✕

Csm sul dl sicurezza: “Rischia di innescare contestazioni. Il sistema giudiziario ne risentirà”

Ascolta l'audio

Il decreto nel parere approvato dal plenum del Consiglio superiore della magistratura
2 minuti di lettura

Un provvedimento in grado di innescare una spirale, e di "incentivare paradossalmente", anziché scongiurare, "il ricorso a forme di disobbedienza e contestazioni". Una pioggia di nuovi reati e sanzioni che, al di là delle modalità con cui è stato sottratto al suo iter e dibattito parlamentare già in corso, "rischia di avere effetti dirompenti" sul sistema giustizia. Ecco il decreto Sicurezza nel parere approvato oggi, dal plenum del Consiglio superiore della magistratura con i 4 voti contrari (i laici di centrodestra, Eccher, Bertolini, Aimi e Bianchini) e un astenuto (l’altro laico Giuffrè), dopo un dibattito non privo di asprezze e contraddittorio tra vari togati e laici di destra.

Il documento, chiuso tre giorni dalla Sesta commissione …

Un provvedimento in grado di innescare una spirale, e di "incentivare paradossalmente", anziché scongiurare, "il ricorso a forme di disobbedienza e contestazioni". Una pioggia di nuovi reati e sanzioni che, al di là delle modalità con cui è stato sottratto al suo iter e dibattito parlamentare già in corso, "rischia di avere effetti dirompenti" sul sistema giustizia. Ecco il decreto Sicurezza nel parere approvato oggi, dal plenum del Consiglio superiore della magistratura con i 4 voti contrari (i laici di centrodestra, Eccher, Bertolini, Aimi e Bianchini) e un astenuto (l’altro laico Giuffrè), dopo un dibattito non privo di asprezze e contraddittorio tra vari togati e laici di destra.

Il documento, chiuso tre giorni dalla Sesta commissione di Palazzo Bachelet, si concentra sugli aspetti tecnici, com'è ovvio, e verrà inviato al ministro della Giustizia Carlo Nordio. ''Esula dal perimetro della competenza consiliare ogni considerazione relativa alle ragioni per cui le disposizioni di un disegno di legge in materia penale in avanzata fase di esame parlamentare siano state trasfuse in un atto normativo urgente - si legge nel documento - Il decreto-legge contiene una variegata serie di modifiche normative orientate generalmente a un ricorso accentuato allo strumento penale, declinato nelle due forme dell'inasprimento delle pene attualmente previste e dell'introduzione di nuove fattispecie di reato''. Ma quali saranno gli esiti? Davvero promettono di mantenere quel patto di maggiore sicurezza? Uno degli aspetti del parere appena licenziato dal parlamentino del Csm sembra drasticamente smentire, in punto di diritto, la tesi del governo: in particolare per le nuove norme che sanzionano la resistenza passiva in carcere e nei Cpr.

"Ad essere punita sarebbe anche la resistenza passiva: novità pressoché assoluta per il nostro ordinamento, sin qui solidamente ancorato al principio della irrilevanza penale delle condotte di mera inazione rispetto all’ordine impartito dall’autorità", si legge nell'analisi del Csm. Ma "l’equiparazione, in termini di astratta risposta sanzionatoria, tra le condotte di mera resistenza passiva e quelle caratterizzate da violenza e minaccia potrebbe prestarsi a rilievi di irragionevolezza e avere, in ottica general-preventiva, effetti contrari a quelli presumibilmente attesi, finendo paradossalmente per incentivare il ricorso a forme dicontestazione o disobbedienza dotate di maggiore pericolosità e carica offensiva". Tra l'altro, osservano ancora i consiglieri che firmano il parere (relatore Paolini, consiglieri Cosentino, Romboli, D'Auria e Fontana): ''L'impatto complessivo che le nuove disposizioni potranno avere sul carico di lavoro e sull'assetto organizzativo degli uffici non è del tutto prevedibile. È però evidente - si segnala nel parere - che il sistema giudiziario non potrà non risentirne''. Non solo. Sulle ricadute "dirompenti" che il dl Sicurezza potrà avere sugli uffici, arriva durante il dibattito in plenum anche l'analisi pacata e severa della prima presidente della Cassazione Margherita Cassano. "Vengono introdotti in un solo colpo decine e decine di nuovi reati, che porteranno un aggravio rilevante sulla domanda di giustizia. Si creeranno così delle aspettative di giustizia rispetto alle quali il sistema, per le forze di cui dispone, non sarà in grado di fornire un'adeguata risposta. Ecco perché penso sia dovere del Consiglio superiore in un'ottica di leale collaborazione tra autorità dello Stato, e lo dico senza nessuna pretesa di invadere l'ambito del legislatore, richiamare l'attenzione in sede di conversione sulle ricadute che rischiano di avere pesanti effetti per gli uffici giudiziari. Se continuano a essere emanate una pluralità di leggi spesso sullo stesso ambito di materia, in un breve arco di tempo, senza risolvere prima il tema del coordinamento e anche dell'ambito effettivo dell'intervento penale, si provocano ricadute con effetti dirompenti sul sistema giudiziario". "Che Paese stiamo diventando - sottolinea il consigliere di Area, Tullio Morello - A queste parole si può aggiungere un punto esclamativo, un punto interrogativo o i puntini di sospensione. Io penso che siamo un Paese molto diviso e il Paese invece ha bisogno di unirsi''. Criticità espresse anche dalla togata di Mi, il gruppo più vicino al governo, Bernadette Nicotra, che indica l'abuso di 'decretazione d'urgenza in materia penale, e non solo da parte di questo governo. Mi chiedo se effettivamente ci fosse necessità e urgenza per questo intervento''.Nettamente lontani dalle critiche, i laici di destra. Ed in particolare la consigliera, quota Lega, Isabella Bertolini che contesta il contenuto di quel provvedimento approvato in plenum. ''Questo parere non serve a nulla, potevamo spendere meglio le nostre energie''.

Leggi i commenti