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Usura, corruzione, frode: ecco i 23 “impresentabili” aspiranti consiglieri alle prossime comunali

(ansa)

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Si vota il 25 e 26 maggio in diverse città. Genova e Ravenna hanno superato il test, a Taranto diversi casi secondo il controllo effettuato dalla commissione antimafia
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C’è un condannato per usura. Uno per turbata libertà per gli incanti. Un paio di aspiranti consiglieri sono sotto processo per corruzione e traffico di influenze. E poi frodi, bancarotte, traffici di rifiuti. Sono i 23 candidati “impresentabili” alle prossime elezioni amministrative del 25 e del 26 maggio secondo il controllo effettuato dalla commissione antimafia. La valutazione nasce dalla verifica del casellario giudiziario e dei carichi pendenti di chi aspira a un posto in consiglio comunale. "Anche durante questa tornata delle amministrative la commissione parlamentare antimafia ha svolto i controlli sulle liste con gli stessi criteri dello scorso anno: tutti i capoluoghi di provincia e tutti i comuni superiori ai 50mila abitanti e tutti i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. È un modo per continuare a chiedere alla politica liste pulite e maggiore attenzione quando si scelgono i rappresentanti dei cittadini", ha spiegato la presidente della commissione, Chiara Colosimo.

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C’è un condannato per usura. Uno per turbata libertà per gli incanti. Un paio di aspiranti consiglieri sono sotto processo per corruzione e traffico di influenze. E poi frodi, bancarotte, traffici di rifiuti. Sono i 23 candidati “impresentabili” alle prossime elezioni amministrative del 25 e del 26 maggio secondo il controllo effettuato dalla commissione antimafia. La valutazione nasce dalla verifica del casellario giudiziario e dei carichi pendenti di chi aspira a un posto in consiglio comunale. "Anche durante questa tornata delle amministrative la commissione parlamentare antimafia ha svolto i controlli sulle liste con gli stessi criteri dello scorso anno: tutti i capoluoghi di provincia e tutti i comuni superiori ai 50mila abitanti e tutti i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. È un modo per continuare a chiedere alla politica liste pulite e maggiore attenzione quando si scelgono i rappresentanti dei cittadini", ha spiegato la presidente della commissione, Chiara Colosimo.

Se città come Genova e Ravenna hanno superato il test, a Taranto, altro comune capoluogo, sono stati invece rilevati problemi: in Forza Italia (che corre per il candidato Luca Lazzaro) sono candidati Rosario Ungaro, per il quale è in corso il giudizio per corruzione aggravata per atto contrario ai doveri di ufficio e turbata libertà degli incanti e Cataldo Renna, nella lista di Forza Italia, a processo per traffico di influenze illecite. Nella Democrazia cristiana (che sta con Piero Bitetti, esponente del centrosinistra) c’è Antonio Milella, condannato in primo grado per turbata libertà degli incanti. Mentre sono candidate in due civiche Rossella Basile, in 'Movimento sportivo', per la quale è in corso il giudizio per riciclaggio, e Mimma Albano, nella lista civica 'Noi Taranto', a processo per usura.

A Matera c’è invece Francesco Paolo Lafortezza, candidato per la lista 'Io Sud', per il quale è in corso il dibattimento per il reato di frode informatica. Nel comune di Giugliano, in provincia di Napoli, sono stati invece individuati Paolo Di Nardo, candidato per la lista 'Unione di centro adesso Giugliano', condannato per usura, e Gennaro Pignatelli, candidato per una lista civica, citato a giudizio per frode informatica e accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. A Rende, in provincia di Cosenza, ci sono Franchino De Rango della lista 'Avanti Rende libera', per il quale è in corso un dibattimento per il reato di bancarotta fraudolenta, e Francesco Iorio, della lista 'Libertà in movimento', per il quale è il procedimento per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. A Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, c'è Titina Caruso, nella lista di Forza Italia, per la quale è in corso un dibattimento per bancarotta fraudolenta e di trasferimento fraudolento di valori.

C’è poi il caso di quei candidati che, nei cinque comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in cui ora si svolgeranno le elezioni, rivestivano la carica di sindaco o componente della giunta al momento del decreto di scioglimento. Per Orta Nova (Foggia) si tratta di Francesco Russo, per Rende (Cosenza) ci sono Elisa Sorrentino, Fabrizio Totera e Domenico Ziccarelli. Per Castiglione di Sicilia (Catania) si tratta di Antonino Camarda, Salvatore Monforte, Francesco Raiti e Salvatore Farfaglia. Per il comune di Palagonia (Catania) ci sono Salvatore Astuti, Michele Luca Francesco Lauria, Francesco Paolo Favata e Giuseppina Colomba. Tra qualche giorno se qualcuno dei 23 siederà nei consigli comunali.

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