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Meloni, premier time al Senato: “Io patriota, la difesa ha un prezzo”. L’ira per le accuse di Renzi

(ansa)

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A Palazzo Madama presenti dieci ministri. Conte segue il ‘suo’ Patuanelli dalla tribuna che parla di “supercazzola”
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ROMA – “La Nato prenda in maggiore considerazione il fianco sud dell'alleanza”, dice Giorgia Meloni replicando a Carlo Calenda di Azione. “Favorevole alle preferenze nella legge elettorale” mentre il governo “procede spedito sul premierato e riforma della giustizia” in un aspro botta e risposta con Matteo Renzi, leader di Italia viva, che sottolinea il nervosismo della premier. Non manca il previsto passaggio su Gaza, ma arriva soltanto in risposta alla senatrice Michaela Biancofiore (Noi moderati): “Appoggiamo il piano dei Paesi Arabi”.

Replica invece a Avs, che l’accusa di subalternità: “Le collaborazioni con gli Usa non è un favore a Trump”. Al M5S che Meloni irride – “Le cose vanno meglio di quando c’eravate voi” – , aggiunge: "Non intendiamo usare i fondi di coesione" per aumentare le spese della difesa. Infine al Pd che l’accusa di non aver fatto nulla per bollette e vita reale degli italiani risponde: “Con i repubblicani in Usa volete il gas da Mosca? Collaboriamo sul disaccopp…

ROMA – “La Nato prenda in maggiore considerazione il fianco sud dell'alleanza”, dice Giorgia Meloni replicando a Carlo Calenda di Azione. “Favorevole alle preferenze nella legge elettorale” mentre il governo “procede spedito sul premierato e riforma della giustizia” in un aspro botta e risposta con Matteo Renzi, leader di Italia viva, che sottolinea il nervosismo della premier. Non manca il previsto passaggio su Gaza, ma arriva soltanto in risposta alla senatrice Michaela Biancofiore (Noi moderati): “Appoggiamo il piano dei Paesi Arabi”.

Replica invece a Avs, che l’accusa di subalternità: “Le collaborazioni con gli Usa non è un favore a Trump”. Al M5S che Meloni irride – “Le cose vanno meglio di quando c’eravate voi” – , aggiunge: "Non intendiamo usare i fondi di coesione" per aumentare le spese della difesa. Infine al Pd che l’accusa di non aver fatto nulla per bollette e vita reale degli italiani risponde: “Con i repubblicani in Usa volete il gas da Mosca? Collaboriamo sul disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell'energia. Sulle liste d’attesa della sanità mi appello alle Regioni”. E poi i migranti, con la rivendicazione del modello Albania.

Questi i punti principali emersi dal cosiddetto premier time al Senato, rinviato lo scorso 23 aprile per la morte di papa Francesco. L’appuntamento in Aula che arriva dopo 469 giorni, l'ultimo alla Camera il 24 gennaio 2024. La presidente seduta tra Calderoli e Schillaci, dieci ministri in tutto.

Un confronto atteso con le opposizioni a cui la premier si era preparata. Non mancano le polemiche, ma i toni tutto sommato non trascendono e sono gestite dal presidente Ignazio La Russa. Il predetto corpo a corpo con il leader di Italia viva, e il 5Stelle Stefano Patuanelli che, osservato dalla tribuna dal suo presidente Giuseppe Conte, definisce “supercazzola” la replica della premier. Mentre Francesco Boccia del Pd l’accusa di fare solo “propaganda”.

“La libertà ha un prezzo”

"L'Italia e l'Europa devono rafforzare le proprie capacità difensive per fare fronte alle sfide geopolitiche e alle proprie responsabilità in ambito Nato”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al question time al Senato rispondendo a una interrogazione del leader di Azione Carlo Calenda sulle spese per la difesa.

Il primo dei dieci quesiti previsti.

"Ribadisco, con coerenza da patriota, che la libertà ha un prezzo – aggiunge – : se fai a pagare a un altro la tua sicurezza, non sarai tu a decidere del tuo destino" e ne va della "possibilità stessa di difendere i propri interessi nazionali".

“La Nato guardi di più al fianco sud”

La premier ha ricordato anche la "necessità di costruire sempre un pilastro europeo della Nato capace di incentivare una solida base europea". "Pur rimanendo al fianco dei nostri alleati orientali io penso che sia arrivato anche il momento in cui la Nato prenda in maggiore considerazione il fianco sud dell'Alleanza, che pure è particolarmente importante, soprattutto in un tempo di minacce ibride".

"L'Italia finalmente raggiungerà il target" delle spese militari al 2% del Pil "nel 2025, perché c'è un governo che sa che mantenere gli impegni presi è fondamentale per farsi rispettare", ha aggiunto.

