Forza Italia a favore. FdI astenuta. Lega contraria. Dopo una settimana ad alta tensione sulle vicende interne, a cominciare dal terzo mandato, il centrodestra torna a spaccarsi in Europa sulle questioni internazionali, come già avvenne sul riarmo. Ieri è accaduto sui nuovi dazi verso i prodotti agricoli e i fertilizzanti russi e bielorussi a cui il Parlamento europeo ha dato il via libera con 411 voti a favore, 100 contrari e 78 astensioni.
Le misure adottate comporteranno un aumento del 50% delle tariffe su prodotti agricoli di origine russa e bielorussa non ancora soggetti a dazi doganali aggiuntivi. I beni colpiti includono zuccheri, aceto, farina, mangimi. La proposta prevede inoltre un dazio del 6,5% sui fertilizzanti importati dai due Paesi, a cui si aggiungono tariffe comprese tra 40 e 45 euro a tonnellata per il biennio 2025-2026. Destinate ad aumentare nel 2028.
Un provvedimento piuttosto forte, destinato ad avere impatti anche sul settore agricolo europeo tanto da solleva…
Forza Italia a favore. FdI astenuta. Lega contraria. Dopo una settimana ad alta tensione sulle vicende interne, a cominciare dal terzo mandato, il centrodestra torna a spaccarsi in Europa sulle questioni internazionali, come già avvenne sul riarmo. Ieri è accaduto sui nuovi dazi verso i prodotti agricoli e i fertilizzanti russi e bielorussi a cui il Parlamento europeo ha dato il via libera con 411 voti a favore, 100 contrari e 78 astensioni.
Le misure adottate comporteranno un aumento del 50% delle tariffe su prodotti agricoli di origine russa e bielorussa non ancora soggetti a dazi doganali aggiuntivi. I beni colpiti includono zuccheri, aceto, farina, mangimi. La proposta prevede inoltre un dazio del 6,5% sui fertilizzanti importati dai due Paesi, a cui si aggiungono tariffe comprese tra 40 e 45 euro a tonnellata per il biennio 2025-2026. Destinate ad aumentare nel 2028.
Un provvedimento piuttosto forte, destinato ad avere impatti anche sul settore agricolo europeo tanto da sollevare la protesta delle associazioni come Confagricoltura. Dividendo la maggioranza di centrodestra. Solo FI ha votato a favore, in linea col Ppe. «La necessità di tenere alta la pressione sulla Russia deve essere portata avanti con strumenti che non danneggino ulteriormente le imprese europee già sottoposte a forti perturbazioni di mercato e aumenti dei prezzi», hanno sottolineato gli esponenti meloniani all’Europarlamento Carlo Fidanza e Daniele Polato che hanno optato per l’astensione.
Contraria la posizione della Lega, in questa fase mai ostile a Putin. Come del resto i 5 Stelle, vecchi alleati dei tempi gialloverdi. Ha retto invece, sul binario del sostegno all’Ucraina, l’asse tra Pd e Avs.