Papa Leone XIV, gli auguri “fervidi” di Mattarella. La lettera di Meloni: “Disperato bisogno di pace”
di Lorenzo De CiccoSergio Mattarella e Giorgia Meloni apprendono insieme dell’elezione del del nuovo papa Leone XIV: nel pieno del Consiglio supremo di difesa convocato al Quirinale, si spostano entrambi davanti alla tv intorno alle sette, poco prima che si schiuda la porta della loggia centrale di San Pietro. Al termine del summit, il Colle diffonde una nota con gli auguri del presidente della Repubblica. Mattarella si unisce al «gaudium magnum» e ricorda in un passaggio della missiva «la lunga esperienza nel sud del mondo» che il nuovo pontefice «ha maturato anche in veste di missionario». Si dice certo, il presidente, che papa Prevost «manterrà acceso quel faro verso i più deboli e dimenticati che papa Francesco aveva voluto illuminare». Mattarella assicura alla Santa Sede di voler «perseguire sempre più solidi rapporti», insomma piena collaborazione per assicurare «una convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone…
Sergio Mattarella e Giorgia Meloni apprendono insieme dell’elezione del del nuovo papa Leone XIV: nel pieno del Consiglio supremo di difesa convocato al Quirinale, si spostano entrambi davanti alla tv intorno alle sette, poco prima che si schiuda la porta della loggia centrale di San Pietro. Al termine del summit, il Colle diffonde una nota con gli auguri del presidente della Repubblica. Mattarella si unisce al «gaudium magnum» e ricorda in un passaggio della missiva «la lunga esperienza nel sud del mondo» che il nuovo pontefice «ha maturato anche in veste di missionario». Si dice certo, il presidente, che papa Prevost «manterrà acceso quel faro verso i più deboli e dimenticati che papa Francesco aveva voluto illuminare». Mattarella assicura alla Santa Sede di voler «perseguire sempre più solidi rapporti», insomma piena collaborazione per assicurare «una convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone», ricordando i «conflitti inumani dove sono soprattutto gli innocenti a soffrire le conseguenze più dure di tanta barbarie». La pace citata a ripetizione da Leone XIV, per il capo dello Stato, «è la speranza dell’umanità intera».
Nel suo messaggio, Meloni sottolinea naturalmente il «richiamo potente alla pace», ricordando l’impegno «instancabile» di Bergoglio e parlando di «sfide epocali che mettono in discussione le nostre certezze e richiamano a scelte coraggiose». Ma la premier tocca anche altri tasti, parla di una «civiltà italiana ed europea che rispetta le identità altrui senza però rinnegare la propria». Evoca papa Ratzinger quando scrive del rapporto tra «fede e ragione». Cita direttamente Giovanni Paolo II parlando di «legame indissolubile» tra l’Italia «e il vicario di Cristo», legame senza il quale «non si potrebbe comprendere l’identità della nostra Nazione». «Gli italiani guarderanno a Lei come guida», scrive al pontefice. E alla Chiesa guardano come «autorità spirituale e morale». Conclude così, la premier: «Con affetto filiale». Mentre arrivano le felicitazioni dei presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il vicepremier forzista Antonio Tajani fa sapere che pregherà per il papa. Il collega leghista Matteo Salvini intanto si affaccia «emozionato e commosso» in piazza San Pietro e sui social punta tutto sul concetto di «pace disarmata e disarmante». Esattamente come fa dall’opposizione il capo dei 5S Giuseppe Conte. Anche la leader del Pd, Elly Schlein, ricorda come il nuovo pontefice abbia «scelto come prime parole quelle della speranza di pace per i popoli di tutto il mondo, il ringraziamento a Papa Francesco e insieme l’invito accorato a costruire ponti attraverso il dialogo e l’incontro. Ce ne sarà grande necessità».