Sergio Mattarella e Mario Draghi insieme in campo per spronare l’Europa a rimanere fedele alle sue ragioni. «I valori dell’Unione europea non ammettono compromessi morali», avvisa il presidente della Repubblica, parlando all’università di Coimbra, che ieri lo ha insignito del dottorato honoris causa in economia. Quali sono questi valori? Dialogo costruttivo. Senso del bene comune. Etica deontologica. Disposizione a innovare e ad accumulare capitale sociale produttivo. Il monito è rivolto chi pensa di svendere questo patrimonio al miglior offerente, per spuntare qualche rendita provvisoria nel risiko della nuova geopolitica.
Un altro valore che non ammette compromessi morali è l’antifascismo. Mattarella cita infatti la Resistenza al nazifascismo che accomuna l’Italia al Portogallo. «Abbiamo affrontato battaglie simili affinché prevalessero nelle nostre società gli ideali di democrazia, libertà, rispetto dei diritti dei cittadini e pluralismo politico, ripudiando regimi autoritari e osc…
Sergio Mattarella e Mario Draghi insieme in campo per spronare l’Europa a rimanere fedele alle sue ragioni. «I valori dell’Unione europea non ammettono compromessi morali», avvisa il presidente della Repubblica, parlando all’università di Coimbra, che ieri lo ha insignito del dottorato honoris causa in economia. Quali sono questi valori? Dialogo costruttivo. Senso del bene comune. Etica deontologica. Disposizione a innovare e ad accumulare capitale sociale produttivo. Il monito è rivolto chi pensa di svendere questo patrimonio al miglior offerente, per spuntare qualche rendita provvisoria nel risiko della nuova geopolitica.
Un altro valore che non ammette compromessi morali è l’antifascismo. Mattarella cita infatti la Resistenza al nazifascismo che accomuna l’Italia al Portogallo. «Abbiamo affrontato battaglie simili affinché prevalessero nelle nostre società gli ideali di democrazia, libertà, rispetto dei diritti dei cittadini e pluralismo politico, ripudiando regimi autoritari e oscurantisti. Ho sempre trovato particolarmente evocativo che le rispettive ricorrenze del 25 aprile accomunino il popolo portoghese a quello italiano».
Nell’aula dell’ateneo, pavesato a festa, c’è anche l’ex premier Mario Draghi. I due hanno viaggiato insieme. Tre ore in aereo da Roma. E oggi interverranno al simposio Cotec dal titolo “Call to action”, un vertice che riunisce i capi di Stato di Italia, Portogallo e Spagna per rilanciare i rapporti Draghi e Letta sulla competività europea. Si erano lasciati con le dimissioni di Draghi al Quirinale, nel luglio 2022. Due mesi dopo il voto, con la vittoria di Giorgia Meloni. Sembra passato un secolo.
Le sei del pomeriggio a Coimbra. Splendida e dolente, la città sembra il set di un film ispirato a Cent’anni di solitudine. L’università è sulla collina. Fondata nel 1290 è la più antica istituzione universitaria del Portogallo, una delle antiche al mondo, patrimonio dell’umanità. Ospita 30mila studenti, di 118 nazionalità diverse: 446 sono gli italiani. Per arrivarci da Lisbona in questi giorni bisogna farsi il segno della croce. Da una settimana lo sciopero dei ferrovieri ha totalmente messo in ginocchio il traffico dei treni.
L’università conferisce il dottorato in economia a Mattarella, e in giurisprudenza al re di Spagna, Filippo VI, quali «persone eminenti e degne di questa distinzione». Tra le motivazioni per Mattarella c’è la sua capacità di mediazione in una politica, come quella romana, polarizzata. Menzionano pure la sua difesa degli studenti manganellati dalla polizia nel febbraio di un anno fa.
Al suo arrivo trova gli studenti italiani che nel cortile intonano l’inno di Mameli. Il presidente, a braccetto col Capo di Stato portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, li va a salutare. Cerimonia intrecciata di riti. Gli studenti posano a terra i propri mantelli quale gesto di rispetto e Mattarella e il re Felipe vengono invitati a camminarci sopra. Mattarella indossa il mantello e l’abito talare, con la mozzetta — simbolo della scienza — poggiato sulle spalle. Lo invitano a tenere “una breve ed elegante orazione”, alla fine della quale il preside della facoltà dell’economia José Manuel Mendes gli sistema il bellissimo tocco sul capo.
Non cedere sui valori, quindi. Ma anche cambiare passo. L’Europa è chiamata a uno sforzo titanico nel nuovo mondo. Draghi un anno fa aveva invitato i paesi Ue a unire le forze per una «strategia complessiva». Un report preveggente, perché denunciò i rischi del protezionismo Usa. Sottolineò che i paesi europei si comportano da concorrenti, con lo sguardo verso «l’interno piuttosto che verso l’esterno». Rimarcò l’urgenza di «un piano industriale», specie in campo tecnologico. E di un sistema di difesa comune e servizi energetici integrati. I temi su cui Mattarella insiste da sempre.