuovo soft power dal Mediterraneo allargato verso il mondo in cambiamento”, la conferenza internazionale in programma a Napoli il 26 e 27 maggio. “Il soft power – spiega l’ex sindaco di Roma - oggi è più importante che mai perché c'è bisogno del potere della persuasione, della buona reputazione, della cultura e per migliorare il multilateralismo serve la collaborazione tra gli Stati che oggi è in grandissima difficoltà”. L'Fmi ha creato un index del soft power come uno dei fattori determinanti per l'economia delle nazioni e “noi intendiamo creare un'iniziativa in Italia di questo tipo”, annuncia Rutelli che è presidente del Soft power club.

La conferenza avrà ospiti molto autorevoli. Tra i nomi il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol, il primo ministro francese Bayrou con un messaggio. E per il governo ital…

“Il soft power? Vogliamo portarlo anche in Italia”. Parola di Francesco Rutelli durante la conferenza stampa alla Camera di presentazione dell'evento “Un nuovo soft power dal Mediterraneo allargato verso il mondo in cambiamento”, la conferenza internazionale in programma a Napoli il 26 e 27 maggio. “Il soft power – spiega l’ex sindaco di Roma - oggi è più importante che mai perché c'è bisogno del potere della persuasione, della buona reputazione, della cultura e per migliorare il multilateralismo serve la collaborazione tra gli Stati che oggi è in grandissima difficoltà”. L'Fmi ha creato un index del soft power come uno dei fattori determinanti per l'economia delle nazioni e “noi intendiamo creare un'iniziativa in Italia di questo tipo”, annuncia Rutelli che è presidente del Soft power club.

La conferenza avrà ospiti molto autorevoli. Tra i nomi il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol, il primo ministro francese Bayrou con un messaggio. E per il governo italiano, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e quello delle imprese e del made in Italy, con un videomessaggio, Adolfo Urso. “Nella giornata dedicata all'area del Medio Oriente avremo il principe di Giordania, El Hassan Bin Talal, ovvero il titolare del tentativo di mediazione per i luoghi santi, che guiderà la conversazione. Ma avremo anche il capo di Hollywood Charlie Rivkin, che fa parte del soft power club, che ci dirà cosa ne pensa dei dazi di Trump”, dice ancora Rutelli: “L’idea che possiamo riunire a Napoli personalità che hanno ben più che voce in capitolo è una cosa piuttosto rara e questo può avvenire con il soft power”.

“Personalità di rango internazionale che verranno in Italia anche perché, diciamolo, riconoscono il valore e l'autorevolezza dell'Italia come paese campione di soft power. E Napoli capitale internazionale, centro del Mediterraneo nei 2500 anni dalla sua fondazione, è il luogo ideale – sottolinea Rutelli - per questo dialogo sul Mediterraneo e sulle prospettive di un soft power che è interesse dell'Italia e della comunità internazionale. Abbiamo sempre detto l'Italia è una superpotenza della cultura e oggi questo può valere anche nel dialogo internazionale nel Mediterraneo, e nel Mediterraneo allargato verso l'Indo-Pacifico, nell'area mediorientale. Cercheremo di dare un contributo per rendere l'Italia ancora più centrale in queste settimane così difficili per il mondo”.

Presente alla conferenza stampa anche il presidente Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: "Accanto alla diplomazia ufficiale è sempre esistita una diplomazia più morbida. Oggi abbiamo un dialogo forte tra tutte le città dell'Euromediterraneo. Sindaci che lavorano insieme per favorire il dialogo anche in paesi in conflitto. Il Mediterraneo è infatti un luogo di opportunità in cui la crescita e le nuove relazioni europee con l'Africa e l'Indopacifico rappresentano una prospettiva centrale con i nuovi equilibri geopolitici in corso”. Il soft power, conclude Manfredi, “non può che essere utile per favorire il dialogo anche in Medio Oriente, luogo di sofferenze inaccettabili”.

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