"Se pensiamo di affrontare questa fase della storia con un esercito che ha una media di 59 anni e che non ha sufficienti capacità operative, diventiamo una nazione di serie C. Che io lo debba ricordare alla destra italiana mi sembra surreale". La replica di Carlo Calenda, segretario di Azione.

I ministri presenti

Durante il premier time, tra i banchi del governo nell'aula del Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni siede tra i ministri Roberto Calderoli e Orazio Schillaci. A destra, i ministri Elisabetta Casellati, Paolo Zangrillo e Daniela Santanché. A sinistra, i ministri Eugenia Roccella, Carlo Nordio e Andrea Abodi. In basso il ministro Luca Ciriani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Meloni: “Il Parlamento potrà migliorare il ddl femminicidio”

Al testo che introduce il reato di femminicidio "il Parlamento potrà apportare le modifiche che riterrà opportune per renderlo più efficace, credo che quella sia la sede per presentare la sua proposta e ampliare lo spettro del reato". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al premier question time al Senato rispondendo a una interrogazione della senatrice Svp Julia Unterberger che chiedeva la disponibilità a introdurre "la fattispecie di reato per reprimere incitamento all'odio e alla violenza contro le donne".

Botta e risposta con Renzi sulla legge elettorale e riforme

"Confermo di essere favorevole all'introduzione delle preferenze nella legge elettorale". Così la presidente del Consiglio ha risposto al leader di Italia viva Matteo Renzi.

Molto aspro il confronto tra i due.

"Lei, presidente Meloni, ha promesso una riforma della giustizia garantista – ha incalzato Renzi – . Detto da voi, fa quasi ridere. Se vogliamo credervi, fate una cosa: prima di approvare in via definitiva la riforma garantista sulla giustizia perché non fate quello che avete detto, cioè andate a Bibbiano. La stanno ancora aspettando per chiedere scusa a quella comunità per il vostro giustizialismo. Dall'euro alla Nato, da Putin alle trivelle. Lei è campionessa mondiale di incoerenza. Su cosa la giudichiamo visto che cambia idea su tutto?".

"Mi ha chiesto di dimissioni in caso di bocciatura del referendum. Lo farei anche volentieri, ma non farei mai niente che abbia già fatto lei", il passaggio più duro della premier.

"Il premierato sta andando avanti, continuo a considerarla la madre di tutte le riforme e, non dipende da me ma dal Parlamento, ma la maggioranza è intenzionata a procedere spedita su questa riforma esattamente come è intenzionata a procedere spedita sulla riforma della giustizia", ha aggiunto la premier.

“India-Pakistan: il governo pronto a riferire in Parlamento”

"Il governo sta seguendo" l'evolversi della situazione che si è creata tra India e Pakistan, "siamo pronti a riferire in Parlamento". Così la premier.

La premier ricorda anche: "Abbiamo rilanciato su nuove basi il rapporto con la Cina, nei prossimi mesi sto cercando lo spazio per una missione molto ampia nell'Indo-Pacifico".

"Rinnoviamo l'urgenza di un cessate il fuoco immediato e incondizionato" in Ucraina, "l'auspicio è che la Russia voglia dimostrare concretamente la volontà di costruire la pace, perchè l'Ucraina lo ha già fatto".

"In Medio Oriente appoggiamo il piano dei Paesi Arabi”

"In Medio Oriente continuiamo a lavorare per la fine permanente delle ostilità e siamo attenti e appoggiamo il lavoro che i Paesi arabi stanno portando avanti. I Paesi arabi sono la chiave di volta nella soluzione permanente del conflitto. C'è un piano di ricostruzione a Gaza credibile che hanno portato avanti, e anche per tracciare un quadro generale di pace e sicurezza, quadro che a nostro avviso deve includere anche la prospettiva dei due Stati". Così la premier rispondendo alla senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie.

Sul tema è intervenuto il capogruppo di Avs Peppe De Cristofaro: "Meloni è l'unico presidente del consiglio che non ha pronunciato neanche mezza parola su Gaza, niente sul folle piano di Netanyahu. Nulla, silenzio più totale. E lo fa perché ritiene che il comportamento del governo di Israele non sia grave. La moneta con cui paghiamo il prezzo del nostro silenzio su Gaza è l'umanità. Il governo deve tornare in quest'Aula perché ci deve dire con chiarezza cosa pensa del piano di Netanyahu".

"Collaborazione con gli Usa non è favore a Trump”

"Garantire la sicurezza dell'Italia e dell'Europa non è un favore che si fa agli americani, bensì un favore che si fa a noi stessi". Lo ha detto Meloni rispondendo a Peppe De Cristofaro, e definendo "un calcolo totalmente inventato" quello dei 40 miliardi che, secondo l'interrogante, il governo italiano avrebbe garantito a quello Usa: "Devo dedurre, per esempio, che in questo bizzarro conto abbiate considerato l'impegno, preso in ambito Nato molti anni addietro, del raggiungimento del 2% del Pil in spese di Difesa. Solo che non è un impegno che ha preso questo governo, non è una promessa che ha fatto questo governo".

