Oms, si vota il trattato pandemico e il governo pressato dai no vax non sa che posizione prendere
di Michele BocciSi apre oggi a Ginevra l’assemblea mondiale della sanità dell’Oms. I temi sul tavolo sono importanti, per un’organizzazione che sta vivendo un periodo difficilissimo, con gli Usa che hanno tolto i loro finanziamenti, e tra questi c’è il travagliato “accordo pandemico”. Domani, martedì i rappresentanti degli Stati dovranno esprimersi sul testo di un documento che è stato svuotato rispetto al suo contenuto iniziale ma che comunque mette in difficoltà la maggioranza che governa l’Italia.
Non è ancora chiaro con quale mandato arriva in Svizzera il ministro alla Salute Orazio Schillaci. Se cioè gli verrà chiesto di astenersi o addirittura votare contro l’accordo, attaccato ormai da mesi da tutto il mondo No Vax, anche quello più vicino ad esponenti della maggioranza. La premier Giorgia Meloni darà le sue indicazioni a Schillaci ma la speranza è che Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, decida di procedere all’approvazione “per consenso…
Si apre oggi a Ginevra l’assemblea mondiale della sanità dell’Oms. I temi sul tavolo sono importanti, per un’organizzazione che sta vivendo un periodo difficilissimo, con gli Usa che hanno tolto i loro finanziamenti, e tra questi c’è il travagliato “accordo pandemico”. Domani, martedì i rappresentanti degli Stati dovranno esprimersi sul testo di un documento che è stato svuotato rispetto al suo contenuto iniziale ma che comunque mette in difficoltà la maggioranza che governa l’Italia.
Non è ancora chiaro con quale mandato arriva in Svizzera il ministro alla Salute Orazio Schillaci. Se cioè gli verrà chiesto di astenersi o addirittura votare contro l’accordo, attaccato ormai da mesi da tutto il mondo No Vax, anche quello più vicino ad esponenti della maggioranza. La premier Giorgia Meloni darà le sue indicazioni a Schillaci ma la speranza è che Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, decida di procedere all’approvazione “per consenso”, cosa che non comporterebbe una votazione ma soltanto una dichiarazione, una statement, nel quale l’Italia, come gli altri Paesi, dirà cosa pensa del testo. Ci vorrà comunque tempo, dopo questo passaggio, per l’approvazione definitiva del documento.
Cosa c’è nell’accordo
L’accordo pandemico è la nuova versione di quello che veniva chiamato trattato pandemico e che per le polemiche sollevate da vari Paesi è stato svuotato di molti contenuti. I negoziati sono durati tre anni e si è arrivati a una proposta che vuole rafforzare la collaborazione globale su prevenzione, preparazione e risposta alle future minacce pandemiche. Proprio per evitare di far saltare tutto si è evitato di inserire nell’accordo disposizione per dare all’Oms l’autorità di intervenire nelle politiche nazionali, di imporre agli Stati azioni specifiche e provvedimenti, come quelli sui viaggi, come obblighi di vaccinazione, misure terapeutiche o diagnostiche, oppure misure come il lockdown.
Nel testo si parla così della possibilità di condividere informazioni sui patogeni, di misure concrete di prevenzione, di sviluppo di capacità di ricerca diffuse in varie aree geografiche, di trasferimenti di tecnologie, conoscenze e competenze per la produzione di prodotti sanitari connessi alla pandemia, di muovere professionisti competenti, per l'emergenza sanitaria nazionale e globale, di istituire un meccanismo finanziario di coordinamento, di creare una catena di approvvigionamento globale e di una rete logistica.
Il governo e le pressioni No Vax
Il ministero alla Salute, ma anche il governo, sono da molto tempo presi di mira dal mondo No Vax, già dai tempi in cui si parlava di trattato e non di accordo. Si chiede di votare contro e del resto a suo tempo c’era stata la proposta, da parte della Lega, di uscire addirittura dall’Oms sulla scia delle dichiarazioni fatte da Donald Trump subito dopo l’insediamento come presidente degli Stati Uniti. Le insistenze hanno avuto effetto, visto che qualcuno al ministero in questo periodo ha parlato di astensione, una presa di posizione che vedrebbe l’Italia praticamente isolata all’interno dell’Organizzazione. In realtà non è ancora chiaro quale sarà la posizione presa domani. E’ probabile che le indicazioni su come muoversi arriveranno all’ultimo momento, con la speranza che nel frattempo Tedros decida di procedere senza votazione.
Il Piano pandemico nazionale
Non è una novità che tutte le volte che ci sono di mezzo il Covid e decisioni da prendere su future pandemie l’esecutivo si irrigidisca. Caso eclatante è il Piano pandemico nazionale, pronto praticamente da un anno e mezzo, ma ancora fermo in attesa dell’approvazione definitiva. L’ultima versione, del febbraio scorso, comunque contiene per ben 53 volte la parola Oms, visto che le linee guida dell’Organizzazione sono il punto di riferimento sulle misure da adottare nel caso ci siano nuove epidemie globali. Le Regioni hanno fatto una lunga serie di osservazioni sul piano e adesso il ministero alla Salute sta risistemando alcune cose. Chissà se si riuscirà ad adottare prima dell’estate il documento, la cui stesura faticosissima racconta molto bene gli imbarazzi, i dubbi e le lentezze di chi gestisce la sanità in questo momento.