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Milano, Forza Italia pensa a un civico per il dopo Sala. Ecco i primi nomi

Milano,  Palazzo Marino 

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Nel centrodestra partite le manovre per le amministrative che tra due anni sceglieranno il nuovo sindaco. Nel centrosinistra ipotesi primarie, gettonato Majorino
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Il Veneto che in autunno resta alla Lega, la Lombardia che va a Fratelli d'Italia, Milano - la sfida più complessa per la coalizione di governo - a Forza Italia. Mancano ancora due anni alle elezioni per Palazzo Marino, ma le manovre sono già in corso, nel centrodestra come nel centrosinistra. Terminano i due mandati di Beppe Sala, ex manager con grandi ambizioni nazionali finora mai davvero concretizzate, e si riparte dallo zero a zero, è la convinzione degli azzurri. A giugno dell'anno scorso Pd, Avs e M5S insieme nel capoluogo valevano il 47 per cento; FdI, Fi e Lega il 37. «Ma i sondaggi che abbiamo in mano dicono che rispetto al voto delle Europee il centrosinistra a Milano ha perso dieci punti», diceva ieri parlando a un evento di partito Alessandro Sorte, segretario regionale di Fi.

Se a Ignazio La Russa piacerebbe candidare il centrista Maurizio Lupi, l'ex ministro del governo Renzi che a Milano fu assessore con Gabriele Albertini, in FI la pensano diversamente: serve un candi…

Il Veneto che in autunno resta alla Lega, la Lombardia che va a Fratelli d'Italia, Milano - la sfida più complessa per la coalizione di governo - a Forza Italia. Mancano ancora due anni alle elezioni per Palazzo Marino, ma le manovre sono già in corso, nel centrodestra come nel centrosinistra. Terminano i due mandati di Beppe Sala, ex manager con grandi ambizioni nazionali finora mai davvero concretizzate, e si riparte dallo zero a zero, è la convinzione degli azzurri. A giugno dell'anno scorso Pd, Avs e M5S insieme nel capoluogo valevano il 47 per cento; FdI, Fi e Lega il 37. «Ma i sondaggi che abbiamo in mano dicono che rispetto al voto delle Europee il centrosinistra a Milano ha perso dieci punti», diceva ieri parlando a un evento di partito Alessandro Sorte, segretario regionale di Fi.

Se a Ignazio La Russa piacerebbe candidare il centrista Maurizio Lupi, l'ex ministro del governo Renzi che a Milano fu assessore con Gabriele Albertini, in FI la pensano diversamente: serve un candidato civico, non un politico, individuato da loro. «Crediamo che un civico sappia interpretare tutte le sfaccettature di questa straordinaria città», è il ragionamento di Letizia Moratti, ex sindaca e oggi eurodeputata. «Se politicizziamo il voto a Milano abbiamo più difficoltà», ma non solo, serve «parlare anche ai riformisti del Pd che si trovano a disagio in un partito che si fa dettare la linea da Bonelli e Fratoianni, ai progressisti in generale», sempre secondo Sorte. L'indizio in questa direzione è stata la presenza alla domenica dell'orgoglio azzurro - alla sede della Confcommercio, poco lontano da casa di Marina Berlusconi - di Giulia Pastorella, deputata di Azione uscita sconfitta dalla sfida congressuale contro Carlo Calenda. Il totonomi a destra? Ferruccio Resta, ex rettore del Politecnico; il presidente dell'ordine degli avvocati Antonino La Lumia; l'imprenditore Giovanni Bozzetti. Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, leghista, pare coltivi il sogno, ma al di là dei proclami di Matteo Salvini il Carroccio difficilmente toccherà palla per il 2027.

Nel centrosinistra ci sono da definire parecchie cose, la prima è se il possibile successore di Sala verrà scelto con le primarie o meno. Un modello che ha funzionato sia per la riconquista di Milano con Giuliano Pisapia nel 2011 (quando nella disfida interna alla coalizione corse come candidato outsider della sinistra radicale), sia con l'attuale sindaco - allora appoggiato dal Pd, non senza diverse defezioni - dopo che Pisapia scelse di non ripresentarsi. Comunque sia, non fa mistero di volerci riprovare Pierfrancesco Majorino, esponente della sinistra dem, oggi consigliere regionale. In chiave continuità ci sarebbe Anna Scavuzzo, attuale vicesindaca, ruolo che ricopre da nove anni, anche lei esponente del Pd. Ma circolano anche nomi esterni ai partiti, in quota "civica". Quando si andrà a votare saranno 16 anni di ininterrotto governo del centrosinistra e ai cittadini, vecchi e nuovi, giovani o anziani, benestanti e dei quartieri popolari, verrà semplicemente posto un quesito: Milano è migliorata o peggiorata?

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