Il centrosinistra tiene Trento, a Bolzano destra in vantaggio
dal nostro inviato Giampaolo VisettiCrolla la Lega, raddoppia FdI, tiene il Pd, riappare FI e quasi spariscono i 5 Stelle. Le comunali in Trentino e in Alto Adige aprono una breccia nell’unità del centrodestra e impongono al centrosinistra un’accelerazione sul campo largo. A destra lo scontro sui candidati-presidenti fa suonare l’allarme sul dopo-Zaia in Veneto. Giorgia Meloni, grazie al traino della corsa per i sindaci, domenica ha drenato i voti di Matteo Salvini, ridotto ai minimi: non solo nel Nordest si profila ora un braccio di ferro sul diritto di scegliere la leadership per le regionali. Difficile, dopo l’affermazione in Alto Adige, che FdI accetti di cedere alla Lega il candidato-presidente sia in Veneto che in Lombardia, o i successori di Luigi Brugnaro e Beppe Sala a Venezia e a Milano.
Per la prima volta dalla fine del fascismo che ha italianizzato il Sudtirolo, Bolzano potrebbe infatti essere governata da un sindaco di centrodestra di lingua italiana. Nel capoluogo altoatesino Claudio Corrarati, sostenuto d…
Crolla la Lega, raddoppia FdI, tiene il Pd, riappare FI e quasi spariscono i 5 Stelle. Le comunali in Trentino e in Alto Adige aprono una breccia nell’unità del centrodestra e impongono al centrosinistra un’accelerazione sul campo largo. A destra lo scontro sui candidati-presidenti fa suonare l’allarme sul dopo-Zaia in Veneto. Giorgia Meloni, grazie al traino della corsa per i sindaci, domenica ha drenato i voti di Matteo Salvini, ridotto ai minimi: non solo nel Nordest si profila ora un braccio di ferro sul diritto di scegliere la leadership per le regionali. Difficile, dopo l’affermazione in Alto Adige, che FdI accetti di cedere alla Lega il candidato-presidente sia in Veneto che in Lombardia, o i successori di Luigi Brugnaro e Beppe Sala a Venezia e a Milano.
Per la prima volta dalla fine del fascismo che ha italianizzato il Sudtirolo, Bolzano potrebbe infatti essere governata da un sindaco di centrodestra di lingua italiana. Nel capoluogo altoatesino Claudio Corrarati, sostenuto da FdI, Lega e FI, ha conquistato il 36,2% dei voti e si presenterà in netto vantaggio al ballottaggio del 18 maggio, quando sfiderà Juri Andriollo. L’assessore uscente Pd, sostenuto anche da Verdi e due liste civiche, non è andato oltre il 27,3%: complicato recuperare un distacco di 9 punti. Ago della bilancia della possibile svolta sarà come sempre l’Svp, partito di raccolta di lingua tedesca. Il suo candidato sindaco Stephan Konder ha ottenuto i 15,1% delle preferenze: decisivo al ballottaggio risulterà l’appoggio dell’elettorato Svp ad uno dei due candidati italiani. Rispetto al passato il patto tra destra Volkspartei è stato sdoganato e da un anno i due schieramenti governano assieme la Provincia: con l’affermazione di domenica Corrarati, imprenditore ed ex presidente regionali degli artigiani, ha mosso un passo decisivo verso un’alleanza fotocopia anche nel capoluogo. A suggerirlo sono i numeri: al centrodestra per eleggere Corrarati sindaco bastano i voti Svp, il centrosinistra avrebbe bisogno anche della civica centrista di Angelo Gennaccaro, premiato con un exploit personale che vale il 12,9%. Una giunta comunale destra-Svp a Bolzano sarebbe in linea con la giunta provinciale e risulterebbe gradita sia a Roma che a Vienna, che nelle scorse settimane hanno dato il via libera al ripristino di cruciali competenze dello Statuto d’autonomia. Rischioso, per il partito tedesco, affossare ora il candidato italiano voluto dalle forze di governo. Decisiva la capacità di Corrarati e Andriollo di richiamare alle urne gli elettori, dopo che domenica l’affluenza ha registrato un crollo.
Già chiusa invece la partita a Trento. Il sindaco uscente Franco Ianeselli ha centrato per la seconda volta l’elezione al primo turno. L’ex sindacalista Cgil, sostenuto dal centrosinistra a trazione Pd, ha bissato il 54,5% di cinque anni fa, doppiando la sfidante di centrodestra Ilaria Goio, che non è andata oltre il 26,7%. Il Pd a Trento si conferma primo partito, mentre il tonfo degli autonomisti del Patt ricalca quello della Lega favorendo il raddoppio FdI. La crisi di Salvini allarma anche il governatore Maurizio Fugatti, suo fedelissimo, impegnato nel garantirsi il terzo mandato grazie all’autonomia speciale. Goio, imposta da FdI, in Provincia ha mandato in frantumi l’alleanza tra destra e autonomisti, agevolando il successo di Ianeselli.
A Riva del Garda, scossa dalle inchieste della magistratura su politica e affari, il centrosinistra ha così sfiorato la vittoria al primo turno. Alessio Zanon del Pd ha ottenuto il 48,5% dei voti e al ballottaggio sfiderà Silvia Betta, candidata da FdI e tre liste civiche. Sconfitta anche nella cittadina gardesana la Lega della sindaca uscente Cristina Santi, sotto inchiesta per associazione a delinquere. Il partito di Salvini-Fugatti è fuori dal ballottaggio e dopo la rottura con FdI l’appoggio alla sua candidata targata Meloni non è scontato. Le elezioni di primavera approfondiscono il solco tra le forze di governo, con la destra che al Nord non sfonda più: l’opposizione di centrosinistra vede invece passare l’ultimo treno dell’unità.