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Meloni, premier time alla Camera. Schlein: “Smantellata la sanità”. La replica: “Solo macumbe”

(ansa)
Ad Avs che protesta su Gaza: “Non ritireremo l’ambasciatore in Israele”. Scontro con Conte sul riarmo, l’ex presidente del Consiglio: “Abbiamo portato 209 miliardi, ci provi lei”. Istituito “gruppo di lavoro a Chigi sul disagio giovanile”. Magi di +Europa in Aula travestito da fantasma con scritto “referendum”
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Con la prima interrogazione, posta da FdI sul disagio giovanile, è iniziato verso le 16 alla Camera il premier time, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo round del premier time di mercoledì scorso al Senato.

"È mia intenzione istituire a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro per affrontare questa materia”, ha risposto Meloni che ha aggiunto: "Non so dire dove può portarci iniziativa di questo tipo ma posso dire per certo che non è tempo perso".

A Montecitorio la premier ha davanti quasi tutti i leader delle opposizioni: la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che dà battaglia sulla sanità. Il presidente del M5s Giuseppe Conte che la incalza sul ReArm Europe. E poi, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra con un quesito su Gaza.

Scontro con Avs su Gaza

È proprio su Gaza che il dibattito si scalda. "Poco fa ha ricordato di essere madre: di fronte a tutto questo orrore non ha condannato Netanyahu: è in grado di condannare? – incalza Bonelli – …

Con la prima interrogazione, posta da FdI sul disagio giovanile, è iniziato verso le 16 alla Camera il premier time, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo round del premier time di mercoledì scorso al Senato.

"È mia intenzione istituire a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro per affrontare questa materia”, ha risposto Meloni che ha aggiunto: "Non so dire dove può portarci iniziativa di questo tipo ma posso dire per certo che non è tempo perso".

A Montecitorio la premier ha davanti quasi tutti i leader delle opposizioni: la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che dà battaglia sulla sanità. Il presidente del M5s Giuseppe Conte che la incalza sul ReArm Europe. E poi, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra con un quesito su Gaza.

Scontro con Avs su Gaza

È proprio su Gaza che il dibattito si scalda. "Poco fa ha ricordato di essere madre: di fronte a tutto questo orrore non ha condannato Netanyahu: è in grado di condannare? – incalza Bonelli – Di proporre sanzioni? Ritirerà l'ambasciatore? Proporrà di realizzare uno Stato di Palestina?".

"Non abbiamo condiviso diverse scelte – la risposta – e non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo che non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c'era un disegno alla base dei disumani attacchi di Hamas e la crudeltà rivolta agli ostaggi". “In questi mesi a più riprese ho sentito il primo ministro Netanyahu, – continua – sono state conversazioni spesso difficili in cui ho sempre richiamato l'urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità e rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Una richiesta che rinnovo anche oggi, a fronte di una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile".

Tuttavia – aggiunge Meloni – “non è intenzione del governo di ritirare l’ambasciatore in Israele”.

Replica che non soddisfa i deputati di Avs che si alzano in piedi rumoreggiando, mentre il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi indossa una kefiah. Bonelli poi prosegue alzando il tono della voce: "Lei sta facendo un calcolo politico. Lei è stata profondamente ipocrita, non ha coraggio di condannare uno sterminio e di questo si deve vergognare".

Batti e ribatti con Conte sulle spese per la difesa

La tensione è risalita quando ha preso la parola Giuseppe Conte per la sua interrogazione sul riarmo. "Lo scorso 6 marzo in Consiglio Europeo ha dato il primo fondamentale sì a un piano per spese fino 800 miliardi di fatto per riarmare la Germania – l’incipit del presidente del M5s – . E grazie a un altro suo sì l'Italia ha un cappio al collo e deve tagliare su tutto tramite le armi" questo "ci impedirà un progetto di difesa europea, questo sì era utile" ma lei "ha dato priorità alle armi rispetto alle urgenze di cittadini e imprese che continua a disconoscere: perché si è fatta fregare così in Europa per due volte?".

"Sono affascinata da questa sua recente passione antimilitarista che però nessuno ha avuto modo di apprezzare quando era presidente del Consiglio dei ministri. Sarà stato uno dei tanti Giuseppi...". La replica sarcastica della premier che aggiunge: "Io non cambio idea in base a dove gira il vento”.

Conte controreplica: "Lei coglie sempre l'occasione per buttarla in caciara, queste sono reazioni fanciullesche" e rivendica i dati del pil e dell'economia quando era premier. "I fatti dicono che io ho portato la percentuale di Pil all'1,4%, abbiamo speso un miliardo per le armi, ma abbiamo portato 209 miliardi. Ci provi lei".

Poi Conte sfida Meloni e il governo chiedendo un minuto di silenzio su Gaza. "Rivolgo un appello a tutti, al di là del colore politico: diamo un segno di umanità, "alziamoci tutti in piedi". Ma il governo resta seduto - così la maggioranza - e Conte osserva: "Lei Meloni resta seduta?".

Schlein attacca sulla sanità: “Perché la state smantellando?”

