Gaza, Schlein: “Da Meloni silenzio complice”. Fratoianni: “È un’ecatombe”. E Bonelli cita i bambini
di Gabriella CeramiÈ Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra a presentare all’aula della Camera la mozione unitaria delle opposizioni (Pd, M5S e Avs) sulla situazione in Cisgiordania e a Gaza. Commosso legge un lunghissimo elenco di nomi, è quello dei bambini morti sotto i bombardamenti della Striscia. “Chiediamo giustizia, dignità umana e che il governo dica qualcosa in difesa di questi bambini morti – dice Bonelli – E chiediamo che Meloni ritiri l'ambasciatore e dica sì alle sanzioni a Israele. Schieratevi dalla parte giusta della storia e non voltate le spalle a chi viene ucciso, siamo davanti a una pulizia etnica”. I deputati di opposizione e di maggioranza si sono alzati in piedi.
La seduta ha all’ordine del giorno la discussione delle mozioni su Gaza (approvata poi quella della maggioranza con 166 sì, 110 no e 8 astenuti; e respinte quelle presentate dalle opposizioni Pd-Avs-M5s con 116 no e 111 sì, quella di Azione con 164 no e 13 sì e votato per parti separate la mozione di Italia viva), ma l’Aula fatica a riempirsi. Due ore dopo sono pochi i deputati presenti dell’opposizione e pochissimi quella della maggioranza, appena una decina.
I documenti presentati sullo stesso tema sono stati quattro: uno congiunto di Pd, M5S e Avs; un altro di Italia viva; un terzo della maggioranza e un quarto di Azione. Bonelli attacca e sottolinea in aula l’assenza del ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “È un pessimo segnale in un momento in cui c'è una discussione di questo genere in Parlamento. Ieri la gran Bretagna ha richiamato l'ambasciatore in Israele come avevamo chiesto noi al question time alla premier Meloni, richiesta che è stata invece respinta. L'Italia ha invece votato contro la revisione dell'accordo Ue-Israele". Unico esponente presente per il governo è il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli.
Una deputata M5S e uno di Avs indossano la kefiah al collo. Lo stellato Arnaldo Lomuti chiede alla Camera di “fare un atto morale e di dignità” e votare la mozione delle opposizioni. Intervengono anche Dario Carotenuto, Carmen Di Lauro, Valentina Barzotti, parlamentari che la settimana scorsa sono stati a Rafah. E poi, prima delle dichiarazioni di voto, hanno alzato un cartello con scritto “Stop genocidio” e sventolato una bandiera della Palestina. Come dice la deputata Valentina Ghio del Pd, “non è più tollerabile la violazione del diritto internazionale. Ci sono bambini che non vengono curati”.
Durante le dichiarazioni di voto gli scranni dell’opposizione si riempiono. Nicola Fratoianni, leader di Avs, rivolgendosi ai banchi del governo dice che "quello di Netanyahu è un governo di assassini", a "Gaza è un'ecatombe. Da voi c'è stata una scelta complice siete complici di quello che sta avvenendo ed è una responsabilità politica. Avete ricostruito l'asse Roma Berlino, oggi come allora ci avete ricoperto di vergogna e infamia". Di nuovo vengono esposte bandiere dalla Palestina che gli assistenti parlamentari provvedono a rimuovere.
Di pulizia etnica e di genocidio parla Giuseppe Conte: “Voi proteggete un governo criminale”, dice il presidente M5s rivolgendosi anche lui al governo. “Ci batteremo – aggiunge l’ex premier - perché questo sfregio contro l’umanità sia punito, perché questi crimini commessi da Netanyahu siano perseguiti. Questo governo Meloni non ci rappresenta, ci sentiamo italiani ma non ci rappresentano i ministri volati a Tel Aviv per stringere le mani sporche di sangue di Netanyahu e chi non mostra di fronte a questo genocidio la schiena dritta per alzarsi in questa Aula e condannare Isaraele”. Poi l’ex premier lascia l’Aula per partecipare al flash mob davanti Montecitorio.
“A Gaza c’è l’inferno in terra”, esordisce Elly Schlein: “Chiediamo di nuovo al governo di uscire da un silenzio complice e di adoperarsi per un incondizionato cessate il fuoco. Non si può restare inermi di fronte a questo genocidio. Questo immobilismo ci rende complici e ci disonora sul piano internazionale”. “La politica estera di un Paese come il nostro non si può piegare alle simpatie o antipatie, e lei sta tacendo. L’Italia non si gira dall’altra parte, l’Italia ripudia la guerra”, conclude la segretaria del Pd tra gli applausi dei dem.
La mozione di maggioranza
La mozione di maggioranza chiede di "sostenere, insieme ai partner europei e internazionali, ogni tentativo di soluzione negoziata tra Israele e i rappresentanti palestinesi - anche a partire dal piano predisposto dai Paesi arabi - per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell'ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all'interno di confini mutualmente riconosciuti". Lo stesso documento punta a "lavorare affinché le parti, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, giungano all'immediata cessazione dei combattimenti, alla liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, al ripristino delle condizioni che consentano l'assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza".
La mozione unitaria di Pd, M5S e Avs
La mozione unitaria di Pd, M5s e Avs, respinta, impegna invece, tra le altre cose, l'esecutivo a "provvedere all'immediata sospensione dell'importazione degli armamenti dallo Stato di Israele", a "sostenere in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario" e a "dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale". Lo stesso documento chiede anche di "riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967, con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele" e di "intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all'immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano 'Carri di Gedeone', atto finale mirato a concludere un progetto di annientamento sistematico di una popolazione martoriata dal conflitto in atto nella Striscia di Gaza".