✕

Vittoria Puccini: “Elio Germano? Ha parlato per tutti. Noi attori non siamo dei privilegiati”

L'attrice Vittoria Puccini 

Ascolta l'audio

Parla l’attrice presidente dell'associazione Unita dopo le critiche del ministro Giuli: “Basta con dire ‘di destra’ o ‘di sinistra’. Servono soluzioni per migliorare le condizioni del settore. Sì al confronto con le istituzioni”
2 minuti di lettura

“Elio Germano è un attore e una persona molto attiva nell’aiuto alla propria categoria. La cosa fondamentale è che Elio non ha parlato per sé. Ha parlato a nome di una categoria, e soprattutto dei lavoratori più fragili. Questo è ciò che conta”, dice l’attrice Vittoria Puccini. Come presidente dell'associazione Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo) interviene dopo le critiche del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, (“La sinistra pensava che la cultura fosse roba loro", "avevano intellettuali e li hanno persi, si sono poi affidati agli influencer, ora gli sono rimasti i comici e basta"), a Geppi Cucciari e Elio Germano, durante gli stati generali della cultura a Firenze, la due giorni organizzata dai gruppi parlamentari di FdI. “Dobbiamo contrastare l’idea sbagliata, ma ancora diffusa, che chi fa cinema sia sempre un privilegiato. Non è vero. È una narrazione da invertire, tutti insieme”.

…

“Elio Germano è un attore e una persona molto attiva nell’aiuto alla propria categoria. La cosa fondamentale è che Elio non ha parlato per sé. Ha parlato a nome di una categoria, e soprattutto dei lavoratori più fragili. Questo è ciò che conta”, dice l’attrice Vittoria Puccini. Come presidente dell'associazione Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo) interviene dopo le critiche del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, (“La sinistra pensava che la cultura fosse roba loro", "avevano intellettuali e li hanno persi, si sono poi affidati agli influencer, ora gli sono rimasti i comici e basta"), a Geppi Cucciari e Elio Germano, durante gli stati generali della cultura a Firenze, la due giorni organizzata dai gruppi parlamentari di FdI. “Dobbiamo contrastare l’idea sbagliata, ma ancora diffusa, che chi fa cinema sia sempre un privilegiato. Non è vero. È una narrazione da invertire, tutti insieme”.

David di Donatello, Elio Germano: "Fatico ad ascoltare il ministro Giuli"

Qual è il centro della questione oggi?

“Credo sia fondamentale restare concentrati sui temi, e non farci distrarre dal dibattito politico o dalle modalità con cui certe cose vengono dette. Non vorrei più sentire parlare di voci di destra o voci di sinistra. Vorrei che ci si concentrasse sulle problematiche reali, concrete, e si lavorasse per trovare soluzioni efficaci che migliorino le condizioni dei lavoratori e dell’intera industria cinematografica. Un’industria che ha un valore enorme, non solo culturale, ma anche economico, per il nostro Paese. Il cinema è sempre stato un fiore all’occhiello anche da un punto di vista produttivo, con ricadute importanti su altri settori”.

Come associazione di categoria avete cercato un dialogo con le istituzioni?

“Assolutamente sì. Il confronto con le istituzioni è qualcosa che abbiamo sempre cercato di mantenere reale, aperto e continuo. Noi conosciamo il nostro mestiere, sappiamo quali sono le difficoltà e possiamo offrire strumenti e soluzioni per affrontarle. È fondamentale che ci sia ascolto”.

Secondo lei Germano ha reagito a un fatto dal quadro del ministro troppo roseo, distante dalla realtà?

“È oggettivo che ci sia stata una forte contrazione del lavoro nel nostro settore. Questo dato è stato riportato da tantissimi lavoratori e anche dalle associazioni delle troupe e delle maestranze. Va presa coscienza di questa crisi e vanno trovati strumenti concreti per affrontarla. E questo può avvenire solo attraverso un ascolto. È una realtà oggettiva, e proprio per questo motivo la denuncia merita rispetto da parte delle istituzioni. Rispetto e ascolto. È quello che chiediamo, e da lì ripartiamo: mettiamoci a lavorare sulle problematiche, affrontiamole davvero, portiamo soluzioni che possano migliorare le condizioni dei lavoratori e rafforzare l’intera industria cinematografica. Questo si può fare solo attraverso un confronto aperto, costruttivo, continuo, quello che, come associazione, abbiamo sempre cercato di costruire”.

Quali gli altri temi urgenti da discutere?

“Ce ne sono diversi. Per esempio, anche per gli interpreti ci sono questioni cruciali. Una su tutte è l’intelligenza artificiale, su cui abbiamo avviato un’interlocuzione molto proficua con il ministero della Cultura, in particolare con il sSottosegretario Borgonzoni. È stato stabilito che, per accedere al tax credit, le produzioni devono rispettare delle regole precise a tutela degli interpreti e del diritto d’autore. Questo è un passo importante, ma ovviamente c’è tanto lavoro ancora da fare per la nostra categoria. C’è il tema del welfare, per esempio, che abbiamo già portato all’attenzione delle istituzioni, insieme a delle nostre proposte. È proprio questo il punto: non serve concentrarsi sulle modalità o sui toni, ma sulle problematiche vere, che richiedono soluzioni condivise e concrete”.

Leggi i commenti