La corsa referendaria di Cgil e centrosinistra, in vista del voto dell’8 e 9 giugno, è in pieno svolgimento: ieri il sindacato ha organizzato una manifestazione a Bologna, la segretaria del Pd Elly Schlein ha invitato i segretari regionali del partito al massimo impegno e mobilitazione, mentre nel frattempo in Rai una circolare ai dipendenti e collaboratori contro l’impegno referendario ed elettorale firmata dall’ad Giampaolo Rossi viene impugnata al tribunale del Lavoro.
Ma andando con ordine, Maurizio Landini era in piazza nel capoluogo emiliano. Questi referendum «hanno provato a oscurarli, a cancellarli, a silenziare la campagna referendaria — dice il segretario generale della Confederazione —. Io penso perché questa destra di governo abbia paura, invita all’a…
La corsa referendaria di Cgil e centrosinistra, in vista del voto dell’8 e 9 giugno, è in pieno svolgimento: ieri il sindacato ha organizzato una manifestazione a Bologna, la segretaria del Pd Elly Schlein ha invitato i segretari regionali del partito al massimo impegno e mobilitazione, mentre nel frattempo in Rai una circolare ai dipendenti e collaboratori contro l’impegno referendario ed elettorale firmata dall’ad Giampaolo Rossi viene impugnata al tribunale del Lavoro.
Ma andando con ordine, Maurizio Landini era in piazza nel capoluogo emiliano. Questi referendum «hanno provato a oscurarli, a cancellarli, a silenziare la campagna referendaria — dice il segretario generale della Confederazione —. Io penso perché questa destra di governo abbia paura, invita all’astensione perché teme cosa voteranno i lavoratori, cittadini, pensionati e gli studenti». Raggiungere il quorum del 50 per cento non sarà affatto semplice, ma comunque «usciamo da questa campagna più forti di prima. Non chiediamo una preferenza, non chiediamo un seggio. Noi chiediamo un voto per un paese migliore e questo le persone lo capiscono». Continua a far discutere, in questo senso, l’invito all’astensione non solo di Ignazio La Russa o Matteo Salvini, ma pure quello della segretaria della Cisl Daniela Fumarola. Lei tira dritto: «Lo strumento referendario è sbagliato per i quesiti che vengono posti, compreso quello sulla cittadinanza».
Schlein è ottimista: «Gli italiani possono ancora stupirci, come è accaduto nel 2011 quando c’era da difendere l’acqua come bene comune». Il Pd oggi «è il partito del lavoro», ha spiegato parlando ai vertici regionali dem riuniti al Nazareno. E anche M5S e Avs, oltre a +Europa, sono mobilitati in tutta Italia.
Intanto dalla Rai, già accusata di “censura” dalle opposizioni visto il silenzio sul referendum, peraltro certificato dai dati, arriva un altro caso. Il 5 maggio scorso Rossi ha inviato una circolare interna rivolta a chi lavora nella radio tv di Stato. Riguarda tutti, anche le partite Iva o i cococo. Coloro che sono candidati, anche in un piccolo comune, dovranno mettersi in ferie o permesso, oppure stare in aspettativa; ma non solo, anche chi è impegnato nella campagna referendaria dovrà comunicarlo all’azienda, cosicché sarà depennato dai titoli di coda delle trasmissioni. «Siamo alla sospensione dei diritti civili, è una enormità», denuncia il segretario della Sll Cgil Riccardo Saccone. Tramite gli avvocati Carlo De Marchis Gómez e Matilde Bidetti sono stati presentati due ricorsi a Roma, uno di una singola lavoratrice e uno collettivo come associazione nazionale lotta alle discriminazioni (Anlod): «La penalizzazione che inibisce il diritto fondamentale ad esprimere liberamente il proprio pensiero ed associarsi è oggettiva», scrivono i ricorrenti.