ROMA – "Alfieri" sì, ragazzi "che si sono spesi per il prossimo", che hanno mostrato coraggio o speciale impegno civico. "Ma voi siete ragazzi normali, come tanti nel nostro Paese , per fortuna", li ringrazia Sergio Mattarella, ricordando che il loro esempio mostra come non ci si possa né ci si debba "rassegnare alle cattive notizie".
Il presidente della Repubblica, nel conferire gli attestati di alfiere a 29 giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, o nel volontariato, spiega che "è sempre esistita negli esseri umani" la tentazione di vivere per inseguire "solo il proprio interesse", o giochi di affermazione e potere: "voi invece testimoniate che si può vivere …
ROMA – "Alfieri" sì, ragazzi "che si sono spesi per il prossimo", che hanno mostrato coraggio o speciale impegno civico. "Ma voi siete ragazzi normali, come tanti nel nostro Paese , per fortuna", li ringrazia Sergio Mattarella, ricordando che il loro esempio mostra come non ci si possa né ci si debba "rassegnare alle cattive notizie".
Il presidente della Repubblica, nel conferire gli attestati di alfiere a 29 giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, o nel volontariato, spiega che "è sempre esistita negli esseri umani" la tentazione di vivere per inseguire "solo il proprio interesse", o giochi di affermazione e potere: "voi invece testimoniate che si può vivere la vita aiutando gli altri a superare momento di difficoltà, riuscendo a impegnarvi e a costruire il bene comune".
Si tratta si doti che, rimarca il Capo dello Stato, "irrobustiscono e fanno progredire la vita comune". In un tempo, sembra dire Mattarella, in cui la narrazione di guerre e prepotenza sembra andare di pari passo alla ricerca di "qualcosa di più importante e molto più solido" che ci veda uniti.
Tra Maddalena e Giada, tra Samuel ed Erik, tra Camilla e Riccardo e tanti altri, da nord a sud ecco sfilare, nelle brevi e dense motivazioni, sfide sociali e prove di solidarietà, l'intuizione di chi ha inventato un'app che incide su diagnosi tempestive del Parkinson oppure opere di assistenza a bambini disabili, o ancora gesti fulminei che hanno consentito la salvezza di un anziano, o di una ragazzina.
"In quello che avete fatto e che tanti fanno c'è il rifiuto" di quell'egoismo - sottolinea il presidente della Repubblica – , "c'è una visione diversa, alternativa della vita" rispetto a quella che "c'è sempre stata" di chi "pensa che la vita sociale si esaurisca nell'affermare sé stessi, se non calpestando le esigenze altrui". Non il gruppo folto di ragazze e ragazzi che oggi sono emozionati e quasi tutti rigidi, nelle loro giacche nuove, i genitori al fianco, sul parquet intarsiato e le luci della Sala degli Specchi del Quirinale.
Mattarella parla ai cittadini Millenials o della Generazione Z. "I tempi cambiano. Cambiano gli strumenti che la scienza pone a nostra disposizione, quindi cambiano anche le modalità di vita, di comunicazione, di utilizzo di strumenti - spiega - e molti di voi hanno utilizzato questi strumenti nuovi o hanno fatto un uso nuovo di strumenti che esistevano già o hanno perseguito delle forme espressive nuove per stringere rapporti di solidarietà generosamente aperti agli altri".
Strumenti nuovi, insomma: ma le "esigenze ambientali da tutelare, le esigenze sociali da affrontare" sono quelle che "risolvono problemi comuni, che arricchiscono la vota di tutti. Questo dimostra che accanto alle sempre perenni e presenti tradizionali forme di generosità, di solidarietà, di ci sono strumenti nuovi che sono veicolo per gli stessi valori di vita che avete perseguito".