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Fugatti: “Ferita la nostra autonomia, ci difenderemo davanti alla Consulta”

Maurizio Fugatti

 (agf)

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Il presidente leghista della provincia autonoma di Trento: “Ci sono prerogative statutarie che non si possono ignorare”
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È una lesione della nostra libertà. E noi questa libertà la vogliamo difendere». Per Maurizio Fugatti, 53 anni da Bussolengo, presidente leghista della provincia autonoma di Trento dal novembre 2018 (dal ‘21 al ‘24 presidente della Regione Trentino-Alto Adige), l’impugnativa del governo contro la legge provinciale che allunga i mandati del presidente da due a tre è «una ferita alla nostra autonomia, quando l’abbiamo approvata non ci aspettavamo che l’esecutivo si opponesse, ora ci difenderemo in tutti i modi in Corte costituzionale».

Presidente Fugatti, perché non ve l’aspettavate? La posizione di FdI è nota da tempo.

«Quando abbiamo fatto la legge, pensavamo che sarebbe stata rispettata la nostra autonomia. Ci sono prerogative statutarie della provincia autonoma di Trento che non si possono ignorare. Anche la Corte costituzionale, bocciando il terzo mandato in Campania, ha chiarito che quell’intervento non riguardava le regioni a statuto speciale, come noi, come il Friuli Venezia G…

È una lesione della nostra libertà. E noi questa libertà la vogliamo difendere». Per Maurizio Fugatti, 53 anni da Bussolengo, presidente leghista della provincia autonoma di Trento dal novembre 2018 (dal ‘21 al ‘24 presidente della Regione Trentino-Alto Adige), l’impugnativa del governo contro la legge provinciale che allunga i mandati del presidente da due a tre è «una ferita alla nostra autonomia, quando l’abbiamo approvata non ci aspettavamo che l’esecutivo si opponesse, ora ci difenderemo in tutti i modi in Corte costituzionale».

Presidente Fugatti, perché non ve l’aspettavate? La posizione di FdI è nota da tempo.

«Quando abbiamo fatto la legge, pensavamo che sarebbe stata rispettata la nostra autonomia. Ci sono prerogative statutarie della provincia autonoma di Trento che non si possono ignorare. Anche la Corte costituzionale, bocciando il terzo mandato in Campania, ha chiarito che quell’intervento non riguardava le regioni a statuto speciale, come noi, come il Friuli Venezia Giulia. Ecco perché l’impugnativa non ci fa bene. E no, non ci aspettavamo questa mossa, almeno all’inizio. Poi ovviamente strada facendo, negli ultimi giorni, avevamo capito che aria tirasse».

Gli esponenti di Fratelli d’Italia l’avevano detto chiaro...

«Ma è noto a tutti che la Costituzione non pone un limite di mandati, per le regioni. Visto che il nodo ora è diventato tutto politico, è importante che venga affrontato da una legge nazionale. Pare anche che ci sia la volontà di discuterne, dalle ultime dichiarazioni che leggo».

Sono due anni che la Lega pone il tema. E che FdI dice: va affrontato semmai con una legge nazionale. Non temete che sia un bluff?

«Io dico che il tema è politico e che è bene che lo affrontino i leader nazionali. Noto con interesse che forse si sta riaprendo il discorso. Certo, avrei preferito che si riaprisse senza un ricorso, perché ogni volta che il governo impugna una legge regionale viene vista dal territorio come una lesione della nostra libertà e autonomia. Inutile negarlo, l’impugnativa ci pesa».

Meloni vedrà domani il suo collega friulano Fedriga. Lei ci parlerà?

«Fedriga discute con la premier anche per via del suo ruolo, a capo della conferenza delle regioni. Io ho un ottimo rapporto con Salvini, un rapporto istituzionale con Meloni, ma non ho affrontato con lei questo argomento».

La Lega dovrebbe essere ascoltata di più, al governo?

«Io faccio il presidente della provincia di Trento, conosco i miei confini. Se la partita è locale combatto, però qui la questione va risolta a livello nazionale».

E il Trentino allora che farà?

«Siamo abituati a lottare, ci difenderemo in Corte costituzionale. Fino in fondo».

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