Per quanto riguarda il settore dell'energia, "Italia e Stati Uniti hanno sottoscritto una dichiarazione che vuole rafforzare la cooperazione, a noi serve per proseguire in quel cammino di diversificazione all'indomani della guerra in Ucraina. Grazie a questa scelta abbiamo ottenuto un mix di fonti di approvvigionamento e gli Stati Uniti sono già il secondo mercato dell'Italia per il gnl, una collaborazione consolidata e iniziata con l'amministrazione Biden e difficilmente si può vendere come favore a Trump. Bisogna essere coerenti".

"La Meloni può raccontarla come vuole, ma non ci ha convinto. La subalternità della destra nei confronti dell’amministrazione americana è clamorosa”, la replica di Avs.

Al M5S: “Le cose vanno meglio di quando c’eravate voi”

"Noi non raccontiamo una nazione nella quale tutto è perfetto, tutti lavorano... Ci limitiamo a raccontare una nazione nella quale le cose vanno meglio di quando governavate voi, perché ne siamo soddisfatti. Vuol dire che si poteva fare". Così la presidente del Consiglio rispondendo all'interrogazione del M5s Stefano Patuanelli.

"Noi da lei ci aspettavamo 'una risposta elusiva e inconcludente pronunciata però con convinzione e serietà per confondere o ingannare l'interlocutore'. Ho letto la definizione di supercazzola dell'enciclopedia Treccani". La replica di Patuanelli.

"Non intendiamo usare i fondi di coesione" per aumentare le spese sul piano della Difesa. Lo ha ribadito la premier Giorgia Meloni.

Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha seguendo il premier time dalla tribuna del Senato. L'ex premier ha preso posto prima che cominciasse l'interrogazione di Patuanelli.

Al Pd: “Lavoriamo insieme sul disaccoppiamento del gas”

"Il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell'energia elettrica è questione che il governo ha posto fin dal suo insediamento, è materia europea: vogliamo fare una battaglia insieme? Io sono totalmente d'accordo, una volta tanto possiamo lavorare insieme, l'Italia nel suo complesso: mi dichiaro disponibile davanti all'Italia intera", risponde così Meloni all'interrogazione del presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

"Sulla questione della sanità e delle liste d'attesa devo fare un appello alle Regioni, perché noi ogni anno stanziamo quelle risorse che però vengono gestite dalle Regioni per le liste d'attesa".

"Il lavoro di diversificazione" delle fonti di energia "non è neanche iniziato con noi, siamo d'accordo che bisogni continuare perché questo garantisce maggiore sicurezza?". E la diversificazione arriva "anche dal gnl americano: ora ditemi qual è la strategia, continuiamo o siccome ora hanno vinto i repubblicani riprendiamo il gas dalla Russia? Non vi sto seguendo".

"Avete fatto provvedimenti che non sono serviti a nulla: dai costi delle bollette alla condizione dei salari", la replica di Boccia. "Ho il dovere di ricordare - ha aggiunto - che le accise sulla benzina non sono state abolite ma purtroppo sono aumentate, che la cassa integrazione è aumentata per il terzo anno consecutivo. Dopo tre manovre su cinque è arrivato il tempo di assumersi le responsabilità. Chiediamo più attenzione e rispetto per il Parlamento. Chiediamo anche che Tajani venga a rispondere a un'informativa su Gaza. Governare con la propaganda - ha sottolineato - rischia di provocare un'illusione ottica. Si proclamano riforme sulla Costituzione, si parla di sicurezza, si lascia l'Italia isolata in Europa, impoverita e repressa. Lei oggi è apparsa concentrata sul consolidamento del potere della vostra maggioranza e non sul benessere dell'Italia e degli italiani", ha concluso il presidente dei dem al Senato.

“Rimpatriato il 25% dei migranti in Albania”

"Alla fine di questa settimana oltre il 25% dei migranti trattenuti in Albania sarà già stato rimpatriato in tempi che sono molto veloci, a dimostrazione di come la strategia e le procedure che abbiamo messo in campo nonostante i tentativi di bloccarle per ragioni chiaramente ideologiche, stanno funzionando. Vogliamo un'Italia finalmente capace di far rispettare le regole, di essere intransigente con chi delinque e di difendere la sicurezza dei cittadini onesti". Così Meloni ha rivendicato il modello Albania mentre “i tribunali rimandano in Italia i migranti con i reati”.

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