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Cittadinanza, arriva la stretta della destra. Schlein: “Scelta incomprensibile”

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Approvato il decreto. Sarà cittadino italiano solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia
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Acquisire la cittadinanza italiana sarà più complicato, anche per i discendenti di cittadini italiani che sono nati all’estero. Solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita, dunque sarà possibile ottenere la cittadinanza solo per due generazioni e non oltre. Le nuove norme sono contenute in un decreto, già licenziato dal Senato e non modificato dalla Camera, che ieri è stato approvato definitivamente con 137 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti.

Le opposizioni hanno votato contro quella che Elly Schlein, ospite di Porta a Porta su Rai1 definisce «una stretta incomprensibile». E quindi «agli italiani all’estero bisogna dire che il governo sta rubando il diritto alla cittadinanza dei loro nipoti», dice ancora la segretaria del Pd ricordando che «abbiamo sempre avuto un grande rapporto e rispetto della diaspora e di chi ha portato l’Italia in giro per il mondo con tanti sacrifici».

La maggioranza sostiene invece che limiti siano stati imposti…

Acquisire la cittadinanza italiana sarà più complicato, anche per i discendenti di cittadini italiani che sono nati all’estero. Solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita, dunque sarà possibile ottenere la cittadinanza solo per due generazioni e non oltre. Le nuove norme sono contenute in un decreto, già licenziato dal Senato e non modificato dalla Camera, che ieri è stato approvato definitivamente con 137 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti.

Le opposizioni hanno votato contro quella che Elly Schlein, ospite di Porta a Porta su Rai1 definisce «una stretta incomprensibile». E quindi «agli italiani all’estero bisogna dire che il governo sta rubando il diritto alla cittadinanza dei loro nipoti», dice ancora la segretaria del Pd ricordando che «abbiamo sempre avuto un grande rapporto e rispetto della diaspora e di chi ha portato l’Italia in giro per il mondo con tanti sacrifici».

La maggioranza sostiene invece che limiti siano stati imposti per evitare il diffondersi di abusi da parte di persone che – avendo avi italiani, distanti di generazioni – ottengono la cittadinanza pur non avendo, di fatto, connessioni con il Paese. Con «questo decreto si chiude una vergogna», rivendica Andrea Di Giuseppe di FdI, augurandosi che sia solo del primo passo «verso una più ampia riforma» della materia, in particolare intervenendo sul «voto degli italiani all’estero, che è uno stampificio». Schlein non accetta questa versione: «Quando per colpire un abuso si colpiscono tutti è un fallimento della politica».

In Aula vengono ricordate le aperture del vicepremier azzurro in tema di diritti. «Quando abbiamo letto “decreto Cittadinanza” abbiamo pensato che Antonio Tajani si fosse ricordato di ciò che aveva detto sullo ius culturae e sullo ius scholae ma non è così», dice la deputata di Italia viva, Maria Elena Boschi. Ma il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi resta sulla linea della maggioranza: «Stop a truffe e abusi».

Inoltre le norme sullo ius sanguinis hanno effetto retroattivo. Si stabilisce che non ha mai acquisito la cittadinanza italiana chi è nato all’estero ed è in possesso di altra cittadinanza, anche prima dell’entrata in vigore della riforma. Un’altra novità riguarda i minori stranieri o apolidi, discendenti da padre o madre italiani per nascita, che diventano cittadini italiani nel caso in cui i genitori o il tutore dichiarino la volontà di acquisire tale status. Ma si richiede che, successivamente alla dichiarazione, il minore risieda legalmente e continuativamente per almeno due anni in Italia.

Viene consentito l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato, oltre alle quote previste per il decreto flussi, agli stranieri residenti all’estero e discendenti da un cittadino italiano in possesso della cittadinanza di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana. Stati che verranno definiti da un decreto del ministro degli Esteri. Infine vi è la possibilità di riacquisto della cittadinanza, pagando 250 euro, per chi sia nato in Italia o sia stato residente per almeno due anni consecutivi e l’abbia persa per l’acquisto della cittadinanza di un altro Stato.

Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, il decreto evade le questioni essenziali e «l’unica risposta sarà il referendum».

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