Sala in campo per una forza moderata nel centrosinistra. Ai referendum il no ai quesiti sul Jobs Act
di Giovanna CasadioBeppe Sala
Erano rumors, adesso sono un’agenda di appuntamenti politici per creare un fronte moderato di centrosinistra. Beppe Sala, il sindaco di Milano al suo secondo mandato consecutivo e quindi alla conclusione, si prepara al grande salto nella politica nazionale. E il referendum gli offre una occasione ghiotta perché è lo spartiacque tra riformisti e massimalisti.
Buon tessitore da sempre, da quando riusciva a far ragionare Beppe Grillo, Sala tra una settimana, venerdì prossimo, incontra a Matera alcuni leader per discutere di quello che gli sta a cuore e cioè di “Una politica giusta per l’Italia”, riformista e inclusiva. Barra dritta e l’ambizione di vincere perché, per dirla con il sindaco, “la fascinazione di restare all’opposizione è insopportabile, in politica bisogna vincere”. Intanto con lui venerdì ci saranno Andrea Riccardi, l’ex ministro e fondatore della comunità di Sant’Egidio e Angelo Chiorazzo vice presidente del consiglio regionale della Basilicata. Chiorazzo alle ultime regi…
Erano rumors, adesso sono un’agenda di appuntamenti politici per creare un fronte moderato di centrosinistra. Beppe Sala, il sindaco di Milano al suo secondo mandato consecutivo e quindi alla conclusione, si prepara al grande salto nella politica nazionale. E il referendum gli offre una occasione ghiotta perché è lo spartiacque tra riformisti e massimalisti.
Buon tessitore da sempre, da quando riusciva a far ragionare Beppe Grillo, Sala tra una settimana, venerdì prossimo, incontra a Matera alcuni leader per discutere di quello che gli sta a cuore e cioè di “Una politica giusta per l’Italia”, riformista e inclusiva. Barra dritta e l’ambizione di vincere perché, per dirla con il sindaco, “la fascinazione di restare all’opposizione è insopportabile, in politica bisogna vincere”. Intanto con lui venerdì ci saranno Andrea Riccardi, l’ex ministro e fondatore della comunità di Sant’Egidio e Angelo Chiorazzo vice presidente del consiglio regionale della Basilicata. Chiorazzo alle ultime regionali lucane, dopo essere stato (quasi) candidato governatore, ha capitalizzato l’11%. Un tesoretto da fare fruttare. Magari da investire in un confronto con Ernesto Ruffini, che per lo spazio di un mattino è stato il “papa straniero” del centrosinistra.
Ma il cantiere dei moderati è aperto. A partire da Milano, dai dem riformisti come Lia Quartapelle, e appunto da Sala. I referendum sono un discrimine. Il sindaco di Milano si è espresso sui quesiti: andrà a votare però ai primi due non prende la scheda (come i riformisti del Pd in dissenso dalla linea di Elly Schlein) oppure vota No, fedele al Jobs Act di renziana memoria. Per gli altri è Sì. Soprattutto è convintissimo del Sì sulla cittadinanza, dal momento che le tante battaglie di Sala insieme a + Europa e a Emma Bonino e Riccardo Magi per riformare la cittadinanza e il vecchio Ius soli, sono finite in un nulla di fatto.
Più che a un tassello moderato nel centrosinistra, il sindaco Sala - in movimento verso per una leadership nazionale -, pensa a un restyling del centrosinistra dove, ha detto in passato, manca un pezzo. Ma l’operazione deve essere di ampliamento: vanno aggiunti non uno, ma un mondo di tasselli . Ripete: “Al di là delle definizioni, credo che l’attuale perimetro Pd-M5S-Avs non vada messo in discussione. Elly Schlein lo ha capito. Ricordate il gioco “trova le differenze” della settimana enigmistica? Noi a sinistra tendiamo spesso a fare la stessa cosa . E temo a volte nella mia parte politica la fascinazione per stare all’opposizione . Una cosa che detesto. In politica bisogna vincere. Punto”.
Di mezzo ora ci sono le amministrative, Il sindaco vorrà dire quale successore gli piacerebbe? Per ora risponde con il manifesto della politica come “casa comune”. Ovvero rimettere al centro la persona , tutelare i diritti, promuovere la giustizia sociale , la legalità, l’uguaglianza e la dignità del lavoro. Significa anche ascoltare le “domande che salgono dai territori e trasformarle in scelte politiche concrete, inclusive orientate alla solidarietà e e alla sostenibilità e che in varie parti d’Italia hanno trovato voce in movimenti civici che ora cercano una Casa comune”.