Contro il black out informativo in corso sui referendum che si svolgeranno l'8 e 9 giugno, “spegniamo TeleMeloni e accendiamo la democrazia”. Il Pd lancia la sua giornata di mobilitazione per denunciare il bavaglio imposto dalla Rai sui cinque quesiti sottoposti al voto popolare con sit-in davanti alle sedi regionali della tv di Stato, non solo a Roma, ma anche in diverse città, da Milano a Cosenza. Presente in via Teulada, giacca blu Europa e megafono in mano, la segretaria nazionale Elly Schlein.
“Siamo davanti alla Rai come nelle altre regioni d'Italia per dire che votare è importante, è un dovere civico previsto dalla nostra Costituzione e i cittadini e le cittadine meritano una piena e corretta informazione. La Rai non deve dire come votare, ma deve dire come si vota, quando si vota e dove si vota. Siamo qui per accendere un faro su questo referendum e sulla mancanza di informazione del servizio pubblico", ribadisce Schlein. Con lei una delegazione di parlamentari dem. Oltre a St…
Contro il black out informativo in corso sui referendum che si svolgeranno l'8 e 9 giugno, “spegniamo TeleMeloni e accendiamo la democrazia”. Il Pd lancia la sua giornata di mobilitazione per denunciare il bavaglio imposto dalla Rai sui cinque quesiti sottoposti al voto popolare con sit-in davanti alle sedi regionali della tv di Stato, non solo a Roma, ma anche in diverse città, da Milano a Cosenza. Presente in via Teulada, giacca blu Europa e megafono in mano, la segretaria nazionale Elly Schlein.
“Siamo davanti alla Rai come nelle altre regioni d'Italia per dire che votare è importante, è un dovere civico previsto dalla nostra Costituzione e i cittadini e le cittadine meritano una piena e corretta informazione. La Rai non deve dire come votare, ma deve dire come si vota, quando si vota e dove si vota. Siamo qui per accendere un faro su questo referendum e sulla mancanza di informazione del servizio pubblico", ribadisce Schlein. Con lei una delegazione di parlamentari dem. Oltre a Stefano Graziano, capogruppo in Vigilanza, Marianna Madia, Michela di Biase, Andrea Casu, Roberto Morassut, Claudio Mancini, Marco Meloni, Filippo Sensi.
Nel piccolo drappello che espone lo striscione contro TeleMeloni, anche i segretari del Lazio Daniele Leodori, e quello di Roma, Paolo Foschi, che ha preso la parola per primo parlando di “vergogna per un servizio pubblico che non informa i cittadini”. Poi di nuovo Schlein: “C'è la grande questione del servizio pubblico, di una riforma che renda la politica indipendente dai partiti. Siamo in ritardo, dall'8 agosto siamo in mora per il recepimento del Media freedom act, rischiamo la procedura di infrazione. Facciamo un appello per questa riforma, rischiano di pagare la multa gli italiani''.
Prima tappa di una giornata all’insegna della protesta. Sempre a Roma, alle 17 è cominciata una maratona oratoria promossa dalla Cgil contro l'astensionismo lanciato da altissimi esponenti del governo nei giardini di Piazza Vittorio, all’Esquilino. Insieme alla segretaria del Pd e al sindaco Roberto Gualtieri, lo speakers’ corner vedrà gli interventi di quasi tutti i leader del centrosinistra, da Giuseppe Conte a Nicola Fratoianni. Mentre in contemporanea a Torino si terrà un’iniziativa pubblica a sostegno della partecipazione popolare per i referendum.
La segretaria del Pd, prendendo la parola ha ricordato che questi referendum "non sono tecnici ma toccano la carne viva, sono molto semplici e politici. A un certo ministro che ha detto che non andrà a votare e starà con i figli, rispondiamo che noi andremo a votare e lo faremo anche per i suoi figli. Questo non è un voto tecnico ma per futuro migliore e non è voto su passato ma è anche un voto per riparare danni fatti dalla nostra parte in questi anni".
Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, durante il suo intervento ha detto: "Non lo dico io, lo dice l'Agcom: siamo ai prefissi telefonici, siamo di fronte al fatto che meno dell'1% del tempo che si poteva dedicare ai referendum è stato dedicato" dal servizio pubblico e dalle altre emittenti. "Mi sembra che ci sia una scelta molto precisa. Se questo poi lo metto di fianco a chi dice di non andare a votare, il tentativo è di oscurare i referendum ed è assolutamente inaccettabile".
Il sindacalista ha aggiunto: "È decisivo in questi 20 giorni informare" sui referendum e allo stesso tempo "credo che siamo sulla strada buona. Penso che il quorum sia un obiettivo assolutamente raggiungibile. Il voto è una rivolta democratica, tranquilla, basta andare al seggio e votare".