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Consulta: “Non è incostituzionale l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio”

Il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale
Il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale 

È quanto deciso dalla Corte costituzionale. Ammissibili le sole questioni sollevate in riferimento agli obblighi derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (la cosiddetta Convenzione di Merida)

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Non è incostituzionale l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio. È quanto deciso dalla Corte costituzionale.

L’abrogazione dell’abuso d’ufficio, voluta da governo Meloni, resiste quindi all’esame della Consulta dopo l’incidente costituzionale promosso dalla Corte di Cassazione, che con l’ordinanza 9442/2025, aveva autonomamente rivalutato la sussistenza di profili di illegittimità, nell'ambito di un ricorso in cui la difesa chiedeva l'annullamento di una condanna relativa a quell'accusa di abuso, articolo 323 del codice penale, appena cancellato dalla riforma Nordio.

La Corte costituzionale accoglie perché "ritenute ammissibili", le sole questioni sollevate in riferimento agli obblighi derivanti dalla cosiddetta Convenzione di Merida. Poche righe nella nota che annuncia la sentenza, 24 ore dopo l'udienza fiume di mercoledì.

Nel merito, come scrive la Corte sono “ infondate tali questioni, ritenendo che dalla Convenzione non sia ricavabile né l’obbligo di prevedere il reato di abuso d’ufficio, né il divieto di abrogarlo ove già presente nell’ordinamento nazionale”

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