Lega, boom di fondi da imprese e manager. Pd, Avs e M5S: “Stop alle lobby, Salvini chiarisca”
di Antonio FraschillaIl boom di finanziamenti nei primi mesi del 2025 alla Lega di Matteo Salvini da parte di aziende, manager e avvocati che ruotano attorno al mondo dei ministeri in quota Carroccio e della Rai, sbarca in Parlamento. Dopo l’articolo di Repubblica il Movimento 5 stelle annuncia una interrogazione, Avs e Pd propongono disegni di legge per riformare il finanziamento ai partiti. Il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba attacca Repubblica.
Ma andiamo per ordine. L’opposizione chiede chiarezza al segretario e vicepremier della Lega Salvini sui finanziamenti ricevuti da parte di imprese, manager, avvocati che hanno interessi nei settori vicini ai ministri leghisti, Infrastrutture e Istruzione, o in Rai, dove il Carroccio ha piazzato dirigenti di peso.
Il boom di finanziamenti nei primi mesi del 2025 alla Lega di Matteo Salvini da parte di aziende, manager e avvocati che ruotano attorno al mondo dei ministeri in quota Carroccio e della Rai, sbarca in Parlamento. Dopo l’articolo di Repubblica il Movimento 5 stelle annuncia una interrogazione, Avs e Pd propongono disegni di legge per riformare il finanziamento ai partiti. Il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba attacca Repubblica.
Ma andiamo per ordine. L’opposizione chiede chiarezza al segretario e vicepremier della Lega Salvini sui finanziamenti ricevuti da parte di imprese, manager, avvocati che hanno interessi nei settori vicini ai ministri leghisti, Infrastrutture e Istruzione, o in Rai, dove il Carroccio ha piazzato dirigenti di peso.
Il Pd propone una riforma del finanziamento ai partiti: “Serve una legge sui partiti che regolamenti trasparenza, democraticità e finanziamento – dice il tesoriere Michele Fina - noi abbiamo un disegno di legge a prima firma Giorgis incardinato in Senato. Partiamo da quello e riformiamo il “2x1000” che è un sistema più giusto perché i contribuenti ogni anno possono scegliere, senza automatismo legato al voto. Però va riformato, mutuando il sistema dell’8x1000, ovviamente diminuendo la percentuale per i partiti. Poi serve anche una legislazione più chiara sui finanziamenti privati. Facendo tutto questo restituiamo al nostro paese un sistema democratico più sano ed equilibrato”.
I segretari di Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni chiedono di ritornare al finanziamento pubblico e a Salvini di fare chiarezza subito: “La vicenda dei finanziamenti ricevuti dalla Lega da parte di soggetti che a vario titolo hanno interessi nei settori coinvolti dalle deleghe dei Ministri leghisti ripropone una gigantesca questione di opportunità politica e per noi anche morale”, dicono, aggiungendo: “La Lega avrebbe mai ricevuto finanziamenti così ingenti da costruttori, scuole private ecc se non avessero avuto i ministri delle infrastrutture e dell’istruzione? E perché costruttori e scuole private hanno ritenuto di dover finanziare la Lega di Salvini”. Come Avs “abbiamo presentato da tempo una proposta di legge semplice e chiara che vieta ogni forma di finanziamento a partiti e personalità politiche da parte di chiunque abbia rapporti di interesse con la pubblica amministrazione. È una proposta semplice e chiara che consentirebbe di risolvere alla radice ogni problema legato ad una questione così delicata come quella del finanziamento alla politica. Per questo anche a partire da questa vicenda che ci pare quantomeno imbarazzante torniamo a chiedere che tutte le forze politiche si confrontino a partire dalla nostra proposta”.
Sinistra italiana di Fratoianni ha ricevuto lo scorso anno 100 mila euro da microdonazioni di 10 euro e ha rifiutato altro tipo di donazioni. Tra tra l’altro chiede ai suoi eletti parlamentari il versamento al partito di 3.500 euro al mese: la cifra più alta tra i partiti, seguita dalla Lega che chiede 3 mila. Gli altri, dal Pd ai 5 stelle e Forza Italia, chiedono tra i 1.500 e i 2.000.
Il Movimento 5 stelle presenterà una interrogazione sul caso Lega sollevato da Repubblica: “È vergognoso che la Lega di Salvini incassi mezzo milione di euro in tre mesi da aziende edili e manager legati ai ministeri che controlla. Il ministro Salvini trasforma le deleghe di governo in un bancomat per le lobby", dice il deputato Agostino Santillo. E continua: “Chi finanzia la Lega ottiene appalti e favori? È una domanda legittima quando costruttori, società di trasporti, società di manutenzione ferroviaria e manager versano generosamente nelle casse della Lega 500mila euro, proprio nel campo delle infrastrutture e delle deleghe del ministro Salvini. Queste aziende investono sulla Lega perché sanno bene che Salvini può ricambiare il favore? Chiederemo chiarezza su questa situazione”. La Lega con una annuta annuncia azioni legali contro il deputato 5S: “ "Da sinistra indegne insinuazioni dopo la messa alla gogna dei finanziatori privati (leciti e trasparenti) della Lega. Siamo pronti a difenderci in tutte le sedi contro chi, come Agostino Santillo dei 5 Stelle, infanga il partito e i suoi sostenitori: siamo sicuri che il grillino rinuncerà all'immunità parlamentare per comportarsi da normale cittadino. La cultura del sospetto e dell'odio contro i rivali politici non ci appartiene ed è assurda la posizione di chi non vuole il finanziamento pubblico, ma poi attacca anche quello privato. Dietro la Lega c'è solo la generosità di chi crede nel progetto politico: non ci sono Soros, cooperative rosse o Casaleggio Associati. E non ci sono nemmeno media di sinistra specializzati in linciaggio". E' quanto si legge in una nota della Lega. Il riferimento è una nota del deputato Santillo che ha definito "vergognoso che la Lega di Salvini incassi mezzo milione di euro in tre mesi da aziende edili e manager legati ai ministeri che controlla" chiedendo: "Chi finanzia la Lega ottiene appalti e favori?".
La replica invece all’articolo è affidata al tesoriere del Carroccio. "Come già successo in passato, alcuni media provano a mettere alla gogna chi contribuisce alla vita della Lega, nonostante il tutto avvenga nel pieno rispetto delle regole. La cultura del sospetto e delle illazioni non ci appartiene, ed è sorprendente che certi articoli-linciaggio siano pubblicati da chi - come Repubblica - in passato ha beneficiato di finanziamenti della Russia di Putin per allegare al quotidiano inserti graditi a Mosca". Così Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega.