Via libera all’aumento dei contratti delle aziende che devono realizzare il ponte sullo Stretto. Oggi in consiglio dei ministri Matteo Salvini porterà il disegno di legge Infrastrutture, e tra la varie norme ci saranno quelle che riguardano la grande opera: anche se dalla società Stretto di Messina, committente per lo Stato, assicurano che comunque il tetto resterà a 13,5 miliardi di euro come previsto dalla legge di bilancio. Mentre dal dl potrebbe saltare l’altro articolo che riguardava la proroga della concessione di un pezzo del porto di Genova al gruppo Spinelli: gli uffici di Palazzo Chigi avrebbero preso tempo e chiesto di non inserire il passaggio atteso. E si sussurra di una certa tensione sul punto tra Salvini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Di certo ci saranno le norme che riguardano il Ponte. Con il decreto Salvini varato nel 2023, il governo Meloni ha rimesso in piedi la vecchia gara e i vecchi contratti. Nel frattempo però, tra inf…
Via libera all’aumento dei contratti delle aziende che devono realizzare il ponte sullo Stretto. Oggi in consiglio dei ministri Matteo Salvini porterà il disegno di legge Infrastrutture, e tra la varie norme ci saranno quelle che riguardano la grande opera: anche se dalla società Stretto di Messina, committente per lo Stato, assicurano che comunque il tetto resterà a 13,5 miliardi di euro come previsto dalla legge di bilancio. Mentre dal dl potrebbe saltare l’altro articolo che riguardava la proroga della concessione di un pezzo del porto di Genova al gruppo Spinelli: gli uffici di Palazzo Chigi avrebbero preso tempo e chiesto di non inserire il passaggio atteso. E si sussurra di una certa tensione sul punto tra Salvini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Di certo ci saranno le norme che riguardano il Ponte. Con il decreto Salvini varato nel 2023, il governo Meloni ha rimesso in piedi la vecchia gara e i vecchi contratti. Nel frattempo però, tra inflazione e costi delle materie prime, la cifra necessaria a realizzare l’opera è lievitata. Ma per aggiornare i contratti con le singole aziende del consorzio Eurolink, che nel 2010 ha vinto la gara, occorre una deroga. Che arriverà con il dl Infrastrutture, appunto.
In soldoni, nel testo si prevede la «qualificazione della Stretto di Messina quale stazione appaltante», che consente alla spa pubblica di gestire direttamente le procedure di gara per l’affidamento di appalti per servizi e forniture. Inoltre con lo stesso dl verranno ribaditi i criteri di aggiornamento dei contratti per il project manager, la Parsons Transportation Group, e per chi ha ricevuto l’incarico di fare il monitoraggio ambientale: la rete di imprese guidata da Edison Next Environment. Dalla società Stretto di Messina assicurano che «ovviamente sarà rispetto il limite massimo del 50 per cento di aumento fissato dalla normativa europea».
Potrebbero invece saltare le altre norme del dl sul porto di Genova. Il Consiglio di Stato ha bocciato la concessione del terminal al gruppo Spinelli perché sarebbe stato usato in prevalenza per container, mentre il piano portuale lo assegna come multipurpose. La norma nel dl avrebbe dovuto consentire di evitare il conflitto per alcuni casi tra previsione nei piani regolatori di alcune aree e effettivo utilizzo. Una norma molto attesa dal gruppo di Aldo Spinelli, che ha patteggiato una condanna per corruzione nell’indagine che ha coinvolto anche l’ex governatore ligure Giovanni Toti.