DOGLIANI – La Rai non è TeleMeloni, è una narrazione distorta. La Rai è il luogo in cui si costruisce l’immaginario nazionale attraverso l’informazione, la fiction, i film, l’intrattenimento, la cultura. Non impone egemonie di nessun tipo, ma garantisce la libertà di espressione e la pluralità». Intervistato al Festival della Tv di Dogliani dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi gioca in difesa. Su tutto. Lo sbilanciamento nei tg, e nei programmi di approfondimento, ormai tutti appaltati al centrodestra, è palese. Vale anche per le nomine. Basti pensare a quelle della Tgr di giovedì: due condirettori, Antonello Perillo in quota Forza Italia, e Luca Salerno (FdI), dopo il direttore leghista Roberto Pacchetti, nominato un mese fa. Ma per Rossi sono i giornali a distorcere le cose: «C’è una Rai che viene raccontata, attraverso i giornali e gli intellettuali, come un’azienda che passa le giornate a chiedere permessi per …
DOGLIANI – La Rai non è TeleMeloni, è una narrazione distorta. La Rai è il luogo in cui si costruisce l’immaginario nazionale attraverso l’informazione, la fiction, i film, l’intrattenimento, la cultura. Non impone egemonie di nessun tipo, ma garantisce la libertà di espressione e la pluralità». Intervistato al Festival della Tv di Dogliani dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi gioca in difesa. Su tutto. Lo sbilanciamento nei tg, e nei programmi di approfondimento, ormai tutti appaltati al centrodestra, è palese. Vale anche per le nomine. Basti pensare a quelle della Tgr di giovedì: due condirettori, Antonello Perillo in quota Forza Italia, e Luca Salerno (FdI), dopo il direttore leghista Roberto Pacchetti, nominato un mese fa. Ma per Rossi sono i giornali a distorcere le cose: «C’è una Rai che viene raccontata, attraverso i giornali e gli intellettuali, come un’azienda che passa le giornate a chiedere permessi per narrare storie o rappresentare pluralità. C’è poi la Rai vera, che non ha nulla da invidiare alla Bbc, e tiene in piedi l’industria dell’audiovisivo».
La scarsa attenzione sui referendum, che ha scatenato la protesta di Elly Schlein? «Non è vero - spiega - i dati dell’Osservatorio di Pavia dicono che, fino al 20 maggio, l’informazione è stata dieci volte superiore a quella del 2022 per i quesiti sulla giustizia. Allora nessuno protestò. Forse perché chi protesta oggi, all’epoca era al governo». Offerta impoverita, Rai3 soffre. «La tv si organizza per generi e non per reti. Abbiamo riorganizzato fuori dai connotati ideologici, Rai3 aveva una forte connotazione culturale ideologica. Oggi è un canale per approfondimento giornalistico, indipendentemente da chi lo fa». «Alcuni dei protagonisti che hanno lasciato la Rai», dice l’ad «la rimpiangono. Nei primi 5 mesi del 2025, gli ascolti sono stati superiori a quelli degli ultimi 10 anni». Tifa Simona Agnes, per cui nutre «grande stima». «Ha grandi capacità, è una moderata che saprebbe fare con equilibrio la presidente della Rai».