La giornata finisce così. Con la Lega che alle 21.50 dirama questa nota, dopo giorni di tensioni con il Colle: «La lotta alla mafia è un obiettivo irrinunciabile per tutti e le soluzioni saranno adottate anche raccogliendo i preziosi suggerimenti del Quirinale. Nessuno intende venire meno alla piena collaborazione istituzionale». I toni di Matteo Salvini, di mattina, erano molto diversi. Ancora pugnaci, a difesa di quel passaggio del decreto Infrastrutture che la presidenza della Repubblica aveva chiesto di depennare dal testo varato lunedì scorso in Cdm. Il passaggio che affidava tutti i controlli antimafia per il ponte sullo Stretto a un ufficio del Viminale, in deroga alle norme ordinarie. Ancora ieri mattina il vicepremier leghista dichiarava: «Non penso che il Quirinale sia contro gli organismi antimafia». Mentre da via Bellerio rilanciavano la sfida, facendo sapere: è già «pronto» l’emendamento in Aula per reintrodurre le misure cassate dal Quirinale. Poco dopo alcuni leghisti r…
La giornata finisce così. Con la Lega che alle 21.50 dirama questa nota, dopo giorni di tensioni con il Colle: «La lotta alla mafia è un obiettivo irrinunciabile per tutti e le soluzioni saranno adottate anche raccogliendo i preziosi suggerimenti del Quirinale. Nessuno intende venire meno alla piena collaborazione istituzionale». I toni di Matteo Salvini, di mattina, erano molto diversi. Ancora pugnaci, a difesa di quel passaggio del decreto Infrastrutture che la presidenza della Repubblica aveva chiesto di depennare dal testo varato lunedì scorso in Cdm. Il passaggio che affidava tutti i controlli antimafia per il ponte sullo Stretto a un ufficio del Viminale, in deroga alle norme ordinarie. Ancora ieri mattina il vicepremier leghista dichiarava: «Non penso che il Quirinale sia contro gli organismi antimafia». Mentre da via Bellerio rilanciavano la sfida, facendo sapere: è già «pronto» l’emendamento in Aula per reintrodurre le misure cassate dal Quirinale. Poco dopo alcuni leghisti riferivano che il leader era anche pronto, a brevissimo, a recarsi a Messina e a Reggio Calabria, per «ringraziare» le prefetture.
Poi cosa è successo? Fonti di FdI raccontano di contatti tra la stessa Giorgia Meloni e il suo ministro dei Trasporti (mentre dalla Lega parlano genericamente di un «dialogo avviato tra uffici e a livello politico»). Fatto sta che all’ora di cena, le agenzie di stampa hanno battuto alcune dichiarazioni di anonime «fonti di maggioranza». Le quali sostenevano che «l’intera maggioranza» fosse sostanzialmente d’accordo con il progetto del lumbard, per «rafforzare le misure antimafia», con «allo studio piani che ricalcano esperienze efficaci come Olimpiadi Milano-Cortina, Expo, ricostruzione post-sisma». Procedure speciali, che il Quirinale aveva chiesto espressamente di non adottare per un’opera come il Ponte. L’unica concessione di questo dispaccio attribuito a «fonti di maggioranza» (che esponenti di FI e FdI ieri sera non riconoscevano) era in coda: «Massima collaborazione istituzionale». Dopo un’ora, l’ultima nota della Lega. Che evoca questa «posizione della maggioranza» e poi smorza completamente i toni, rispetto al Colle: «Suggerimenti preziosi, collaborazione piena ».
Già dalla mattina del resto azzurri e “fratelli” si mostravano decisamente poco inclini a seguire la Lega in questa crociata. Giovanni Donzelli, il responsabile organizzazione di FdI, precisando che «il parlamento è sovrano», spiegava che comunque «i moniti del Quirinale vanno sempre ascoltati e sono occasione di riflessione». Anche l’opposizione era in allarme. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, ha chiesto a Meloni di intervenire: «Dica a Salvini di rispettare i rilievi del Colle». Mentre dal M5S Ilaria Fontana attaccava: «È inaccettabile vedere un ministro delle Infrastrutture farsi beffe delle normative relative alle verifiche antimafia».