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Migranti, diritti e guerre: il confronto tra papa Leone e papa Francesco

Papa Francesco e papa Leone XIV in un'immagine pubblicata sul profilo X di Universitarios Catolicos

 

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Bergoglio scelse Lampedusa come prima tappa del suo pontificato per testimoniare la vicinanza a chi sbarca e a chi muore in mare. Prevost ha deciso di presentarsi parlando subito di pace proprio come il predecessore. Maggiori le distanze tra i due sul mondo Lgbtq+
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Si è presentato invocando la pace. Le prime parole di Leone XIV ai 150 mila fedeli che lo attendevano giovedì in piazza San Pietro e al numero imprecisato collegato da tutto il mondo sono state: «La pace sia con tutti voi e la pace entri nel nostro cuore e raggiunga tutti. Costruiamo ponti per essere un popolo di pace».

Conflitti

Se c’è una continuità con il predecessore Francesco è massima su questo punto: il pacifismo, la condanna della guerra. Per papa Francesco il pacifismo era anche una pratica che lo teneva, ad esempio, attaccato al telefono con i frati di Gaza custodi della Terra santa ogni sera, anche quando era ricoverato al Gemelli. Al tema della pace ha dedicato l’enciclica Fratelli tutti, ma è ricorrente nei discorsi e negli scritti. In un mondo dilaniato dalla guerra, con una «guerra mondiale a pezzi», come la chiamava, l’impegno per la pace era l’inderogabile mandato umano.

L’intesa di Bergoglio con Prevost sull’impegno per la pace è stata assoluta. Nel suo primo discor…

Si è presentato invocando la pace. Le prime parole di Leone XIV ai 150 mila fedeli che lo attendevano giovedì in piazza San Pietro e al numero imprecisato collegato da tutto il mondo sono state: «La pace sia con tutti voi e la pace entri nel nostro cuore e raggiunga tutti. Costruiamo ponti per essere un popolo di pace».

Conflitti

Se c’è una continuità con il predecessore Francesco è massima su questo punto: il pacifismo, la condanna della guerra. Per papa Francesco il pacifismo era anche una pratica che lo teneva, ad esempio, attaccato al telefono con i frati di Gaza custodi della Terra santa ogni sera, anche quando era ricoverato al Gemelli. Al tema della pace ha dedicato l’enciclica Fratelli tutti, ma è ricorrente nei discorsi e negli scritti. In un mondo dilaniato dalla guerra, con una «guerra mondiale a pezzi», come la chiamava, l’impegno per la pace era l’inderogabile mandato umano.

L’intesa di Bergoglio con Prevost sull’impegno per la pace è stata assoluta. Nel suo primo discorso - scritto, a differenza dei suoi predecessori, e quindi ancora più immeditato e studiato - Leone XIV ha citato la parola «pace» ben 10 volte, e ha parlato di pace «disarmata e disarmante», non quella dei costruttori e trafficanti d’armi, né dei potenti dalla doppia morale, bensì della pace dei popoli e dei più umili.

Immigrazione

Anche sui migranti sembra esserci la più netta continuità tra papa Francesco e papa Leone XIV. In favore dei migranti il cardinale Prevost non ha avuto esitazione a criticare l’amministrazione americana con durezza. Solo il 3 febbraio l’account di Prevost postava un articolo fortemente critico verso il vice di Trump, J.D.Vance e il concetto di “ordo amoris” utilizzato: l’approccio selettivo dell’amministrazione repubblicana verso gli immigrati e le parole del vice presidente che giustificava le deportazioni di immigrati illegali, dando priorità alla sicurezza e all’amore per i propri cari, non erano affatto piaciute al cardinale. Da qui la netta presa di distanza del futuro Papa.

L’atteggiamento della Chiesa negli ultimi decenni non ha lasciato dubbi su questo argomento. La prima uscita di Bergoglio, divenuto Papa Francesco fu a Lampedusa, l’isola degli approdi, delle migrazioni, del Mediterraneo diventato cimitero dei fuggiaschi. Papa Francesco depositò una corona di fiori affidata al mare e abbracciò una croce creata con il legno degli scafi affondati. Bisognerà ora vedere se la Chiesa dell’accoglienza, casa anche di papa Leone, sarà così spontanea e combattente. Nel primo discorso, l’attenzione del neo eletto Papa è stata rivolta agli ultimi, agli umili, ai malati e ai sofferenti, alla parrocchia missionaria che per tanti anni è stata la sua casa in Perù.

Diritti civili

Papa Francesco davanti ai giornalisti diceva: «Chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?». Incontrava le trans dandone ampia pubblicità e non mancava di benedire e raccomandare comprensione per le coppie omosessuali. Certo, non è da dimenticare anche lo scivolone quando parlo di “frociaggine” dentro al Vaticano: la comunità lgbtq+ ne fu molto ferita, per una parola che è sempre un’offesa. In realtà la Chiesa di Bergoglio ha mai avuto un formale cambio di passo in fatto di diritti civili. La dottrina ha impedito che si varcassero i confini del diritto naturale che è rimasto il faro delle scelte ecclesiastiche e anche della misericordia.

Il nuovo Papa Leone XIV arriva con la fama di un innovatore, ma anche lui è stato assai attento sui diritti civili e sulle possibili aperture.

In un discorso del 2012 ha criticato la leggerezza con cui si parla di «famiglie alternative composte da partner dello stesso sesso». Ha anche criticato i media occidentali che mostrano simpatie «per credenze e pratiche in contrasto con il Vangelo». Resta quindi ferma la dottrina, e questo in continuità con il gesuita Francesco.

La famiglia nasce dal matrimonio tradizionale e questo è tra un uomo e una donna: Prevost l’ha ripetuto. Però le coppie omosessuali hanno diritto all’ascolto e alla benedizione.

Sacerdozio femminile

Papa Francesco aveva detto no alla possibilità di aprire il sacerdozio alle donne. E dello stesso avviso è anche il nuovo pontefice. Infatti nel Sinodo del 2023, Prevost aveva affermato che “estendere il sacerdozio alle donne non risolve necessariamente un problema, ma potrebbe crearne uno nuovo”. Allo stesso tempo però l’allora cardinale aveva accolto in maniera positiva la nomina di tre donne al Dicastero per i vescovi voluta da Bergoglio: "Possono dare un contributo molto significativo alla vita della Chiesa a molti livelli diversi" aveva commentato Prevost, definendo il loro punto di vista "un arricchimento".

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