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Piccolotti: “Parole indegne, la seconda carica dello Stato adesso dovrebbe dimettersi”

Elisabetta Piccolotti 

 

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Intervista alla deputata di Alleanza verdi sinistra: “Hanno paura che i cittadini possano esprimersi liberamente su lavoro, diritti e soprattutto bassi salari Meloni su questi temi non ha fatto nulla”
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«È vergognoso che il presidente del Senato faccia campagna per l’astensione», attacca Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza verdi sinistra.

È rimasta sorpresa dalle parole di Ignazio La Russa?

«Ma certo, è pur sempre il presidente del Senato! È indecente che la seconda carica dello Stato inviti a non andare a votare, un segno di disprezzo dei processi democratici: non solo così allarga la distanza tra politica e cittadini, ma svilisce uno strumento previsto dalla Costituzione. Se non crede nel valore della democrazia forse dovrebbe valutare di dimettersi».

Perché a destra sono tanto ostili ai referendum?

«La verità è che sono codardi, hanno paura del voto, che i cittadini possano esprimersi liberamente sul lavoro, i diritti e soprattutto i bassi salari. Sanno che su questo terreno il governo ha fatto troppo poco e che il successo della consultazione potrebbe invertire la rotta, smascherando la loro incapacità».

Come farà ad avere successo se in pochi sanno quando e cosa si vota?…

«È vergognoso che il presidente del Senato faccia campagna per l’astensione», attacca Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza verdi sinistra.

È rimasta sorpresa dalle parole di Ignazio La Russa?

«Ma certo, è pur sempre il presidente del Senato! È indecente che la seconda carica dello Stato inviti a non andare a votare, un segno di disprezzo dei processi democratici: non solo così allarga la distanza tra politica e cittadini, ma svilisce uno strumento previsto dalla Costituzione. Se non crede nel valore della democrazia forse dovrebbe valutare di dimettersi».

Perché a destra sono tanto ostili ai referendum?

«La verità è che sono codardi, hanno paura del voto, che i cittadini possano esprimersi liberamente sul lavoro, i diritti e soprattutto i bassi salari. Sanno che su questo terreno il governo ha fatto troppo poco e che il successo della consultazione potrebbe invertire la rotta, smascherando la loro incapacità».

Come farà ad avere successo se in pochi sanno quando e cosa si vota?

«Un altro vulnus che non ci stancheremo di denunciare. Stanno facendo di tutto per nascondere l’esistenza di questa opportunità di cambiamento, si sta negando a milioni di italiani il diritto a essere informati: il silenzio in Rai e sui media di destra è intollerabile, specie se confrontato alla gigantesca mobilitazione che si sta creando nel Paese: alle migliaia di banchetti in giro per l’Italia stiamo incontrando persone che iniziano a capire che quelle di Meloni sul lavoro sono tutte bugie».

Lei che è una pacifista pro-pal vuole distruggere gli ebrei, come sostiene La Russa?

«Non ne possiamo più di essere accusati di antisemitismo perché l’antisemitismo è nostro nemico. Non abbiamo mai sostenuto l‘illegittimità dello Stato di Israele, mai attaccato il popolo ebraico, ma solo il governo Netanyahu, che sta compiendo un genocidio in violazione di ogni norma del diritto internazionale. Di cui La Russa si sta rendendo complice. Attaccare un governo non significa attaccare un popolo, ma criticare precise scelte politiche che tra l’altro sono criticate anche da tanti israeliani».

Finora Meloni non ha detto una parola su Gaza, perché secondo lei?

«È completamente subalterna a Trump e del tutto indifferente nei confronti di migliaia di bambini che stanno in morendo per le bombe, la fame e l’assenza di aiuti e medicine. Meloni rivendica a sempre il suo ruolo di madre, ecco: in quanto madre le chiediamo se non senta il dovere morale non solo di prendere posizione su Gaza, ma di sollecitare sanzioni e atti diplomatici affinché Israele fermi questo massacro».

Altro capitolo, la cultura. Per il ministro Ciriani l’egemonia della sinistra va sostituita con un nuovo sistema, ribattezzato il Gramsci 5.0.

«L’egemonia culturale nel pensiero di Gramsci era un progetto di emancipazione e trasformazione sociale. Per la destra, invece, c’è solo una prospettiva di controllo autoritario e una visione della cultura trasformata in propaganda del potere. Lo si è visto con l’occupazione selvaggia della Rai, di Cinecittà, del centro sperimentale... Non hanno solo sbagliato tutte le nomine, privilegiando la fedeltà al curriculum, ma stanno devastando — vedi il cinema — le principali agenzie e industrie culturali del Paese. Un autentico scempio».

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