✕

I volenterosi chiamano Trump: Meloni esclusa dal vertice su Kiev

Ascolta l'audio

Telefonata a margine dell’incontro della comunità politica europea: insieme con i leader c’è anche Zelensky. Sale la pressione Ue su Mosca. Von der Leyen: aumentare le sanzioni
2 minuti di lettura

Il format ormai è consolidato. E l’Italia non c’è. Stavolta non per scelta di Giorgia Meloni, che rimane in una stanza attigua a quella della call con Donald Trump. Dopo il viaggio di una settimana fa a Kiev di Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk, a Tirana i quattro fanno il bis. Accade a margine del vertice della Comunità politica europea, di cui fanno parte 47 paesi del continente, non solo i 27 dell’Ue. In Albania c’è anche Volodymyr Zelensky, nelle stesse ore in cui i colloqui tra la delegazione russa e quella ucraina a Istanbul si confermano un buco nell’acqua (o quasi).

I leader di Francia, Regno Unito, Germania e Polonia si riuniscono allora con il presidente ucraino e tutti e cinque sentono il presidente degli Stati Uniti, in quel momento a bordo dell’Air Force One, in volo sull’Europa sulla rotta di ritorno da Abu Dhabi. La foto dell’incontro la diffonde la presidenza ucraina. E naturalmente rimbalza ovunque, come quella di Kiev. In entrambi gli scatt…

Il format ormai è consolidato. E l’Italia non c’è. Stavolta non per scelta di Giorgia Meloni, che rimane in una stanza attigua a quella della call con Donald Trump. Dopo il viaggio di una settimana fa a Kiev di Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk, a Tirana i quattro fanno il bis. Accade a margine del vertice della Comunità politica europea, di cui fanno parte 47 paesi del continente, non solo i 27 dell’Ue. In Albania c’è anche Volodymyr Zelensky, nelle stesse ore in cui i colloqui tra la delegazione russa e quella ucraina a Istanbul si confermano un buco nell’acqua (o quasi).

I leader di Francia, Regno Unito, Germania e Polonia si riuniscono allora con il presidente ucraino e tutti e cinque sentono il presidente degli Stati Uniti, in quel momento a bordo dell’Air Force One, in volo sull’Europa sulla rotta di ritorno da Abu Dhabi. La foto dell’incontro la diffonde la presidenza ucraina. E naturalmente rimbalza ovunque, come quella di Kiev. In entrambi gli scatti, l’Italia non compare. Ma una settimana fa era stata Meloni a decidere di non mettersi in viaggio per l’Ucraina, in questo caso no: era qui, a pochi metri di distanza.

Dopo il tele-vertice con The Donald, il quartetto di leader spiega che l’obiettivo era concertare la strategia di Europa e Usa su Mosca. Lo riferisce il polacco Tusk: «Abbiamo parlato telefonicamente con il presidente Trump per riassumere gli sforzi compiuti per negoziare con i russi. La parte russa non ha dimostrato buona volontà e ha posto condizioni inaccettabili. Continueremo a lavorare insieme». L’obiettivo è mantenere «l’unità dei partner europei e americani intorno alla questione ucraina».

A Tirana emerge dunque un rinnovato asse del vecchio continente con Trump, su Kiev. I contatti, aggiunge Macron, continueranno nei prossimi giorni. Il presidente francese, in conferenza stampa, evoca anche la possibilità di un nuovo colloquio telefonico tra Trump e Vladimir Putin. Il presidente russo «deve pagare il prezzo del suo rifiuto della pace», commenta Starmer. «Le sue tattiche, cioè tergiversare, guadagnare tempo, e intanto continuare a uccidere e versare sangue in Ucraina, sono intollerabili».

Da entrambe le sponde dell’Atlantico si vuole alzare la pressione su Mosca. «Noi vogliamo la pace, per questo dobbiamo aumentare le sanzioni», ha incalzato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, anticipando un nuovo pacchetto, coordinato con Washington. Sarebbe il 18esimo. E includerà «sanzioni sul Nord Stream 1 e sul Nord Stream 2, l’inserimento di un maggior numero di navi della flotta ombra russa nell’elenco, nonché l’abbassamento del tetto massimo del prezzo del petrolio. E l’imposizione di ulteriori sanzioni al settore finanziario russo». Insomma, alle banche.

Poco distante dal leader turco Recep Tayyip Erdogan, pure lui a Tirana come il segretario Nato Mark Rutte, Zelensky conferma che nella call con Trump si è discusso «dell’incontro di Istanbul». L’Ucraina, assicura, è pronta «a compiere i passi più rapidi possibili per portare una vera pace», ma «se i russi rifiutano un cessate il fuoco completo e incondizionato e la fine delle uccisioni, devono seguire sanzioni severe». Meloni a inizio vertice non ha parlato di questo, di sanzioni. Ma lodando «l’eroismo» degli ucraini, ha invitato a «non gettare la spugna», a «insistere per un cessate il fuoco incondizionato» e «per un accordo di pace serio che dia garanzie di sicurezza a Kiev».

Leggi i commenti