Ponte sullo Stretto, arriva il via libera definitivo dal ministero dell’Ambiente: “Opera necessaria”
di Alessia Candito , Antonio FraschillaDal ministero dell’Ambiente (Mase) arriva l’ultimo via libera al progetto del ponte sullo Stretto. Adesso il ministro Gilberto Pichetto Fratin potrà firmare il decreto che dà l’ok ambientale alla grande opera. La commissione tecnica ha espresso parere positivo sulla Valutazione di incidenza per il progetto. Secondo la Commissione, “le misure compensative previste per tutelare la rete ecologica Natura 2000 sono complete e coerenti con le indicazioni europee: comprendono obiettivi chiari, spiegazioni scientifiche degli effetti attesi, fattibilità tecnica e finanziaria, monitoraggio e tempi definiti”. Il parere rileva inoltre che non esistono alternative progettuali e che sussistono motivi imperativi di interesse pubblico, come la sicurezza e la salute: questo grazie al decreto approvato dal governo il mese scorso che tra le motivazioni sull’interesse pubblico del Ponte mette anche l’utilizzo a scopo militari per il movimento truppe della Nato. Il ministro Salvini, in una nota del Mit, l…
Dal ministero dell’Ambiente (Mase) arriva l’ultimo via libera al progetto del ponte sullo Stretto. Adesso il ministro Gilberto Pichetto Fratin potrà firmare il decreto che dà l’ok ambientale alla grande opera. La commissione tecnica ha espresso parere positivo sulla Valutazione di incidenza per il progetto. Secondo la Commissione, “le misure compensative previste per tutelare la rete ecologica Natura 2000 sono complete e coerenti con le indicazioni europee: comprendono obiettivi chiari, spiegazioni scientifiche degli effetti attesi, fattibilità tecnica e finanziaria, monitoraggio e tempi definiti”. Il parere rileva inoltre che non esistono alternative progettuali e che sussistono motivi imperativi di interesse pubblico, come la sicurezza e la salute: questo grazie al decreto approvato dal governo il mese scorso che tra le motivazioni sull’interesse pubblico del Ponte mette anche l’utilizzo a scopo militari per il movimento truppe della Nato. Il ministro Salvini, in una nota del Mit, la definisce "una notizia di straordinaria importanza. È un altro fondamentale passo in avanti".
Resta però il tema Ue. Visto che per alcune “ottemperanze” il progetto non può da solo risolvere le questioni ambientali, la direttiva europea Habitat prevede che la commissione Ue debba comunque valutare formalmente la compatibilità ambientale dell’opera. Secondo l’interpretazione del governo Meloni, basta la semplice comunicazione del parere del ministero alla commissione Ue per andare avanti al Cipess, come ha già annunciato il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini. E su quest’ultimo fronte enti locali coinvolti e opposizione in Parlamento annunciano esposti e ricorsi.
Il deputato e segretario di Avs Angelo Bonelli farà una nuova segnalazione alla magistratura: “Siamo di fronte a un vero e proprio blitz contro il diritto europeo, in particolare contro la direttiva Habitat – dice - l’approvazione del Mase del parere ambientale per le aree di protezione speciale che verranno aggredite dal progetto del Ponte rappresenta una forzatura inaccettabile. Per non modificare il progetto – come previsto invece dalla direttiva Habitat – si è approvata l’autorizzazione ambientale, eludendo le norme europee”. Prosegue Bonelli: “La Commissione non può limitarsi a prendere atto della semplice dichiarazione del governo sull’assenza di alternative. Come ribadito ieri dallo stesso presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, la scelta di eludere vincoli europei e finanziari comporta un evidente eccessivo rafforzamento della parte privata, ossia Webuild. Non avendo ricevuto riscontro alle diffide inviate al Ciopess e alla commissione Via su queste gravi violazioni normative e procedurali, mi vedo costretto a interessare gli organi giudiziari e la commissione Europea”.
Si annunciano ricorsi anche dai comuni e dalle associazioni ambientaliste. Nei giorni scorsi è stato presentato al Tar del Lazio, dove già pende un precedente procedimento, il ricorso bis del Comune di Villa San Giovanni contro la delibera della presidenza del Consiglio dei ministri del 9 aprile scorso con allegata la relazione Iropi (la dichiarazione di opera pubblica necessaria, ndr). “Per cinquant’anni ci è stato raccontato che il ponte unisce dal punto di vista trasportistico l’Europa alla Sicilia, adesso – sottolinea la sindaca Giusy Caminiti - si assiste ad un cambio di prospettiva e l’interesse pubblico del ponte viene legato a imperativi motivi di salute dell’uomo e di sicurezza pubblica”. La richiesta del Comune rimane la stessa: che si segua l’iter di legge per la remissione degli atti alla commissione europea e la successiva autorizzazione a tutela degli habitat protetti dalla direttiva Natura 2000. “Gli atti del progetto devono essere rimessi alla commissione europea, l’unica titolata ad autorizzare mitigazione e compensazioni dal momento che la commissione via vas non ha escluso effetti negativi sui siti natura 2000”, chiedono dall’amministrazione.