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"Un fantasma, Italia umiliata”. Le opposizioni attaccano Meloni esclusa dal vertice dei volenterosi

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Conte: “Il nostro Paese in panchina, senza voce e ruolo”. Renzi: “La premier un’influencer ininfluente”. Bonelli: “Fa la comparsa”
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Un’altra foto senza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un altro tavolo di trattativa e confronto Kiev-Washington senza l’Italia. A Tirana, a margine del vertice della Comunità politica europea, quattro leader – Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk – si fermano a parlare con Volodymyr Zelensky e con lui telefonano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La premier italiana – che pure è a Tirana per il summit – ancora una volta non è nello scatto-simbolo dei “Volenterosi” europei al fianco dell’Ucraina. E le opposizioni attaccano.

Le opposizioni: “Fa la comparsa”

"Per l'ennesima volta in questi giorni decisivi – commenta il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte – mentre i leader dei Paesi europei e Zelensky si …

Un’altra foto senza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un altro tavolo di trattativa e confronto Kiev-Washington senza l’Italia. A Tirana, a margine del vertice della Comunità politica europea, quattro leader – Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk – si fermano a parlare con Volodymyr Zelensky e con lui telefonano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La premier italiana – che pure è a Tirana per il summit – ancora una volta non è nello scatto-simbolo dei “Volenterosi” europei al fianco dell’Ucraina. E le opposizioni attaccano.

Le opposizioni: “Fa la comparsa”

"Per l'ennesima volta in questi giorni decisivi – commenta il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte – mentre i leader dei Paesi europei e Zelensky si confrontano con Trump sulla guerra in Ucraina, l'Italia non c'è. Lo apprendiamo da una nota della presidenza ucraina di poco fa".

Secondo l’ex premier, "è la conferma, che arriva dopo i collegamenti da remoto di Meloni e i colloqui telefonici del segretario di Stato degli Usa Rubio, che hanno tagliato fuori l'Italia. Dopo il fallimento di aver inviato armi 'fino alla vittoria militare dell'Ucraina', Meloni ha messo l'Italia in panchina. Senza voce, senza ruolo”. Poi l’affondo finale: “Dopo il 'fantasma' in Parlamento, ecco il 'fantasma' nei vertici internazionali: Giorgia Meloni”.

Il leader di Italia viva Matteo Renzi si limita a un giudizio lapidario su X: “Giorgia Meloni ovvero l'Influencer ininfluente. Che umiliazione per l'Italia".

“Ormai l'indovinello su 'chi manca?' è diventato troppo facile”, ironizza la senatrice di Italia viva Raffaella Paita. “Manca sempre la premier italiana, altro che 'ponte'. Dopo il Vaticano e il treno per Kiev, adesso anche Tirana".

Non solo, continua la parlamentare renziana: "Oggi Meloni ha superato se stessa: è riuscita a farsi escludere da un vertice avvenuto a margine di un evento al quale la premier era presente. Con l'ulteriore beffa del colloquio telefonico dei cinque, Macron, Starmer, Merz, Tusk e Zelensky, con il presidente Trump”.

"Dimostrazione evidente – conclude – che i leader europei non hanno bisogno che Meloni faccia da 'ponte' per interloquire con Washington”.

Rincara la dose il deputato di Avs e portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli: “A Tirana Macron, Zelensky, Starmer, Tusk e Merz si incontrano e parlano persino al telefono con Trump. E Giorgia Meloni? Ancora una volta esclusa. Possiamo dirlo chiaramente: fa la comparsa mentre l'Italia viene tenuta fuori dalle decisioni che contano".

La replica della premier

Scura in volta, la presidente del Consiglio a Tirana decide di rilasciare alla stampa un’unica dichiarazione per contraddire la lettura delle opposizioni: “L'Italia – scandisce la premier – ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina. Non avrebbe senso per noi partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità”. Versione tuttavia smentita a stretto giro dal presidente francese Macron: “C'è un errore di interpretazione, non abbiamo parlato di inviare truppe, la discussione era per un cessate il fuoco in Ucraina”.

Lo scambio rinfocola le polemiche italiane. "Quel formato non è determinato dalla volontà di mandare truppe in Ucraina”, commenta il leader di Azione Carlo Calenda. “C'è una questione più profonda. Da un lato la Francia che fa di tutto per escluderci e dall'altro noi che cadiamo in questa trappola. Ed è un grave errore".

"Meloni dirà che è colpa delle macumbe delle opposizioni – dice il segretario di +Europa Riccardo Magi – ma la realtà è che l’ambiguità non paga. Il governo non ha ancora deciso se stare con l’Europa o con Trump e resta esclusa. Adesso – insiste il deputato – però l’Europa deve avere la forza di ritagliarsi un ruolo da protagonista nelle trattative tra Ucraina e Russia: dal futuro di Kiev dipende il nostro futuro di europei”. E interviene di nuovo il presidente pentastellato Conte: "Una figuraccia internazionale”, scrive sui social. “Questa volta le menzogne a cui Meloni ci ha abituato sono state smentite in diretta mondiale", prosegue. "Ma poi – continua – che significa che siccome non sei disponibile a inviare truppe non partecipi ai vertici tra leader europei e Trump? L’Italia poteva partecipare, ricevere aggiornamenti ed esprimere la propria posizione"

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