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Il ritorno di Caldoro: “Resto un riformista, ora curerò i rapporti con i sindacati per il governo”

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L’ex governatore campano: “Non sarò un decisore. Nel dialogo daremo priorità alla sicurezza e alla formazione”
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I primi dossier? «Questa è semplice: i dossier li sceglie la politica, io dovrò curare il contesto e le relazioni, non sono un decisore». No, così è troppo facile. «Allora due parole chiave che sono fondamentali per la presidente Meloni: sicurezza e formazione nel lavoro».

Cauto per indole, presidenzialista per fede politica, l’ex rampollo socialista Stefano Caldoro, oggi 64enne, torna a sorpresa sulla scena nazionale. Prima craxiano, poi berlusconiano – almeno fino al primo tramonto, e alla stagione dei veleni, delle papi girl e del conflitto con l’acerrimo rivale Nicola Cosentino in terra campana - rinasce meloniano: sarà il consigliere per i rapporti con le parti sociali, sedeva ieri al tavolo nel giorno del disgelo quando ha ricevuto il buon lavoro della premier. «Io però resto sempre quell’ex giovane riformista. E l’ “ex” sta davanti a giovane, mi raccomando, non a riformista», premette con Repubblica il leader del Nuovo Psi. Dopo essere stato ministro per Berlusconi, viceminis…

I primi dossier? «Questa è semplice: i dossier li sceglie la politica, io dovrò curare il contesto e le relazioni, non sono un decisore». No, così è troppo facile. «Allora due parole chiave che sono fondamentali per la presidente Meloni: sicurezza e formazione nel lavoro».

Cauto per indole, presidenzialista per fede politica, l’ex rampollo socialista Stefano Caldoro, oggi 64enne, torna a sorpresa sulla scena nazionale. Prima craxiano, poi berlusconiano – almeno fino al primo tramonto, e alla stagione dei veleni, delle papi girl e del conflitto con l’acerrimo rivale Nicola Cosentino in terra campana - rinasce meloniano: sarà il consigliere per i rapporti con le parti sociali, sedeva ieri al tavolo nel giorno del disgelo quando ha ricevuto il buon lavoro della premier. «Io però resto sempre quell’ex giovane riformista. E l’ “ex” sta davanti a giovane, mi raccomando, non a riformista», premette con Repubblica il leader del Nuovo Psi. Dopo essere stato ministro per Berlusconi, viceministro al vecchio Miur con Letizia Moratti, poi presidente della Regione Campania dal 2010 al 2015, alla ricerca del bis come governatore perde con il pd De Luca e finisce nel lungo cono d’ombra: spezzato, esattamente 60 giorni fa, dalla decisione di lasciare il consiglio regionale. Significativa la nota che ha accelerato i primi rumors: «L’ex presidente Caldoro non si ricandiderà». In quei mesi, cominciavano i suoi contatti con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e con Meloni.

«L’agenda della presidente è tale, le giornate sostenute da un tale ritmo che ci siamo scritti e parlati come si fa oggi: anche al telefono, con riflessioni via messaggio. Ma non è un mistero che la stimassi molto, ci eravamo incrociati già nella sua campagna elettorale: è un leader vero. Sente, valuta, decide». E cosa ha stabilito per Caldoro? Con quali regole d’ingaggio?

«I ministri e il sottosegretario Mantovano preparano, o prepareremo, le ipotesi di lavoro da concordare con il tavolo. Ma il consigliere deve essere un facilitatore nelle relazioni e nella definizione dei dossier delegati. Deve aiutare a sostenere le scelte della politica».

Il disgelo registrato ieri porterà frutti in quanto tempo? «Posso dire che il tema dei rapporti con le parti sociali è strategico, la presidente ci crede molto: si tratta di un metodo nuovo e io farò la mia parte con un lavoro di approfondimento indispensabile, perché è anche quella la dimensione in cui può crescere e consolidarsi un dialogo autentico e costruttivo». E i primi tavoli? «Con la ministra Calderone, con il sottosegretario avremo rapporti costanti. Quella che si è aggiunta è la disponibilità del ministro Foti a prevedere un tavolo sulla riprogrammazione, meglio sulla rimodulazione, dei fondi del Pnrr: concentrandoci oviamente sulle risorse finalizzate al lavoro e alla sicurezza. E il Pnrr incrocia in qualche modo anche il tema sud». Il centro della sua vecchia vita.

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