"La sanità pubblica è al collasso, liste di attesa al collasso. Mancano 30 mila medici, 70 mila infermieri, la migrazione sanitaria da sud a nord è aumentata. Voi avete portato la spesa sanitaria al minimo storico dagli ultimi 15 anni, le ho portato un grafico. Avete fatto un decreto fuffa senza risorse sulla lista d'attesa. La mia domanda è semplice: perché state smantellando la sanità pubblica italiana?". Così la segretaria Pd Elly Schlein.

"È sempre più complesso confrontarsi con chi per fare propaganda è costretto a mentire", la replica della premier. "Noi vogliamo scrivere il nuovo piano sanitario nazionale" che è stato scritto nel 2011, "spero che voi possiate darci una mano invece di fare le macumbe per sperare che le cose vadano male per risalire nei sondaggi".

"Io non so da quanto tempo non va in un ospedale – ribatte Schlein – . Quando era al governo l'avete messo voi un tetto alle assunzioni negli ospedali. La gente non si riesce a curare, si vergogni!". "Volete una sanità a misura del portafogli delle persone" e questa è una "vera e propria tassa Meloni, curarsi è diventato un lusso". In tutto questo, "c'è chi ci guadagna con le cliniche private". "Per lei se qualcosa non funziona è sempre colpa di qualcun altro" ma "dopo tre anni non ci sono scuse, la colpa è sua e gli italiani non sono fessi", ha aggiunto.

Magi in Aula travestito da fantasma con la scritta “referendum”: espulso

Silenzio sul referendum, Magi vestito da fantasma alla Camera: il presidente Fontana lo espelle

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha espulso dall'Aula il deputato di Più Europa Riccardo Magi, perché durante il premier time si è presentato nell'emiciclo vestito da fantasma con su la scritta "referendum".

La scelta fatta da Magi è stata dettata dal fatto che Più Europa non ha potuto rivolgere alla presidente del Consiglio la sua interrogazione sulla mancata copertura Rai del referendum e sugli inviti rivolti da maggioranza e esponenti del governo a non recarsi a votare l'8 e il 9 giugno in quanto, per regolamento, spettava all'altra componente del gruppo Misto, le minoranze linguistiche.

"13.500 forze dell'ordine per potenziare la sicurezza”

"Sono felice di annunciare che il governo ha disposto l'invio di oltre 13.500 unità tra carabinieri, poliziotti e finanzieri per potenziare la sicurezza nei territori, ai quali si aggiungono circa 3mila vigili del fuoco. Aiuteremo chi ci aiuta, proteggeremo chi ci protegge e difenderemo chi ci difende, perché è quello che fa uno Stato giusto e normale". Lo ha detto la presidente del Consiglio rispondendo all’interrogazione del capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, sulle iniziative a tutela delle forze dell'ordine e del comparto del soccorso pubblico. “Ci sarà sempre la libertà di protestare e di manifestare in questa nazione. Ma finché saremo noi al governo non ci sarà la libertà di insultare o malmenare chi ha scelto di sacrificarsi per difendere le persone per bene", ha aggiunto Meloni.

“Sbagliata la transizione solo verso elettrico: aiuta la Cina”

Sull'automotive "abbiamo tenuto l'anticipo alla seconda parte del 2025 della revisione dell'intero regolamento sui veicoli leggeri. In quella sede, sulla scorta del non-paper promosso da Italia e Repubblica ceca, sostenuto da altri 15 governi, punteremo a riaffermare il principio di neutralità tecnologica, aprendo così a tutti i carburanti alternativi che possono contribuire alla decarbonizzazione del settore. Continuiamo a ritenere sbagliato, sul piano industriale ma anche sul piano geopolitico, per seguire unicamente la transizione verso l'elettrico, le cui filiere oggi sono in gran parte controllate dalla Cina". Così Meloni rispondendo a una interrogazione di FI.

"Abbiamo dialogato con serietà con Stellantis: l'azienda si è impegnata a mantenere in attività i suoi siti produttivi, a tutelare l'occupazione, a effettuare investimenti annui pari a 2 miliardi circa e ad acquisti per 6 miliardi di euro da fornitori italiani fino al 2030. Chiaramente bisognerà tutti insieme valutare sul rispetto di questi impegni, senza pregiudizi, senza favoritismi, che è l'approccio che questo governo ha con Stellantis come con tutte le altre aziende che operano in Italia".

"Spread sotto 100, titoli italiani più sicuri dei tedeschi”

"Sapete che non ho mai reputato lo spread un totem" ma "oggi è sotto i 100 punti", cioè "i titoli di Stato italiani vengono considerati più sicuri dei titoli di Stato tedeschi, penso che una riforma importante che ha fatto questo governo sia stata quella della serietà, della fine delle politiche dei bonus utili per il consenso ma dannose per economia e lavoratori". Lo ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a una interrogazione di Maria Elena Boschi per Italia Viva. “Meloni continua a mentire agli italiani. Ama raccontare un’Italia da favola. Peccato che, fuori da Meloniland, la realtà sia un’altra”, la replica dell’ex ministro.

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